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Design of desire

Design of desire - 04/11/2019

Lina Bo Bardi, progettista italo-brasiliana in museo a Gent (Belgio)

La mostra fino a febbraio 2020 si concentra sullo Studio d'Arte Palma 1948-1951, l'esperienza con l'architetto italiano Giancarlo Palanti.

Lina Bo Bardi Giancarlo Palanti. Lo Studio d’Arte Palma 1948-1951 rende omaggio all’architetto italo-brasiliano Lina Bo Bardi concentrandosi sui mobili dello Studio d’Arte Palma, che ha fondato insieme all’architetto italiano Giancarlo Palanti.

La mostra, prodotta dalla milanese Nilufar Gallery in collaborazione con l’Istituto Bardi / Casa de Vidro è il risultato di una vasta ricerca su Lina Bo Bardi e la sua attività di designer di mobili, un aspetto spesso trascurato del suo lavoro. La mostra presenta la più grande collezione di mobili di Bo Bardi mai riunita e indaga sull’opera dimenticata di Giancarlo Palanti. Molti dei pezzi esposti, principalmente sedie e poltrone, sono oggetti rari originari del Brasile. La combinazione unica di iconico e quotidiano nei suoi mobili, ogni pezzo costruito per uno scopo specifico, è una potente espressione della generosa e onnicomprensiva filosofia del design di Lina Bo Bardi.

Nel contesto di questa mostra, una selezione di giovani designer belgi, ispirata alle idee e alla pratica di Lina Bo Bardi, sarà presentata in DING Vitrine (Drabstraat 2).

Lina Bo Bardi Giancarlo Palanti. Studio d’Arte Palma 1948-1951 è una produzione della Galleria Nilufar (Milano).

Come architetto, designer, scenografa, scrittrice e illustratotrice, Lina Bo Bardi (1914-1992) era una donna dal talento quasi illimitato la cui visione del design era in egual misura generosa e intransigente. Dopo essersi laureata in architettura in Italia durante la seconda guerra mondiale, Lina si è unita alla resistenza, un’esperienza che ha profondamente modellato la sua comprensione dell’architettura come uno sforzo politico e sociale. Più tardi, in Brasile, questa sensibilità maturò e divenne l’ispirazione per testi nitidi, ambienti aperti ed edifici straordinari.

Integrando l’architettura con il design di mobili, interni e spesso curando il programma dei suoi edifici pubblici, Lina mirava a produrre significati comuni e creare un legame tra persone e spazio. Ha perseguito tale ambizione padroneggiando i processi artigianali e di fabbricazione al fine di rendere evidenti le qualità naturali e locali dei materiali e delle culture con cui ha lavorato. Le collaborazioni con persone di diversi settori di interesse sono state cruciali per costruire un corpus ampio e condiviso di conoscenze. È il caso dell’architetto italiano Giancarlo Palanti, con il quale ha fondato l’Estúdio de Arte e Arquitetura Palma, che ha progettato e prodotto diversi mobili.

Al Design Museum di Gent – Belgio fino al 16 febbrauio



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