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Design of desire

Design of desire - 14/03/2020

Hacker, il sogno di un marmo colorato e raffinato è realtà

Da Carrara, Persia, Sudamerica: il design di Manuel Coltri e l'ammirazione per il bloco perfetto e irripetibile.

Idee, creatività e voglia di sovvertire le regole per creare del nuovo, nel marmo, così si può riassumere il progetto HACKER, che nasce dall’unione di esperienza di due realtà leader nei rispettivi settori: DWA Design Studio di Milano – fondato dal duo Frederik De Wacher e Alberto Artesani – e Manuel Coltri, che è meglio indicare come “il sarto della pietra” perché davvero riesce ad alleggerire con maestria materiali duri. Un incontro in cui Paolo de Vivo, esperto di comunicazione e marketing, ha visto un’opportunità di sinergia.

HACKER, la nuova collezione di artefatti in marmo presentata l’anno scorso in occasione della Milano Design Week 2019, è la sintesi di un lungo lavoro di studio e analisi mirato ad individuare nuove tecniche di lavorazione del materiale scardinando le metodologie classiche per crearne di nuove.

Affidandosi all’esperienza e all’abilità di Manuel Coltri e partendo dalle proprietà fisiche del marmo, infatti, i designer hanno cercato di “hackerare” la lavorazione classica, per espanderne le possibilità agendo sui relativi scarti, lastre altrimenti inutilizzate. Le lastre vengono combinate, tagliate, ri-composte e ri-sezionate in un processo che potrebbe durare all’infinito, fino a ottenere il blocco perfetto, irripetibile e diverso da quello successivo. Schemi a scacchiera, strisce, quadrati, minutissimi pixel, grafica segnaletica: i dettagli ipnotici e unici di ogni pezzo parlano chiaramente dell’incredibile lavoro manuale ancora prima del design accurato che pur ricco di rimandi (dalla Secessione viennese alla Pop Art e alla Digital Art, ecc.) non manca di vergine inventiva. Inventiva che “hackera” vecchi paradigmi fino a formarne di nuovi.

Il progetto HACKER nasce dall’unione di esperienza di DWA Design Studio e Manuel Coltri, da decenni nel settore della lavorazione di marmi e pietre naturali.

Lorigine del nome della linea è presto spiegata. Affidandosi all’esperienza e all’abilità di Manuel Coltri e partendo dalle proprietà fisiche del marmo, si è cercato di “hackerare” la lavorazione classica, per espanderne le possibilità agendo sui relativi scarti, lastre altrimenti inutilizzate.

A dispetto della durezza del materiale, le lastre di marmo sono sottoposte a trattamenti complessi: vengono combinate, tagliate, ricomposte e ri-sezionate in un processo che potrebbe durare all’infinito, fino a ottenere il blocco perfetto, perchè irripetibile e diverso da quello successivo.

I marmi utilizzati sono il bianco di Carrara e la pietra lavica delle montagne dell’Italia centrale, gli onici arcobaleno e verde provenienti dalla Persia e dal Sudamerica e il semiprezioso lapis blu sudamericano.



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