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Design of desire

Design of desire - 07/08/2018

Al Bouet, la cucina internazionale di Valencia

Due appassionati di cucina e architettura hanno creato un posto top class nell'epicentro della tradizionale cucina spagnola.

Dimenticate paella e pesci mediterranei tradizionali. Antonio e César, titolari del Bouet, uno dei ristoranti più internazionali di Spagna, situato a Valencia, hanno portato un tocco di metropolitan chic nella capitale della rinascita iberica.

Da queste parti l’economia e l’entusiasmo per il futuro sono sempre di segnale positivo, e si capisce anche percorrendo le stradine del barrio Ruzafa, una specie di quadrilatero riqualificato spontaneamente con bar e terrazze all’aperto dove i valenciani si incontrano lontani dai flussi turistici.

Sulla grande calle centrale, al Bouet chef Tono Pastor e il responsabile di sala César Lopo, entrambi proprietari, hanno lanciato questo friendly risto club che vuole essere più una filosofia che un posto per mangiare solamente. E ve lo spiegano a ogni piatto servito con estrosa eleganza, contaminazione inclusa. Un posto legato al benessere gastronomico ma di rottura nei confronti della tradizione locale, che sopravvive solo nella scelta di ottimi ingredienti spagnoli.

I ravioli di manzo dalle sembianze cinesi e dal sapore europeo sono l’emblema dell’incontro di stili che si respira qui dentro. A cominciare dalle mura scolpite e illuminate con gusto dall’archi-star Ramòn Esteve, una gloria locale recentemente inserita tra le 100 personalità più creative di Forbes.

Il battuto di pesce crudo agli aromi di agrumi è semplicemente una delizia per gli occhi e per le papille gustative, come conferma lo chef “fatto apposta per sorprendere”. A Pastor piace stupire con i mix e se ne inventa sempre una, con un team affiatato di 9 persone in cucina.

Un piacere in tutti i sensi venire qui: Bouet è concepito e progettato per generare emozioni legate al piacere in tutte le sue forme, in un’atmosfera giovane e artigianale allo stesso tempo.

 

Mediterraneo  e cosmopolitan, sempre etico, sano, fresco ed esotico.  I due imprenditori sono grandi passionati e gli amanti del buon design, architettura e gastronomia, e si vede dalla pace e tranquillità che si avverte nella sala costellata dall’eleganza dei materiali. Non è raro scorgere d’estate turisti nordici in ciabatte accanto a divi locali in abito da sera. Niente di meglio poteva immaginare l’architetto che ha reso speciale questo posto. Ramòn Esteve, che ha fondato il suo studio di architettura e design nel 1991, ha realizzato un lavoro riconosciuto con molti premi nazionali e internazionali. Ha appena ricevuto il premio Land Rover Born nella categoria Architecture per la riabilitazione dell’edificio Bombas Gens sempre a Valencia, uno dei pochi esempi di architettura industriale degli anni ’30 ancora in piedi.

Foto d’apertura, da sinistra: al Bouet con César Lopo e lo chef Tono Pastor (foto The Way Magazine)

Bouet brings together the cBouet brings together the cuisine and the diner by means of a touching and surprising language, along a sequence of rooms that slowly reveals the magic. The bar in the lobby –where you can have a glass of cava, a cocktail and a cold dishuisine and the diner by means of a touching and surprising language, along a seqence of rooms that slowly reveals the magic. The bar in the lobby –where you can have a glass of cava, a cocktail and a cold dimes us     to the main room. The light coming through the large windows focus our gaze towards the courtyard, which is visually connected to interior of the restaurant.

The new Bouet defends gastronomy as a hedonistic and sensorial experience. Feelings and ideas are not only transmitted by their cuisine, but also by their premises and manners. A place were sophistication and casualness come together naturally with only one aim: the idea of gastronomy as culture and a way of life.



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