17 Giugno 2022

Autonomia strategica e nearshoring: cosa dice lo studio di AHK Italien

Al XVI Forum Economico Italo-tedesco, la camera di commercio italo-tedesca ha presentato una ricerca sulle catene del valore.

17 Giugno 2022

Autonomia strategica e nearshoring: cosa dice lo studio di AHK Italien

Al XVI Forum Economico Italo-tedesco, la camera di commercio italo-tedesca ha presentato una ricerca sulle catene del valore.

17 Giugno 2022

Autonomia strategica e nearshoring: cosa dice lo studio di AHK Italien

Al XVI Forum Economico Italo-tedesco, la camera di commercio italo-tedesca ha presentato una ricerca sulle catene del valore.

Alla sedicesima edizione del Forum Economico Italo-tedesco, il tema dell’autonomia strategica europea, nel contesto dei rivolgimenti geopolitici e delle trasformazioni nelle catene di fornitura che stiamo vivendo è stato protagonista degli incontri. Il tradizionale appuntamento di AHK Italien, la camera di commercio italo-tedesca, è dedicato alle principali dinamiche che interessano i rapporti tra Italia e Germania.

Ad avviare l’edizione 2022 i keynote speech di Barbara Frenkel (Porsche AG) e Antonio Villafranca (ISPI).

Nel corso dell’evento, è stato presentato uno studio sulle catene del valore italo-tedesche, realizzato con KPMG. La ricerca si basa su una survey realizzata tra le aziende socie AHK Italien, che sviluppa le relazioni economiche tra Italia e Germania, supporta l’internazionalizzazione delle imprese e promuove la formazione duale, con un campione di 125 soggetti.

Tra le principali evidenze, emerge che il 70% delle aziende dichiara un alto grado di trasparenza e tracciabilità delle proprie catene del valore, ma questa percentuale scende al 50% quando si tratta dei sistemi aziendali di risk management: un segnale di un utilizzo ancora limitato dell’analisi dei dati per la gestione delle forniture.

Lo studio conferma che la sostenibilità è uno dei fattori chiave della trasformazione, ed evoluzione, delle supply chain: le aziende ne sono consapevoli e due terzi dei rispondenti dichiarano che il cambiamento climatico e le relative regolamentazioni influiscono e continueranno a influire sulle catene del valore. Tra le principali dinamiche segnalate alla luce dei rivolgimenti più recenti, un aumento dei costi e dei tempi delle forniture e la necessità di rivedere il proprio parco di fornitori.

Oltre il 70% delle aziende ritiene che gli attori delle proprie catene di fornitura non siano ancora del tutto pronti ad affrontare le trasformazioni in atto e che siano necessari ulteriori adeguamenti. A pesare, al momento, è soprattutto un aumento generalizzato dei costi, legato a energia, materie prime e logistica.

IL NEARSHORING – Il nearshoring, affidare alcune attività ad aziende nella stessa regione del mondo (nel nostro caso l’Europa) è una delle pratiche che si sta diffondendo in questo clima. «Se già le oscillazioni dei prezzi sono una sfida importante, le nostre rilevazioni e le dinamiche internazionali renderanno il quadro ancora più inedito e complesso, a partire dalle conseguenze meno immediate della guerra», ha dichiarato il Consigliere Delegato AHK Italien, Jörg Buck. «Lo studio presentato oggi ci conferma che il ruolo del nearshoring diventerà sempre più centrale, con oltre la metà del nostro campione che lo include nelle strategie aziendali per l’immediato futuro. Questa direzione è inevitabile e, per gli attori pubblici e privati, si tratta ora di facilitare i processi di nearshoring, rendendoli sempre più efficienti e coniugandoli con catene del valore flessibili e sostenibili». Proprio in quest’ottica e alla luce di una partnership bilaterale consolidata, è il 70% del campione a prevedere nuove collaborazioni con aziende tedesche in futuro. Alla luce dei dati di AHK Italien, infatti, nel lungo termine le aziende prevedono un cambiamento dei rapporti strutturali tra aree economiche del pianeta. Sul tema, in chiusura dei lavori, si è concentrato anche l’intervento di Daniela Schmitt, Ministro dell’Economia, Trasporti, Agricoltura e Viticoltura del Land Renania-Palatinato, che ha sottolineato, citando Fukuyama, come l’attuale situazione economica e politica mondiale sembri proporre una sorta di “ritorno della Storia”, e affermando come sia prioritario per l’Europa tutelare mercato e competitività.

Per quanto riguarda la produzione e fornitura di energia, il ricorso alle rinnovabili risente ancora di limitazioni importanti: quasi la metà del campione (47%) continua infatti a non avere accesso a fonti di energia rinnovabile a livello locale. Lungo la catena di approvvigionamento, inoltre, è solo il 15% dei fornitori a fare un uso importante delle rinnovabili.

Le evidenze dello studio sono state al centro di una tavola rotonda con Lorenzo Bottinelli (BASF), Nazzarena Franco (DHL Express), Marco Lazzoni (MAN Truck & Bus), Alessandro Matera (Infineon Technologies) e Peter Schardig (Schaeffler).

«I modelli tradizionali di gestione delle catene del valore da parte delle aziende vanno rimodulati in modo strutturale, ma gli adeguamenti necessari chiamano in causa anche un forte interesse pubblico su diversi fronti, dagli investimenti alle partnership in ambito R&D», ha dichiarato la Presidente AHK Italien Monica Poggio, AD di Bayer in Italia. «In ottica europea, l’implementazione dell’autonomia strategica va necessariamente di pari passo con una gestione, concertata tra pubblico e privato, dei cambiamenti in atto, a partire dalla transizione ecologica. Tocca proprio ai due principali Paesi manifatturieri europei, Italia e Germania, essere in prima linea nell’introduzione dei nuovi modelli produttivi e gestionali. Forti di due economie storicamente compenetrate, i nostri Paesi devono continuare a lavorare, insieme, agli ambiti più strategici per la crescita, da una maggiore indipendenza energetica alla logistica, fino alla ricerca altamente specializzata».

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