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Design of desire

Design of desire - 06/12/2020

Dario Carlini: la bellezza regna nella sua galleria di design

Un imprenditore che si è fatto da solo. Unendo inventiva, passione e creatività. La sua Soul Light Design a Desenzano sul Garda è in continua ascesa.

Dario Carlini a 55 anni è l’esempio vivente di come si cambia vita grazie all’arte e alla passione per il bello. Romagnolo di origine, vulcanico imprenditore in gran forma fisica, si è sempre occupato di bellezza: la sua occupazione originaria ha a che fare con l’epigenetica, realizza infatti campagne informative su prodotti di bellezza e conferenze dal vivo su temi legati all’evoluzione del DNA. Oggi accanto a questa attività, conduce con successo una vita da gallerista e da artista a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, nota località turistica. Lì ha aperto con Roberto Bertoni una galleria di design e oggetti d’arte, Soul Light Design, che rivende anche opere d’arte che crea con tecnica mista. “Da ragazzino ero bravo in disegno libero ma sono autodidatta per tutto il resto“, racconta del suo nuovo corso che gli sta fruttando tanta fortuna ed encomi sempre maggiori.

Da un campo scientifico all’arte. Come ci sei arrivato?

Mi sono sempre circondato di cose belle e in una delle conferenze che ho tenuto in una sala d’albergo ho iniziato ad ammirare delle opere appese ai muri, maggiormente quelle astratte. Da lì a informarmi meglio per poi imparare anche una mia tecnica, non c’è voluto molto. Ho imparato sbagliando e ho anche messo a punto tecniche solo mie.

Che galleria è Soul Light Design?

Credo si possa definire store eclettico di oggetti e complementi d’arredo di design, non volevamo chiamarla galleria d’arte solamente perché non ha un limite, l’abbiamo reso un affascinante mix tra arte e design per arredare con originalità, eleganza e carattere. Ho iniziato a vendere oggetti altrui e poi quando i clienti mi commissionavano altre cose ho realizzato i primi miei quadri, abbinati alle sculture.

Come avete iniziato?
Il business è nato nel 2000 prevalentemente con le candele in un piccolo spazio nel centro storico di Desenzano del Garda e si è evoluto fino a trasformarsi negli ultimi anni in un ampio show room di 300 mq. e 19 vetrine, con una clientela internazionale. Abbiamo puntato a un’immagine metropolitana d’avanguardia, ricercando in Italia e all’estero prodotti di design originali e innovativi, creati da designer, aziende, laboratori sconosciuti o emergenti, a cui si aggiungono quadri e opere ideate dalla nostra creatività.

Che rapporto hai con i compratori, specie in questi mesi di calo di passaggio?

Per fortuna le cose vanno bene. Internet è una grande risorsa. Mi piace quando il cliente mi dà indicazioni e io entro dapprima nel panico e poi basta ascoltare un po’ di musica classica rigenerante e creo i miei pezzi. Il contesto aiuta, chi viene qui attirato dai pezzi degli altri che sono davvero unici, guarda le mie tele e ho buone possibilità di far vedere il mio lavoro. Molti, anche più bravi di me, non hanno una vetrina di questo genere.

Come ti dividi tra le tue attività?

Nell’arte amo sperimentare. Di sabato e domenica rispolvero la mia passione abbandonata a 14 anni, ho venduto 130 tele in un anno e mezzo, mi ritengo molto soddisfatto. Siamo unici in Italia con il nostro stile e ne sono fiero, mi ha permesso di avere una clientela medio-alta, che spazia in spese di orologi costosi o quadri di arredamento.

Un pezzo strano che vendete bene?

Gli speaker con pezzi di Mc Laren e Ferrari o i modellini Riva. Ci sono appassionati pronti a spendere cifre considerevoli per averli.

Un pezzo strano che invece crei tu?

Ogni pezzo ovviamente è diverso, non faccio nulla in serie. Una delle mie prime fonti di ispirazione è il mio lavoro sulla biogenetica, le immagini del corpo umano al microscopio. Le osservo, piano piano mi lancio e a metà dell’opera l’idea si trasforma. La mia creatività è libera. La cosa interessante è che partendo dalla soddisfazione personale, ho notato che i clienti mi spingevano a creare sia la tela che la scultura annessa. E da qui ho iniziato ad abbinare le due cose.

Tu come sei cambiato da quando è iniziata questa vita parallela?

Ogni forma d’arte mi ha sempre incuriosito, quindi questo lato si è accentuato. Considero anche il corpo un modello di bellezza, io stesso ho fatto l’indossatore, l’animatore in discoteca. Mi piace mostrare le cose belle e studiare l’epigenetica mi ha aiutato ad abbracciare uno stile di vita consono. So come si rallenta l’invecchiamento, sono il primo esempio di ciò che vado a raccontare. Nel tempo libero faccio arti marziali, mangio bene, sempre cercando di preservare l’armonia del corpo.



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