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Design of desire

Design of desire - 04/02/2021

A Livorno una stazione elettrica di design

Terna annuncia il vincitore del concorso per la nuova stazione elettrica a Suvereto (Livorno): Pierattelli Architetture.

Terna ha annunciato il vincitore del concorso per la nuova stazione elettrica a Suvereto (Livorno): Pierattelli Architetture. La società che gestisce la rete elettrica nazionale ad alta e altissima tensione ha deciso di affidare allo studio fiorentino la costruzione del sito nella provincia livornese.

IL PROGETTO – La stazione di conversione a Suvereto è stata pensata dallo studio fiorentino Pierattelli Architetture per integrarsi armoniosamente nel paesaggio circostante e con i suoi colori. La natura della Toscana, i suoi campi coltivati, la vegetazione tipica della zona, hanno ispirato la nuova architettura: un edificio industriale cangiante e dinamico in continuo dialogo con il paesaggio. Fulcro del progetto è il cotto, con le sue sfumature materiche e calde: combinazione di terra, acqua, aria e fuoco, è il principale materiale utilizzato, capace di assumere le sfumature dei territori circostanti e creare legami con la tradizione. 


Un ulteriore tassello del collegamento elettrico tra Sardegna, Corsica e penisola italiana. Il progetto vincitore, firmato dallo studio fiorentino Pierattelli Architetture, è un omaggio al territorio, alla natura e ai colori del tempo.

La società che gestisce la rete elettrica nazionale ad alta e altissima tensione. Il progetto selezionato è firmato dallo studio fiorentino Pierattelli Architetture: un’architettura evocativa, coerente con il paesaggio, che riveste l’architettura di un nuovo senso. La video conferenza si è svolta alla presenza dei rappresentanti di Terna, del Comune di Suvereto, delle Autorità Locali e dell’architetto Massimo Pierattelli.  La nuova stazione di Suvereto rappresenta un ulteriore tassello nell’ambito del più ampio progetto di ammodernamento del SA.Co.I.3 – l’attuale collegamento elettrico tra Sardegna, Corsica e penisola italiana – che Terna sta conducendo: una importante infrastruttura per il Paese in grado di favorire la riduzione delle perdite di rete e una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili, consentendo al nostro Paese di contribuire al completamento del mercato elettrico europeo, rafforzando il ruolo di hub naturale dell’energia nell’area del Mediterraneo.

Indetto nel 2020 da Terna, di concerto con l’amministrazione comunale e la comunità di Suvereto, il concorso ad inviti con procedura ristretta aveva l’obiettivo di raccogliere proposte per la realizzazione di tutti gli elementi che compongono l’opera e l’area circostante, mettendo al centro la qualità degli spazi e l’integrazione con il contesto paesaggistico, naturale e storico. Nel progetto di Pierattelli Architetture gli edifici sono definiti da facciate modulari composte da elementi in terracotta – materiale tipico del territorio – agganciati a cavi di acciaio. La matericità della terracotta si fa carico delle sfumature del paesaggio circostante, ne riflette toni, bellezza e calore. Piante autoctone, come olivi, cipressi e pini, creano una continuità con il paesaggio agricolo adiacente, rievocando al tempo stesso l’identità culturale del territorio.

La minimizzazione dell’impatto ambientale, l’innovazione, l’originalità e il carattere estetico del progetto architettonico, insieme al ripristino della vegetazione, alla riduzione delle tempistiche di realizzazione e la facilità di manutenzione dell’opera, sono stati gli aspetti valutati dalla commissione per decretare il progetto vincitore.“La stazione di Suvereto sorge in un luogo dalla bellezza indiscussa, un’oasi di pace e tranquillità. Progettare un’architettura in grado non solo di rispettare questo contesto, ma anche valorizzarlo, è stata una sfida che abbiamo accolto con entusiasmo” dichiara l’architetto Massimo Pierattelli, fondatore di Pierattelli Architetture “Non è scontato trovare una grande azienda attenta, oltre agli aspetti ambientali, anche a quelli estetici, come si è dimostrata Terna: la ricerca della bellezza dovrebbe essere un valore condiviso e ricercato, anche nelle architetture industriali, e soprattutto in un Paese come il nostro, ricco di memorie storiche e paesaggistiche straordinarie”.



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