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Design of desire

Design of desire - 08/12/2018

Mario Botta racconta l’allargamento del Teatro Alla Scala

Una nuova torre per il teatro milanese nel 2022. La sta eseguendo l'architetto che aveva già fatto gli ultimi ammodernamenti.

Nei prossimi anni il progetto dell’architetto Mario Botta per l’ampliamento del Teatro alla Scala sarà completato con l’edificio di via Verdi che garantirà nuovi spazi per le attività artistiche, tecniche e amministrative.

Si tratta di una nuova torre sul retro dell’edificio storico neoclassico che renderà rendendo ancora più efficiente e coordinata l’attività nella palazzina dove si preparano gli spettacoli.

Il prossimo anno lungo via Verdi, dietro l’attuale torre scenica, spunterà una nuova torre, sempre firmata da Botta.  Servirà per raggruppare gli uffici, parte dei quali sono attualmente ospitati all’esterno del Teatro in spazi in locazione, e aumentare l’offerta di spazi  per ballerini e musicisti con nuove sale di prova, oltre che ampliare ulteriormente il retropalco.

Se l’intervento del 2002-2004 investiva direttamente la facciata, il nuovo cantiere si svolge tutto dentro il profilo della via Verdi e vuole dare risposta architettonica ai problemi di potenziamento ingegneristico dei servizi e delle attrezzature sceniche.

L’architetto scrive: “La nuova torre ricorda, per lo sbalzo, la Torre Velasca e richiama a una Milano medioevale. Il linguaggio è quello tipico dell’architetto ticinese: geometrie precise, alternanza di pieni e vuoti e cura nel rivestimento. Come per la torre scenica nel 2004, si scaverà diciotto metri al di sotto del suolo (gli ultimi metri sono sotto il livello della falda acquifera) e si arriverà all’altezza della Torre stessa (circa 36 metri fuori terra). Complessivamente sono sei piani sotterranei e undici fuori terra. I piani sotterranei saranno in gran parte occupati da un unico spazio, la sala prove per l’orchestra, con una superficie di circa 310 metri quadri e alta 14 metri. Le dimensioni e l’altezza della Sala, appositamente concepite dal punto di vista acustico con la consulenza del noto progettista acustico Yasuhisa Toyota, consentiranno di avere il miglior risultato musicale per le prove e di poter utilizzare tale ambiente anche come sala d’incisione”.

Il palcoscenico diventerà invece ancora più profondo raggiungendo la misura record di 70 metri con la creazione di un’area in cui sarà possibile eseguire il montaggio/smontaggio delle scene senza disturbare le attività di prova o spettacolo in corso.

Mario Botta, l’architetto che sta realizzando la nuova torre al Teatro alla Scala di Milano (foto di The Way Magazine).

Saranno inoltre realizzati una nuova Sala Prova Ballo della superficie di circa 150 mq, posta all’ultimo piano dell’edificio, e nuovi spazi per l’Archivio storico documentale, attualmente ubicato in un deposito esterno. L’ultimazione del nuovo edificio è prevista entro il secondo semestre 2022.

È certamente ancora presente nella memoria della comunità milanese l’avvenuta ristrutturazione del Teatro alla Scala del Piermarini:  attuata negli anni 2002/2004, questa ristrutturazione dell’immagine architettonica della “Magnifica Fabbrica”  ha innescato al di sopra del tetto di copertura due importanti volumi edilizi (quello dell’innalzamento della torre scenica e quello a pianta ellittica dei camerini) dove dentro la cornice astratta delle nuove strutture ha trovato spazio un processo stratigrafico storico-architettonico precedente.

Ora, dopo poco più di un decennio, viene progettata una nuova addizione edilizia da realizzarsi in continuità lungo Via Verdi.  Là dove trovava posto una palazzina su di una piccola area di poco più di cinquecento mq. vengono organizzati 17 piani in altezza che offrono oltre cinquemila metri quadri di superficie utile di uffici amministrativi per la gestione del Teatro (spazi attualmente fuori Sede), una capiente sala-prova per il balletto sulla sommità e una sala-prova orchestra totalmente ipogea, di ben 14 metri di altezza per rispondere al meglio alle esigenze acustiche. Inoltre sull’area retrostante del fronte urbano è stato possibile ricavare uno spazio di allestimento scenico in diretta continuità con il palcoscenico (che in tal modo potrà offrire una profondità totale di oltre 70 metri).

Il linguaggio architettonico del nuovo volume edilizio riprende la stratificazione corrispondente ai piani della strada urbana, mentre i volumi innalzati nelle parti retrostanti assumono un linguaggio architettonico analogo a quello della torre scenica esistente.

Come nella precedente ristrutturazione (2002/2004) l’architetto ha agito nella convinzione che il linguaggio architettonico contemporaneo debba testimoniare la cultura del proprio tempo, come parte del processo – affascinante e inarrestabile – della stratificazione storica continua.

Il passato è una parte del presente e le forme architettoniche vogliono offrire la loro accoglienza nella convinzione che questo processo configuri una immagine con la forza e la bellezza proprie della città europea.

 

Testo raccolto dal documento diramato dall’architetto Mario Botta e architetto Emilio Pizzi



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