12 Dicembre 2022

Evodeaf migliora la qualità di vita dei sordi

Un software che trasforma i segni in parole e permette di comunicare tra chi sente e chi non sente. Una rivoluzione di una start up tutta italiana.

12 Dicembre 2022

Evodeaf migliora la qualità di vita dei sordi

Un software che trasforma i segni in parole e permette di comunicare tra chi sente e chi non sente. Una rivoluzione di una start up tutta italiana.

12 Dicembre 2022

Evodeaf migliora la qualità di vita dei sordi

Un software che trasforma i segni in parole e permette di comunicare tra chi sente e chi non sente. Una rivoluzione di una start up tutta italiana.

Siamo abituati a concepire l’evoluzione tecnologica a servizio del sociale dalla parte di chi ha “mancanze”. E se ci provassimo a mettere dalla parte di chi vuole comunicare, per esempio, con chi non sente? EvoDeaf, la start up tecnologica di Francesco Cannone, imprenditore lombardo, si propone proprio questo. Permette infatti di trasformare la lingua dei segni in lingua parlata e facilitare l’incontro di due mondi che non hanno comunicazione attraverso avatar che segnano sul cellulare.

Molti non sanno che proprio come cambiano le parole nelle lingue parlate, anche in quella dei segni la varietà dei gesti per comunicare è sconfinata. Evodeaf è in definitiva il software di traduzione in tempo reale per la Lingua dei Segni utilizzata dalle persone sorde e quindi dovrà adattarsi alle diverse lingue dei segni usate nel mondo. Attraverso un avatar dotato di IA (Intelligenza Artificiale) con Machine Learning, rende possibile l’interazione tra persone sorde e udenti. L’applicazione migliora e si sviluppa sempre di più quando utilizzata, in quanto apprenderà e imparerà i modi di dire, le strutture delle frasi e le combinazioni direttamente dagli utenti. 

Il tempo è tutto in questo caso: sarà una tecnologia che più verrà adottata dalle persone più velocemente si perfezionerà.

Francesco Cannone CEO di Evodeaf srl Evodeaf ci racconta così la sua ispirazione: “L’evoluzione per la qualità di vita dei sordi è il software di traduzione in tempo reale per la Lingua dei Segni utilizzata da loro stessi e da quelli che sono attorno a loro. Possiamo fare già qualcosa oggi anche se non ci tocca e noi, da udenti, vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica per questi temi. Come ad esempio la lettura del labbiale che è fondamentale, bisogna scandire bene, fare attenzione a quando si ha la barba. Partiremo con 5 lingue e si arriverà in 5 anni alle 121 lingue più segnate al mondo”.


L’iniziativa di Francesco ha smosso già le acque nella sua terra d’adozione, Milano. L’imprenditore di origine pugliese ha stabilito un contatto con il Comune di Milano durante la Milano Digital Week 2022 e le premesse sono buone. Anche perché il problema che EvoDeaf andrà a risolvere riguarda potenzialmente 50mila persone sorde in Italia (nel mondo ci sono 460 milioni con problemi di udito e 72 milioni che usano lingua dei segni). In più il successo dell’applicazione contribuisce a sensibilizzare sulla sordità che è un obiettivo principe di questa iniziativa. Secondo l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) una persona su due è esposta al rischio la sordità dai 50 anni in su.

COME FUNZIONA EVODEAF– Al posto di avere un traduttore simultaneo di parole, EvoDeaf riesce a tradurre le parole in gesti che si guardano in video. L’applicativo traduce le parole in gesti e sottotitoli. Sul sito c’è la demo in avanti ci sarà la personalizzazione del proprio avatar per tutti gli utenti e magari anche una versione con il dialetto per renderlo vicino alla popolazione. “Un avatar per amico”, dice Francesco che è convinto che dal 2023, quando sbarcherà sulle piattaforme online, la app sarà scaricata più gli udenti che i sordi (la parte basic è gratuita).
La app avrà in futuro un’integrazione per lo schermo televisivo, un collegamento con l’orologio smart e si rivolge con semplicità anche al mondo degli anziani. La raccolta fondi continua incessante perché c’è bisogno di sempre più idee e sviluppi di una applicazione digitale di questa portata. Cannone e i suoi soci hanno in mente di creare anche la EvoDeaf map dove ci sono tutte le attività sensibili all’integrazione tra sordi e udenti. “Ci stiamo avvicinando – ci dice – al giugno 2025 quando l’inclusione di qualsiasi tipo di minoranza sarà obbligatoria per legge europea. La totale accessibilità sarà un dovere e per questo vogliamo che le attività commerciali sensibili alla comunità dei sordi siano tutte reperibili sin da ora, chi aderisce alla nostra mappa sarà tra i primi ad avere la tecnologia pronta all’utilizzo”.

L’idea di Evodeaf nasce nel 2020 dall’incontro tra Francesco Cannone, udente, e Anna Matveyeva, affetta da sordità, in occasione di un corso di formazione per una accademia di Investitori, in cui Anna Matveyeva era una delle allieve e Francesco Cannone era il coach, il quale, in quella circostanza, si rende conto delle difficoltà di comunicazione dei sordi.
Per portare avanti questo ambizioso progetto, si uniscono a Francesco ed Anna altri 9 soci dando vita, nel 2022, ad Evodeaf s.r.l. ed Evodeaf Digital Integration Platform di seguito denominata “Evodeaf”. L’imprenditore è in foto con Daniela Trinca, segretaria e tesoriera di EvoDeaf.
Da sinistra soci fondatori di EvoDeaf: Barbara Dos Santos, Giuseppe Vaccaro, Vadym Matveyeyev, Josè Perez, Francesco Cannone, Daniela Trinca, Michelle Juvet, Anna Matveyeva, Tiziano Galassi.



La comunità dei sordi come ha reagito a questa innovazione? Francesco Cannone e Daniela Trinca hanno deciso di avvicinarsi alle loro esigenze con prudenza e con massima apertura, anche perché EvoDEaf colma anche lacune per via di un radicato tasso di analfabetismo che è più cospicuo tra i sordi. Ci raccontano: “A volte sono sorpresi che questa iniziativa arrivi da udenti. Sono felicissimi, la aspettavano. Il nostro avatar non sostituisce l’interprete vivente ma farà da supporto, collaboreranno insieme. Paola Castelletti è una delle migliori interpreti in Italia e ci ha fatto capire quanto sia cruciale quella figura. Siamo entrambi persone altruiste ed è stato amore a prima vista. È diventata dopo poco una missione, parlavamo sempre di quella comunità che è stata ghettizzata. Avevamo delle difficoltà nella vita, pensavamo sempre a come si sarebbero comportati i sordi in situazioni di pericolo?”.

RISVOLTI PRATICI -Francesco e Daniela stanno dedicando i loro sforzi imprenditoriali a una causa che li ha colpiti molto. “L’idea è arrivata non da un’esperienza in famiglia ma sul posto di lavoro, in un corso di educazione finanziaria dove c’erano dei partecipanti sordi con grandi problemi di comunicazione. Sono persone mediamente diffidenti e molto attente a quello che succede intorno a loro, chiedono le stesse cose per avere conferme. Se si fidano di una persona poi si danno completamente. Nella loro comunità la scolarizzazione è considerata un privilegio da ricchi e per questo spesso hanno difficoltà di apprendimento. Vivono nel dubbio di non essere capiti e che gli altri possano approfittarsene. La loro socialità è limitata da alcune barriere, per questo vogliamo arrivare nelle scuole dove c’è la base dell’apprendimento. Vogliamo fornire ai sordi gli stessi strumenti di un bambino udente”. Perché non vogliamo che ci sia la ghettizzazione.”
Si dà per scontato che le persone sorde non guidino o non telefonino: invece sì, la creazione dell’applicativo è nata perché in Europa i fondatori di EvoDeaf avevano notato che c’erano delle società che si stavano muovendo per la stessa questione. Nel 2021 si sono affidati a ragazzi toscani di My Virtual Lab e hanno fondato la app sui tre strumenti di comunicazione dei sordi: il riconoscimento del movimento labbiale, la scrittura e il segnato anche per udenti con un meccanismo di traduzione simultanea in qualsiasi lingua.
Lo sviluppo dell’avatar è in fase di prototipo con intelligenza artificiale e machine learning per dare stesse opportunità a tutti. Ora c’è in progetto di installarlo nelle lavagne interattive delle scuole. Francesco e Daniela concludono così: “Sogniamo un mondo senza emarginazione, dove anche i bambini udenti possano essere felici di aver imparato una nuova lingua per comunicare con i loro amici sordi in classe”.

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Christian D'Antonio

Christian D'Antonio

Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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