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Design of desire

Design of desire - 18/04/2018

Eindhoven a NoLo, ed è subito underground design

Ci sono dei biondoni che si aggirano per nord di Loreto a Milano a distribuire santini. Sono i ragazzi della design academy che hanno installato le loro opere nelle attività di quartiere.

C’era un punto in cui vecchi e giovani si ritrovavano a bere e mangiare a prezzi modici e dove l’incontro delle etnie di NoLo a Milano funzionava davvero. L’Osteria Crespi, tra viale Monza e via Padova a Milano, per il quartiere è stata una perdita, da quando ha chiuso qualche anno fa. Ma ora gli studenti della Eindhoven Academy dall’Olanda si sono accorti del suo enorme potenziale e l’hanno rigenerata. E riaperta, rendendola il centro delle installazioni diffuse del quartiere a nord di Loreto. Un bellissimo progetto di riqualificazione, ahinoi temporanea, che però mette in risalto la bellezza di questi luoghi ancora dimenticati nel pieno del boom dell’appeal del quartiere emergente.

Molti che abitano qui ignorano l’intrigante fascino di angoli nascosti che vanno dal parco Trotter a Piazza Morbegno. Se in questi giorni fate un giro a NoLo, ragazzi perlopiù biondi con magliette con “?” saranno ben lieti di darvi dei “santini” per strada che indicano i luoghi del design nascosto, underground, inventivo, che si sono ritagliati facendo uno studio della zona.

Per il secondo anno la Design Academy di Eindhoven, tra le scuole di creatività più prestigiose al mondo, torna a Milano con un disegno di design unico che mette in relazione dal vivo le varie attività, implicazioni e definizioni alternative di design. Inoltre, questa audace messa in scena è completamente integrata nella vita quotidiana su Via Pietro Crespi fino a piazza Morbegno, scelta spontaneamente dai giovani da qualche anno come centro della socialità.

I laureati partecipanti di ciascuno degli otto dipartimenti di Bachelor della Design Academy e quattro dipartimenti del Master propongono stimolanti progetti di progettazione site specific: Adams Ponnis, Alice Bleton, Billie van Katwijk, Donghwan Kam, Irene Stracuzzi, Johan Viladrich, Lennart e Lauren Leerdam, Marie Caye e Arvid Jense, Martina Huynh, Nadine Botha, Razma Hassani e Théophile Blandet

Ventri – Design appeso nella macelleria del Mercato Crespi a NoLo. Foto: The Way Magazine.

VENTRI – Si chiama così l’installazione al Mercato Crespi di viale Monza 54 a cura di Billie Van Katwijk. Protagonista l’industria della carne, considerata a volte “sprecona”, a volte bandita in alcuni paesi. In Olanda, il surplus di carne macellata serve per il pet food. In Italia a volte si trovano le eccedenze scontate. Billie van Katwijk ha realizzato un progetto che usa nuovi materiali con una ricchezza e specificità uniche, ma che somigliano a stomaco, pelli e parti di interiora. Quello che si vede, in definitiva, sembra ma non è.

Spero che la gente riconoscerà lo stomaco di una mucca e lo apprezzerà di più“, dice la designer.

Il centro di (Not For Sale) ideato dall’Academy di Eindhoven è l’Osteria Crespi a NoLo, riaperta per l’occasione.

BASIC INCOME – Osteria di Via Crespi, 14 nel cuore di NoLo è sede dei progetti e info point della Design Academy olandese. E si pone un obiettivo di riflessione: cosa sarebbe la nostra società senza moneta e senza sistema economica? Questa provocazione è frutto di uno studio di Martina Huynh che voleva un punto di socializzazione “dove si riceve qualcosa incondizionatamente”. Quindi il design ritorna a essere un’esperienza sociale, e soprattutto il luogo dove avviene ciò è lo stesso luogo che ha animato per decenni la vita della zona.
“Un’installazione complessa – dice Martina – che è nascosta in un posto dove le persone possono anche parlare di cose importanti come il lavoro e la società. Davanti a una tazza di caffè”. Che è per iniziare gratis. Per averne altro, bisogna tostare altri chicchi, facendo del “lavoro”.

Dopo? Bisogna lavare la tazza per il prossimo cliente. “Così il caffè che si ha è il risultato del lavoro di persone che lo hanno fatto prima di te”.

Per scoprire gli altri progetti visitate questo sito.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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