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Design of desire

Design of desire - 26/04/2021

Nuovo ampliamento per il Teatro alla Scala. Firma Mario Botta

Oggi, 26 aprile 2021, viene posata la prima pietra del nuovo edificio che sorgerà in via Verdi, opera per il necessario ampliamento della sede storica.

Una nuova torre avveniristica nella piazza tra le più famose di Milano permetterà una nuova fase di sperimentazione per il teatro più famoso del mondo. Il Teatro alla Scala da oltre duecento anni ospita artisti internazionalmente riconosciuti, ed è stato committente di opere tuttora presenti nei cartelloni dei teatri lirici di tutto il pianeta. Prende il nome dalla Chiesa di Santa Maria alla Scala, che fu demolita alla fine del XVIII secolo per far posto al teatro, inaugurato il 3 agosto 1778.

A firmare il nuovo ampliamento è lo stesso architetto che ne aveva ridisegnato i connotati nel 2002-2004, Mario Botta. All’epoca, l’intervento aveva riguardato la riorganizzazione e il restauro conservativo dello storico teatro milanese e dell’ex-casotto Ricordi, sede del Museo del teatro alla Scala. In particolare, gli interventi di nuova edificazione crearono due volumi che sovrastano la struttura: un cilindro, destinato a servizi come i camerini, sale prova, sartoria e gli impianti di risalita -illuminati naturalmente grazie a un nuovo cortile, ricavato demolendo parte delle costruzioni presenti sul lotto – e un parallelepipedo in cui è stata ricavata la nuova torre scenica, alle spalle di due preesistenti torri per l’acqua che sono state salvaguardate.

I nuovi corpi di fabbrica dialogano tra loro grazie all’uso del botticino di color miele, che viene però usato diversamente: nella torre scenica scandita da piccole aperture, svolge il ruolo di rivestimento, così come sul fronte nord dell’ala servizi (dove è stato solcato da tagli verticali); nel corpo ellittico, diviene parte integrante dei brie-soleil.

Oggi, 26 aprile 2021, viene posata la prima pietra del nuovo edificio che sorgerà in via Verdi, opera essenziale prevista come complementare al necessario ampliamento della sede storica del Teatro alla Scala già al momento dell’acquisto della palazzina stessa, avvenuto nel 1997. Sono presenti alla cerimonia Giuseppe Sala, Sindaco di Milano e Presidente della Fondazione Teatro alla Scala, Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura Regione Lombardia, Monsignor Carlo Azzimonti, Vicario Episcopale, Dominique Meyer, Sovrintendente del Teatro alla Scala, Maria Di Freda, Direttore Generale, Marco Morelli, Direttore Tecnico e l’architetto progettista Mario Botta.

Le nuove soluzioni organizzative e produttive che potranno essere adottate con questo intervento consentiranno di migliorare lo svolgimento dell’attività artistica, grazie all’ampliamento dell’area di montaggio e smontaggio delle scene e alla realizzazione delle nuove sale prova per l’Orchestra e il Ballo, oltre a garantire gli spazi necessari al rientro in Teatro di quelle funzioni amministrative ancora ubicate in sedi esterne. Il piano economico-finanziario prevede un investimento complessivo di 17 milioni di euro.

La realizzazione del progetto architettonico è stata affidata all’Architetto Mario Botta che, insieme allo studio dell’Architetto Emilio Pizzi, si era già occupato dell’importante intervento di restauro e ristrutturazione della sede storica del Teatro e dell’area tecnica della torre scenica realizzata tra il 2001 e il 2004, al fine di garantire la coerenza stilistica della nuova palazzina con gli altri edifici del Teatro.

Il linguaggio è quello tipico dell’architetto ticinese: geometrie precise, alternanza di pieni e vuoti e cura nel rivestimento. Come per la torre scenica nel 2004, si scaverà diciotto metri al di sotto del suolo (gli ultimi metri sono sotto il livello della falda acquifera) e si arriverà all’altezza della torre stessa (circa 36 metri fuori terra). Complessivamente sono sei piani sotterranei e undici fuori terra. I piani sotterranei saranno in gran parte occupati da un unico spazio, la sala prove per l’orchestra, con una superficie di circa 310 metri quadri e alta 14 metri. Le dimensioni e l’altezza della sala, appositamente concepite dal punto di vista acustico con la consulenza del noto progettista acustico Yasuhisa Toyota, consentiranno di avere il miglior risultato musicale per le prove e di poter utilizzare tale ambiente anche come sala d’incisione. Il palcoscenico diventerà invece ancora più profondo raggiungendo i 70 metri con la creazione di un’area in cui sarà possibile eseguire il montaggio/smontaggio delle scene senza disturbare le attività di prova o spettacolo in corso. Saranno inoltre realizzati una nuova sala prove ballo della superficie di circa 150 mq, posta all’ultimo piano dell’edificio, e nuovi spazi per l’archivio storico documentale, attualmente ubicato in un deposito esterno.

La pandemia da COVID-19 ha comportato la necessità di adeguare il Piano di Sicurezza e Coordinamento con l’adozione di stringenti misure di prevenzione e protezione che hanno consentito una immediata ripresa dei lavori non appena le norme lo hanno consentito, e una riprogrammazione dei lavori che ha permesso grazie al coordinamento della Direzione Centrale Lavori di ARIA SPA (Centrale di Committenza Ausiliaria dell’intervento) e alla collaborazione dell’RTI affidataria di recuperare quasi interamente il ritardo accumulato durante il lockdown. Il termine dei lavori è previsto per il mese di dicembre del 2022.

“A riveder le stelle”, 2020 – ph Stefano Guindani.

ARMANI ALLA SCALA – In riguardo a notizie più finanziarie, il Gruppo Armani diventerà Fondatore Sostenitore del Teatro alla Scala, che nel 1997 si è costituito in Fondazione attiva nella diffusione dell’arte musicale in Italia e all’estero, attraverso la conservazione e la valorizzazione di un ricco patrimonio produttivo, musicale, artistico, tecnico e professionale. L’impegno, annunciato nel corso del Consiglio di Amministrazione che ha avuto luogo oggi, sarà formalizzato il prossimo 17 maggio con la cooptazione dell’Assemblea della Fondazione Teatro alla Scala, presieduta dal Sindaco di Milano Giuseppe Sala. Già al momento della sua costituzione, Giorgio Armani era stato tra i primi a sostenere la Fondazione. Torna adesso, con rinnovato impegno, in un momento particolarmente delicato per il mondo dello spettacolo.

DICHIARAZIONI – “Il mio impegno verso Milano, in questo ultimo anno così sconvolgente, è stato importante su tutti i fronti e non potevo certo trascurare il settore della cultura, colpito duramente in ogni suo aspetto. Le arti vengono sempre messe in secondo piano nei momenti difficili perché non appaiono immediatamente vitali e necessarie. E invece lo sono. Il teatro, la musica, il balletto sono pura espressione di bellezza e delle più alte qualità umane – creatività, ingegno, fantasia, impegno – che stimolano il progresso e la rinascita. Questa nuova iniziativa è dedicata di nuovo alla città di Milano, per il valore simbolico dell’istituzione, ma anche per i miei legami affettivi e personali con essa, per i ricordi dei tanti spettacoli e concerti cui ho assistito, degli ospiti illustri che ho vestito, di esperienze indimenticabili come la creazione dei costumi, nel 1994, per l’Elektra di Richard Strauss diretta dal Maestro Sinopoli. Ora, più che mai, sento il dovere morale di contribuire attivamente a sostegno del prestigioso Teatro, patrimonio di milanesi e non, vero e proprio simbolo di resistenza intellettuale”, ha dichiarato Giorgio Armani, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Armani.

L’entrata di Giorgio Armani tra i fondatori sostenitori del Teatro alla Scala è la realizzazione di un connubio già scritto nel destino della nostra istituzione culturale più prestigiosa. E per più di una ragione. La fama internazionale, l’eccellenza nel campo della creatività, l’unicità e autenticità dello stile che hanno reso Giorgio Armani il “re” della moda italiana e milanese nel mondo, sono le medesime caratteristiche che hanno portato il Teatro alla Scala a essere giudicato il “teatro più bello del mondo”, tempio della lirica e del balletto. Siamo grati quindi a Giorgio Armani per questo grande e nuovo atto di amore per Milano. Un gesto che guarda al futuro della nostra città e alla sua ripresa e a una sinergia vincente preannunciata a dicembre dalla collaborazione tra la maison e il Teatro in occasione della Prima della Stagione. Uno spettacolo straordinario, svoltosi senza pubblico ma visto in tutto il mondo, durante il quale insieme alla musica abbiamo potuto ammirare gli abiti di scena creati da Armani per le artiste e gli artisti”, ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Il Sovrintendente e Direttore Artistico Dominique Meyer ha commentato: “Il Teatro alla Scala e Giorgio Armani sono due simboli dell’Italia nel mondo ma sono anche due realtà profondamente milanesi. Essere insieme internazionali e inconfondibili, condividere gli stessi obiettivi di bellezza e ricerca instancabile della qualità, vivere dello stesso connubio tra arte e alta tradizione artigiana sono le caratteristiche che fanno del Teatro alla Scala e di Armani, l’incarnazione dello spirito migliore di questa città. Per questo la nostra collaborazione è un segnale forte della volontà di Milano di ripartire, con coscienza del proprio passato e rinnovata determinazione per il futuro”.



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