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Design of desire

Design of desire - 09/02/2017

Il Magazzino Vini di Trieste rivive con la nuova sede di Eataly

Archea Associati ha consegnato il lavoro di restauro e rigenerazione durato 5 anni e costato 20 milioni di euro. Stabile ottocentesco con interni moderni.

Luogo di stoccaggio di vini era e luogo di celebrazione dell’italianità a tavola diventa. Parliamo del Magazzino Vini di Trieste, uno degli edifici ottocenteschi della città di frontiera italiana tra le più affascinanti d’Europa. Da punto di conservazione dei vini è ora da pochi giorni sede di Eataly, lo store dell’Italian food famoso nel mondo.

Magazzino Vini Trieste Studio Archea (3)

Magazzino Vini Trieste progettato dallo Studio Archea.

Il plesso versava in stato abbandono fin quando nel 2005 la Fondazione Crt l’aveva acquistato. Il mese scorso è stato restituito alla città grazie a un intervento dello Studio Archea Associati di Firenze che lo ha completamente restaurato e rigenerato.

Nelle foto di questo articolo vedete il recupero e la trasformazione dell’edificio sul lungomare di Trieste che non ha modificato il volume originario: è stato scavato al suo interno un ulteriore edificio etereo e traslucido completamente indipendente, una sorta di scatola di vetro che si distanzia dal perimetro originario che ne costituisce l’involucro.

Lo Studio Archea, fondato da Laura Andreini, Marco Casamonti e Giovanni Polazzi, ha in precedenza vinto  concorsi per l’Edificio Uffici Pirelli ex Ansaldo a Milano e per il Museo Archeologico sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria e sta ora costruendo a Tirana in Albania una torre multifunzionale alta oltre 90 metri. Questo progetto italiano è indubbiamente di grande suggestione, interamente rivestito in pietra d’Istriache dalle aperture rende visibili le attività che vi si svolgono all’interno.
Il nuovo volume si sviluppa su quattro livelli: il piano più basso, completamente interrato, è adibito a parcheggio; quello soprastante, a una quota inferiore rispetto al livello della città, risulta illuminato dallo spazio creato tra l’involucro originario e quello nuovo; il piano terra, rialzato di 80 cm dalla strada, ripropone l’antica quota di sicurezza rispetto al livello massimo della marea; il nuovo piano soppalco, pur superando l’altezza di imposta dei muri perimetrali, raggiunge la medesima quota del colmo dell’originario tetto a falde andato distrutto.

Con una spesa di 20 milioni di euro e un lavoro durato dal 2012 e consegnato il mese scorso, Trieste ha ora un nuovo punto d’attrazione tra architettura e design lì dove storicamente si svolgevano attività di deposito enologico e il vivace mercato ittico.

Per info qui

 



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