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Design of desire

Design of desire - 20/10/2020

La graphic-art del faro, l’illuminazione di Francesco Rotondale

Il designer di Studio 74Ram ha commercializzato una serie di stampe per l'arredo che stanno avendo molto successo. "Sono punti fermi per evitare la deriva".

Tratti decisi e design bidimensionale, il “Faro” di Francesco Rotondale di Studio 74RAM è una delle novità più stimolanti nel campo della grafica da arredamento.

L’architetto che le ha ideate, e che le personalizza per la vendita sul sito del suo studio , ha ideato anche il suggestivo nome della serie: #ognunohailsuofaro.

La scelta cromatica rimanda al Costruttivismo, il mood di fondo riporta al Razionalismo. I “Fari” di Rotondale sono di grande appeal per il loro gusto retrò ma anche perché sono espressione di uno storytelling molto intrigante.

“Mi hanno sempre affascinato i fari e le grafiche a righe con le loro infinite possibilità di colori… mi sono ispirato a loro in questi giorni lenti in cui cerchiamo più che mai una luce che non si spenga mai…”, scrive il creativo sulla pagina web da cui possono essere ordinate queste stampe.

Le opere sono stampate su carta naturale con grammatura 250 gm2 di diverse nuance e texture superficiale a seconda dei colori del faro. Misurano a scelta cm 21×29 e 30×42, dimensione perfetta per l’arredamento di ambienti contemporanei. Ne abbiamo parlato con l’ideatore.

Francesco, hai mai dormito in un faro?

Non ancora, ma conto di farlo presto visto che da quando ho iniziato a disegnare fari sono stato soprannominato “il signore del faro”. Quindi è un’esperienza da fare per me sicuramente.

Cosa ti affascina dell’estetica dei fari? Ne hai visitati di belli nei tuoi viaggi?

Dei fari mi affascina prima di tutto il rapporto che hanno con il mare che resta sempre la mia prima fonte di energia creativa. Subito dopo viene il loro aspetto simbolico ed estetico visto che adoro le righe soprattutto le marinière. Da napoletano sarò di parte, ma il faro di Punta Carena a Capri è tra i miei preferiti…

Francesco Rotondale fotografato nel suo studio a Napoli, Studio 74RAM.

La bidimensionalità non sembra appiattire i tuoi fari, anzi li esalta. Come raggiungi questo obiettivo?

Quando ho deciso di disegnare fari avevo già in mente come li avrei rappresentati. Ho iniziato a colorare con la mia bic multicolor qualsiasi foglio di carta mi passasse tra le mani, disegnavo solo righe alternando due dei quattro colori della penna. Il faro sarebbe venuto fuori semplicemente invertendo le righe. Questa caratteristica effettivamente dà una certa tridimensionalità al progetto e ha anche un effetto ipnotico. Ho allora deciso che la luce sarebbe stata sempre dello stesso colore per tutti i fari, mentre le righe sarebbero state il frutto di un accurato studio sui colori.

Attribuisci a ogni colore predominante un significato?

Non un significato, ma uno stato d’animo.

Come si abbinano cromaticamente sulle pareti?

Studio gli abbinamenti cromatici tra le righe, poi lascio scegliere ad ognuno il proprio faro. Posso dire che più che alle pareti si abbinano alle persone, c’è infatti anche chi mi chiede di sceglierlo al posto proprio dicendomi: “Secondo te qual è quello che meglio mi rappresenta?”. Ogni faro è unico, per cui se tu ne scegli uno, quello diventa sold out. Da qui l’hashtag #ognunohailsuofaro e #iltuofaroesolotuo.

Vuoi condividere la reazione più appagante che ti è arrivata da parte di un acquirente?

Uno dei primi contatti che ho avuto su Facebook mi ha scritto: “Nella mia vita i fari grazie a cui non andrò mai alla deriva sono due e li vorrei rappresentati dalle tue grafiche”. Mi sono emozionato. Ce n’è stato un altro che ne ha preso prima uno, poi un altro, poi un altro ancora e ancora…fino ad arredare un’intera parete con i miei fari.

I fari di Francesco Rotondale sono per ora stampe. Ma il designer napoletano non esclude la brand extension in altri ambiti.

Credi che l’idea di #ognunohailsuofaro possa prevedere extension in altri ambiti? Sembrano perfetti per delle magliette.

Sì forse la moda potrebbe essere un ambito interessante, ma da architetto confesso che preferirei farne una linea di wallpaper e tappeti. Diciamo che sto cominciando a pensarci.



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