Bona Fide Biz - 31/12/2020

La World Halal Authority: “Sempre più consapevolezza nei consumi del 2021”

Parla Mohamed Elkafrawy, CEO dell'organismo che certifica prodotti e servizi per lo sterminato bacino d'utenza di religione islamica. "Export e turismo mediorientale in ripresa".

Mohamed Elkafrawy, CEO di World Halal Authority, nel 2020 ci ha presentato l’iniziativa del sue ente in Italia e nel mondo. WHA garantisce l’emissione di un certificato riconosciuto in tutti i paesi Islamici di fornitura di prodotti e servizi in accordo all’etica di questo bacino d’utenza di consumatori così strategico. Al momento, si tratta dell’unico ente in Italia riconosciuto in Indonesia e Turchia. Lo abbiamo intervistato per capire perché nel 2021 sarà importante per tutti i settori produttivi, tener presente i mercati che richiedono le regole Halal. Ovvero come garantire che il prodotto “Made in Italy” possa arrivare ai mercati dei consumatori di tutto il mondo, mantenendo tutte le qualità che lo caratterizzano e allo stesso tempo essere conforme alle regole islamiche che i credenti musulmani sono tenuti ad osservare.

Quando avete costituito World Halal Authority e cosa vi siete ripromessi di fare?

La nostra esperienza nell’Halal è di oltre 15 anni. È dal 2005 che guidiamo per mano le aziende all’interno di questo straordinario mondo e ufficialmente con il nome World Halal Authority dal 2016, con l’intenzione di costruire una connessione tra tutte le imprese che hanno un prodotto di grande qualità e che vorrebbero raggiungere con esso consumatori di tutto il mondo, e i clienti Halal che sono alla ricerca costante di prodotti che siano di alta qualità e rispettosi degli standard Halal più autentici, in qualunque posto del mondo si trovino.

Come si incontrano esigenze dei consumatori e offerta?

WHA ha proprio una funzione di garanzia nei confronti dei consumatori. Il consumatore Halal che apprezza e riconosce nel Made in Italy un prodotto di qualità superiore, deve poterlo consumare nella totale serenità che, oltre che buono, quel prodotto sia rispettoso degli standard Halal più autentici. Inoltre, da qualunque parte del mondo provenga, sa che se si trova in vacanza in un posto non soggetto alla regolamentazione Halal, consumando un prodotto con marchio WHA avrà comunque la sicurezza di consumare un prodotto rispettoso della sua fede e delle sue necessità, esattamente come se fosse a casa sua. 

C’è coordinamento tra le varie autorità in Europa?

Sfortunatamente in Europa non esistono delle vere autorità in materia di regolamentazione Halal, ed è proprio per questo che come WHA stiamo cercando di fare un grande lavoro di consapevolizzazione del consumatore Halal. Troppo spesso il musulmano rispettoso della fede consuma prodotti col marchio Halal, nella speranza che questi prodotti lo aiutino effettivamente a seguire gli standard Halal più autentici. Purtroppo, a causa di una scarsa regolamentazione, in Europa questo non succede.

Quale tipo di aziende volete stimolare a farsi certificare?

Tutte quelle aziende che hanno un prodotto simbolico dell’eccelsa qualità Made in Italy, proprio perché i consumatori dei paesi Halal come i Paesi del Golfo, Indonesia e Malesia non vedono l’ora di poter fruire di questi prodotti, in particolare prodotti alimentari e cosmetici. Inoltre stiamo lavorando alacremente per avvicinare sempre di più le strutture turistiche come Hotel e villaggi e anche la ristorazione. Il turismo halal porterebbe degli straordinari vantaggi al nostro paese. I clienti halal amano tutto ciò che Made in Italy perché riescono a coglierne la bontà e la qualità, solo che purtroppo fanno fatica a passare delle vacanze serene a causa della mancanza di strutture adeguate dal punto di vista Halal. Questo è un vero peccato.

C’è una reale esigenza di mercato a chiedere la certificazione?

Assolutamente sì. I prodotti italiani, secondo uno studio di KPMG e riportato da italianfood.net sono estremamente apprezzati negli Emirati Arabi Uniti per i loro sapori e la loro qualità organolettica. Le esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti, nei primi 9 mesi del 2019, sono cresciute del 24% e siamo certi che se ci fosse un maggior numero di aziende italiane certificate Halal da World Halal Authority, uno dei pochi enti in Europa a essere riconosciuto nei Paesi del Golfo per ogni categoria di prodotto, le esportazioni verso quelle zone sarebbero ancora più consistenti.

Avete trovato sensibilità o resistenza da parte dei manager e imprenditori italiani?

Sono molti i manager evoluti e innovativi che riescono a cogliere l’importanza di una certificazione Halal. D’altro canto le grandi opportunità che offre questo mercato sono davanti agli occhi di tutti e sono difficili da ignorare.

Avete in mente quanto si potrebbe guadagnare in percentuale aprendosi al mercato Halal?

Consideriamo che un’azienda che esporta in tutto il mondo se non è certificata Halal da un ente riconosciuto rinuncia circa a un potenziale cliente su quattro. Questo perché i musulmani nel mondo rappresentano circa il 23% della popolazione, e quidni non possedere una certificazione Halal autorevole significa sicuramente rinunciare a un aumento del fatturato di almeno il 10-15%.

Ci sono paesi arabi che richiedono obbligatoriamente una certificazione di questo tipo? Dove è maggiormente apprezzata?

Assolutamente si, ma non solo arabi. La certificazione in alcuni dei più importanti mercati mondiali come i Paesi del Golfo, ma anche l’Indonesia, la Malesia e la Turchia, è obbligatoria, ma non è sufficiente una certificazione “qualunque”. In molte delle nostre comunicazioni avvertiamo imprenditori e responsabili qualità di stare molto attenti all’ente che scelgono, proprio perché le certificazioni non sono tutte uguali, anche se molti enti “in mala fede” riferiscono il contrario. Un prodotto munito di una certificazione non riconosciuta in Indonesia o Malesia, non potrà entrare in questi paesi perché verrà bloccato alla dogana. Questo è un pericolo molto importante a livello economico per le aziende ed è per questo che ci teniamo  molto a fare chiarezza su questo punto.

Secondo i vostri studi chi dovrebbe ricorrere a voi maggiormente?

Secondo la nostra esperienza personale i settori che beneficiano di più di questo genere di certificazione sono l’alimentare, la cosmetica, l’abbigliamento, il settore chimico-farmaceutico, la logistica, il turismo, la finanza e i laboratori di analisi.

Come si svolge una audit di certificazione? Ci sono controlli rigorosi?

Più che rigorosi, li descriverei come “attenti”.  Abbiamo dei doveri nei confronti degli imprenditori che devono avere la sicurezza di poter esportare in tutto il mondo senza alcun limite e senza ritrovarsi i loro prodotti halal bloccati in dogana. E anche nei confronti dei consumatori che acquistano questi prodotti che devono considerare WHA come un garante di cui fidarsi a occhi chiusi. In virtù di queste responsabilità, facciamo dei controlli approfonditi senza tralasciare neanche il minimo aspetto rilevante. Dopo che abbiamo concluso l’accordo iniziale, si da il via all’Iter vero e proprio, che lo potremmo dividere in 2 fasi: la fase documentale dove ci occupiamo di analizzare i documenti inviati dall’azienda ; e la fase in loco dove analizziamo i siti di produttivi da certificare.

Pensa ci sarà un momento di sviluppo veloce nei prossimi anni in questo target di mercato?

I fedeli musulmani sono in costante crescita. Secondo le previsioni del Pew Research, i musulmani nel mondo passeranno da 1.8 miliardi di persone a 2.76, e si prevede che il circuito dei consumi Halal mondiale crescerà di circa un trilione di dollari nel giro di 3 anni, passando da 2.2 trilioni di dollari a 3.2 trilioni di dollari.

Che previsioni di mercato ci sono sull’anno che inizia?

Il 2021 sarà certamente l’anno d’oro per le aziende che iniziano a entrare in questo settore  fin da subito munendosi di una certificazione autorevole, perché si assicureranno una delle più importanti fette di questo mercato, diventando leader per un segmento di consumatori che varrà oltre 3 miliardi di miliardi di dollari.

La sua carica è spinta anche da ambizioni personali? Quale obiettivo si è posto?

Le mie ambizioni sono quelle di riuscire a costruire una connessione tra le aziende che mettono veramente il cuore in quello fanno, donando la migliore qualità ai loro clienti, e i fedeli musulmani che sono alla ricerca di prodotti salutari, di qualità e rispettosi delle regole religiose. Prima che un imprenditore sono io stesso un consumatore, e per noi è veramente difficile sentirsi sicuri in un mercato poco regolamentato come quello Halal. Il mio sogno è dare a tutti i fratelli la sicurezza che da qualunque parte del mondo vengano e in qualunque luogo consumino un prodotto WHA, trovino sempre un prodotto rispettoso delle regole degli standard Halal autentici Questo permetterebbe a tutte le persone che vogliono seguire i precetti Halal di vivere in maniera più serena. 

Lei in particolare, dottor Elkafrawy, che formazione ha e da che settore proviene?

Ho conseguito una laurea in legge e un dottorato di ricerca nella gestione dei sistemi della sicurezza alimentare. Ho condotto diversi studi nell’ambito qualità e nello specifico nell’ambito di qualità Halal, ho sostenuto diversi corsi specialistici presso le autorità di accreditamento e di riconoscimento più importanti e autorevoli al mondo tra cui MUI, JAKIM, GAC e altri enti di accreditamento internazionali, dove mi sono qualificato come lead auditor e assessore di qualità Halal. Naturalmente, avendo seguito una carriera imprenditoriale, i miei studi si sono poi allargati anche in materie come gestione di impresa, leadership, marketing e argomenti legati in generale allo sviluppo di impresa. Sono rimasto a lavorare in Italia perché gran parte della mia formazione si è svolta qui e il Bel Paese è diventato un pezzo importante della mia vita. All’Italia e al sistema socio-economico italiano riesco e voglio dare ancora molto di più.

Cosa le piace di più dell’imprenditoria araba in Italia?

Qua purtroppo tocchiamo un tasto dolente. L’Italia è uno dei paesi più belli al mondo, ma purtroppo il fatto di avere una carenza di servizi Halal certificati autenticamente non ci permette di attirare capitale arabo all’interno del nostro Paese, nella quantità che potenzialmente potremmo attirare. Secondo uno studio dedicato al turismo e alla migrazione, prima ancora della bellezza di un luogo, il più importante elemento attrattivo che porta gli stranieri a visitare un Paese è l’accoglienza. Ed è per questo che una delle missioni di WHA è rendere l’Italia maggiormente conforme agli standard Halal più autentici. Un lavoro di questo genere renderebbe l’Italia probabilmente la meta più visitata dai turisti arabi e non e ci aiuterebbe a spingerli a investire ulteriormente nel nostro Paese .

Ha promosso degli interessanti webinar in Italia, in questi mesi di distanziamento sociale. Che temi avete affrontato?

All’interno del webinar dedicato alla cosmetica abbiamo dato una guida ricca di informazioni in grado di permettere alle aziende interessate al mondo Halal di orientarsi in maniera completa, cogliendo lo spessore delle opportunità di questo mercato e facendo chiarezza su degli importanti aspetti tecnici. Sul webinar dedicato al mercato alimentare abbiamo in programma di affrontare le stesse tematiche per permettere alle aziende del mondo alimentare di conoscere uno dei più ricchi segmenti del mercato Halal. Inoltre abbiamo in programma di organizzare una serie di webinar che andranno a toccare tutti i settori interessati dalla certificazione World Halal Authority.

La sfida principale del 2021 quale sarà per voi?

Ci aspettiamo che il 2021 sarà un anno rivoluzionario. Senza ombra di dubbio uno degli obiettivi più importanti che vogliamo raggiungere è quello di consapevolizzare in maniera ancora più importante le aziende italiane ed europee in generale della straordinaria opportunità che il mercato Halal offre, ma soprattutto vogliamo aiutare l’Italia a evolvere dal punto di vista dell’Halal, così da aiutare il nostro Paese a essere la punta di lancia de’Europa verso l’export e il turismo mediorientale.

Per imprenditori e consumatori: sul sito www.wha-halal.org si può vedere la gamma dei settori che WHA certifica.



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