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Design of desire

Design of desire - 20/05/2021

Il “diario” del designer Vito Nesta in un museo a Genova

Per la prima volta fino a settembre, un'intera mostra dedicata al vissuto di un creativo in un periodo straordinario come quello del lockdown appena finito.

Giovedì 17 giugno inaugura a Palazzo Reale di Genova la mostra Diario di un designer. Sessantanove giorni nel segno di Vito Nestaa cura di Alessandro Valenti Luca Parodi, prima esposizione del museo dedicata a un designer contemporaneo, in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova. La mostra, visitabile fino a fine settembre, si inserisce nel programma di Genova Design Week in calendario dal 17 al 21 giugno 2021.

Sono presenti in mostra il tavolo progettato dal designer per la mostra e realizzato da Studio F, i pouf in tiratura limitata e le due panche pezzi unici, prodotte da Tappezzerie Druetta e foderate con tessuti fuori collezione di RUBELLI, che entrano a far parte degli arredi del Museo, il tappeto Turquerie disegnato per Les­Ottomans, i vasi in ceramica Grand Tour realizzati per la mostra Musica da viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi del 2019, i vasi in vetro presentati quest’anno con l’azienda Effetto Vetro.

Il percorso si snoda attraverso tracciati paralleli che mostrano il lavoro di Vito Nesta in due distinte modalità espositive che ripercorrono, da un lato, il vissuto del designer durante i giorni del lockdown e, dall’altro, omaggiano la storica dimora genovese attraverso oggetti e arredi contemporanei messi in dialogo con i pezzi del museo.

Il tema dell’esperienza è il fulcro della narrazione: nei piatti in mostra prendono forma, in una moltitudine di motivi compositivi, le sensazioni e gli stati d’animo di quelle giornate solitarie, i ricordi riaffiorati per caso, i piccoli
cambiamenti quotidiani osservati dalla finestra.
Si delinea un forte rapporto con il tempo, da una parte monotono che sembra non scorrere, dall’altra quasi regalato, che permette un’introspezione che trova nel disegno la propria manifestazione. Il risultato è un mondo figurativo, a
tratti astratto, in cui l’immaginato si trasforma in reale e viceversa, un luogo in cui gli echi di popolazioni lontane, bellezze ancestrali, nature selvagge e città chiaroscurali si relazionano con il rigore di prismi e geometrie grafiche e con
l’antico mistero raffigurato su monete e carte da gioco.



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