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Design of desire

Design of desire - 24/04/2016

La Casa Conviviale, il concorso ha tre vincitori dal design innovativo

La Casa Conviviale è stato il concorso “democratico” dell’ultimo Fuorisalone a Milano e ha segnato l’incontro di varie realtà. Anzitutto perché è stato organizzato a Napoli e ha avuto ribalta nella settimana del Salone del Mobile a Milano. Poi, come ci spiega Grazia Torre, la designer che guida Napolicreativa, l’associazione che ha organizzato il concorso, “ha cercato di mettere in rete tutti i napoletani che a Milano stanno facendo cose belle. Sarà banale ma sono convinta che ora il brand Napoli abbia molte potenzialità“.

Venti progettisti campani si sono sfidati proponendo idee di arredo e componenti all’insegna di un lifestyle tutto napoletano. Grazia Torre dice di non volere limitazioni geografiche per un concorso relativo alla progettazione di oggetti di design innovativi, “ma è la chiave di lettura napoletana che mi interessa. Il modo partenopeo di godere della vita può essere esportato nel mondo. Proprio in questo momento storico ci si sta accorgendo che correndo dietro alle logiche tedesche stiamo perdendo qualcosa“.

La Casa Conviviale

Grazia Torre premia i primi tre classificati alla boutique milanese di Eddy Monetti.

Che siano logiche conviviali o di aggregazione, quelle da recuperare secondo lo spirito de La Casa Conviviale, lo potete decidere voi ammirando i progetti che hanno vinto il concorso presentato alla boutique di San Babila di Eddy Monetti, uno dei marchi storici dell’alta sartoria parenopea.

I progetti, votati dal pubblico per una settimana (ecco la “democraticità” dell’operazione) sono stati selezionati da una giuria di esperti che vantava la presenza di:

Alba Cappellieri, presidente corso di laurea in Design della Moda, POLIMI, direttore del Museo del Gioiello di Vicenza.

Grazia Torre, presidente Napolicreativa, associazione che promuove attività culturali riguardanti in particolare l’architettura ed il design

Sally Monetti, titolare ditta Eddy Monetti

Gennaro Polichetti, presidente Fondazione Ordine Architetti Napoli

Luca Molinari, professore associato di Storia dell’architettura Contemporanea  della SUN,
responsabile editoriale casa editrice Skira, responsabile scientifico “FMG Spazio per l’architettura contemporanea”, Milano.

Lorenzo Capobianco, professore associato di Progettazione Architettonica e Urbana della SUN

Guido Cabib, curatore d’arte e direttore artistico di  Contemporary Reload Milano

Chiara Boscotrecase, direttore artistico di JSign, la società che promuove e commercializza progetti di designer indipendenti

 

 

Ecco gli oggetti della classifica finale:

Angolo

Angolo al primo posto de La Casa Conviviale.

Primo posto per Angolo di Claudio Persico che ha ideato un’originale appendiabito illuminato. Il designer ha inventato un elemento prevalentemente in legno massello che dalla parete sporge con due parti fissate in alluminio e una centrale illuminata a led. Soluzione originale ed elegante, da minimal design, che ha messo d’accordo tutti i giudici.

Secondo posto per Legàmi di Adriano D’Elia che utilizza materiali di riciclo e gli conferisce nuova vita. Il giovane designer avellinese ha riutizlizzato per questa mensola luminosa cascami di legno direttamente ripescati dal taglio del tronco e vi ha implementato struttura in acciaio riciclato.Il risultato è un connubio riuscito tra artigianato e tecnologia, con la luce a led a conferire vivacità alla struttura, che usa il reticolo metallico come propagatore di illuminazione.

Al terzo Peppino, un tavolo in metallo verniciato che secondo i designer Angelo Ferrucci e Alfonso Vitale “conferisce leggerezza e dinamismo agli oggetti che lo abitano”. I fondatori di FerruciVitale Architetti hanno anche ideato la versione class con la parte interna rivestita di essenza di legno.

 

 

 

Grazia Torre, a proposito della scelta dei candidati, dice: “La casa è il luogo della memoria, la nostra identità, ma anche il luogo dove l’io sociale trova la sua realizzazione. La casa, come il luogo di lavoro, deve servire a favorire connessioni tra i mondi di chi li vive, ma anche di chi ci passa occasionalmente, incoraggiando una ritualità dei momenti comunitari come fossero sacri. Un bravo architetto deve essere in grado quindi di creare in un luogo un’atmosfera tale da indurre chi lo vive ad abbandonare ogni sovrastruttura e a mostrare la parte più vera di sé entrando in comunicazione con gli altri per acquisire nuove e idee nuovi stimoli“.

Per vedere i progetti completi qui



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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