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Design of desire

Design of desire - 30/04/2019

Le cento domande sul futuro ambientale poste da Ied

L’Istituto Europeo di Design alla Design Week ha fatto confrontare i visitatori sui temi della sostenibilità sociale e ambientale

Come sarà il nostro futuro, anche dal punto di vista estetico e ambientale, è un esercizio di prospettiva estremamente interessante. Per questo lo IED, l’Istituto Europeo di Design ha presentato al pubblico dell’ultima Milano Design Week UNDER PRESSURE, un percorso immersivo, attraverso le 100 domande per domani sul futuro del pianeta.

Il percorso esperienziale ha condotto il visitatore ad una riflessione sui temi della sostenibilità sociale ed ambientale. E l’installazione è stato solo l’avvio di un progetto che proseguirà a Milano con altri appuntamenti pubblici.

Le domande poste dall’installazione dello IED alla Milano Design Week 2019. Tutto il futuro interrogato.

All’interno di un loft al centro di Zona Tortona, una delle aree più devote al design dell’intera città, un invito a riflettere e sensibilizzare per poi agire su temi che riguardano tutti i visitatori, italiani e non, da molto vicino.

All’interno del Loftino in via Tortona a Milano, un corridoio di piante è stato creato andandosi a restringere dall’alto e dai lati man mano che viene percorso, per trasmettere la sensazione del “sotto pressione” mentre un sottofondo audio seguiva il percorso con un sound di voci multilingue che scandiva le domande in tempo reale. Il visitatore era condotto in un percorso a simboleggiare che è la pianta stessa a interrogare l’uomo: la disinformazione è sostenibile? Le mie azioni quotidiane possono cambiare le sorti del pianeta? Nel futuro servirà sapere? O servirà solo saper trovare, saper chiedere (a Siri)? Effetto serra o effetto Terra? Siamo troppi? È vero che in pochi decenni scompariranno tutti gli insetti? È vero che dovremo mangiare solo insetti? La resilienza del pianeta sarà infinta?

Under Pressure si è proposto  come un progetto internazionale sul grande tema della sostenibilità che ha coinvolto gli studenti delle undici sedi del Network fra IED Italia, Spagna e Brasile.

La prima fase ha visto nel mese di gennaio il lancio del contest – 100 domande per domani – che IED ha proposto ai suoi studenti con l’obiettivo di far emergere tutte le domande che esprimano la loro necessità di azione sul tema.

Fra tutte quelle raccolte, IED ha selezionato le cento “più urgenti”, provocatorie e inaspettate per riflettere su come sia possibile oggi recuperare il rapporto con la natura e su quali siano gli equilibri del nostro pianeta sempre più “sotto pressione”.

Obiettivo finale l’avvio nei prossimi due anni di 100 progetti di design, partendo dal principio che lo sviluppo della società è possibile soltanto rispettando il concetto di sostenibilità dal punto di vista sociale, economico e ambientale.

L’Istituto Europeo di Design si occupa di formazione e designda più di cinquant’anni e da tempo si èinteressatoal tema della sostenibilità. Oggi IED vuole impegnarsi per collocare al centro del suo progetto educativo questa grande questione, con l’obiettivo di mettere a sistema un modello formativo in cui le istanze della sostenibilità siano presenti nell’intero processo di progettazione, dalla ricerca alla possibile distribuzione.

Il progetto ha messo in luce che oggi molti giovani sono già impegnati su questi temi. “Non è possibile oggi immaginare un’attività di progetto che non tenga conto dei temi legati alla sostenibilità – dichiara Emanuele Soldini, Direttore IED Italia – . Questa è una delle condizioni necessarie che qualsiasi processo di design deve tenere in considerazione. Under Pressure esprime un’urgenza e il nome stesso lo indica. Se non ci occuperemo come progettisti e come persone del nostro bene più prezioso, la Terra, il futuro non sarà facile: il pianeta è uno e abbiamo ridotto al minimo le sue capacità di difesa”.

Under Pressure inoltre, ha lanciato un ciclo di appuntamenti che seguiranno lo sviluppo del progetto nei prossimi anni e che prenderà il via il 6 maggio con l’incontro con Piero Pellizzaro-Chief Resilience Officere Direttore della Direzione di Progetto Città Resilienti delComune di Milano. Gli incontri proseguiranno conFrancesco Ferrante-Vicepresidente Kyoto Club- e con la lectio magistralis del fotografo e filmmaker Armin Linkeprevista il 15 ottobre.

L’iniziativa è stata possibile grazie al patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Comune di Milano, World Design Organization (WDO)™, ADI Associazione per il Disegno Industriale e Kyoto Club.



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