28 Febbraio 2023

Abbattere falsi miti sul design giapponese

In un libro uscito per Phaidon, Mihoko Iida descrive le differenze tra come vivono i nipponici i loro interni e cosa si aspettano di vedere i visitatori occidentali.

28 Febbraio 2023

Abbattere falsi miti sul design giapponese

In un libro uscito per Phaidon, Mihoko Iida descrive le differenze tra come vivono i nipponici i loro interni e cosa si aspettano di vedere i visitatori occidentali.

28 Febbraio 2023

Abbattere falsi miti sul design giapponese

In un libro uscito per Phaidon, Mihoko Iida descrive le differenze tra come vivono i nipponici i loro interni e cosa si aspettano di vedere i visitatori occidentali.

Molta della fortuna del design giapponese all’estero è foraggiata dall’insistente e curiosa mania occidentale di replicare e ispirarsi a quel minimalismo tipico delle residenze nipponiche. Che, per inciso, siamo costantemente portati a ricondurre a una caparbia modernità che a volte non coincide con la realtà. “Japanese Interiors”, un libro monumentale uscito per Phaidon, indaga su questa divergenza di prospettive e mostra quanti stili diversi di fare la casa esistono in un paese altamente avanzato culturalmente.

Nel volume c’è uno sguardo dall’interno sulla vasta gamma di stili delle case private del Giappone, che mostra come l’interior design continua ad evolversi nel Sol Levante, attingendo al vecchio e al nuovo. In questo, l’autrice Mihoko Iida, è illuminante quando divide le 28 residenze prescelte in sezioni diverse: aspirazionali, funzionali, iconiche. L’esperta di design giapponese elenca alcuni dei concetti più utili da tenere a mente quando si pensa agli spazi domestici del proprio paese, densi di arte e artigianato che si adeguona ad appartamenti urbani o ai rigufi in montagna e al mare. Certo, ci sono case minimaliste ambiziose, ma anche esempi che forniscono continui riferimenti stilistici ai posteri. Come il caso della galleria d’arte ACG Villa Kyoto, costruita negli anni 30 del Novecento come residenza privata.

Quello che colpisce in ogni progetto è la filosofia duratura dell’integrazione del paesaggio naturale nella casa. Il concetto di Shakkei (借景) o paesaggio preso in prestito. Questo “è in realtà un termine di giardinaggio giapponese usato per descrivere l’effetto di una particolare area del giardino che appare più bella quando viene vista giustapposta a uno sfondo naturale. Questa tecnica è spesso utilizzata anche all’interno della casa. Ad esempio, una finestra può essere posizionata strategicamente in una casa in modo che lo scenario esterno visto attraverso l’apertura possa sembrare un dipinto, ma poiché è una finestra, si può anche godere del cambio delle stagioni”.

La sapienza e perizia dei progetti dei migliori architetti giapponesi, come Kengo Kuma, Nendo, Koji Fujii, Arata Endo e Takamitsu Azuma, fornisce poi un abstract sulla capacità giapponese di inventarsi sempre soluzioni nuove e gradevoli.

In 255 pagine, “Japanese Interiors” uscito a fine 2022 per Phaidon, illustra tradizionali dimore storiche e soluzioni contemporanee del design giapponese. Con la tradizionale – e sempre attuale – filosofia che integra paesaggio e abitazione, passando in rassegna le influenze e la continua evoluzione del design d’interni giapponese.

Immagine di apertura: House S, Tokyo, Keiji Ashizawa Design, 2011 and 2019. Photo by Ben Richards

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