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Design of desire

Design of desire - 21/06/2019

Patrizia Moroso: “Il design deve migliorare il mondo”

La guida dell’azienda friulana racconta le sue collaborazioni con Ron Arad e Patricia Urquiola. “Amici, prima che colleghi".

Tra fumetti e design è cresciuta Patrizia Moroso, art-director della Moroso S.p.a. e designer dallo spiccato spirito creativo. Il brand è famoso nel mondo per le sedute sempre innovative e le partnership con i più importanti creativi della scena attuale.

A Patrizia piace raccontare la sua creatività, ricordando del suo primo approccio al mondo dei fumetti grazie a Pietro Carnelutti, allora suo compagno di scuola e fumettista dilettante, e dei giornali aziendali di design e architettura che arrivavano nell’azienda di famiglia. “A quelle letture devo la mia prima formazione”, rivela al pubblico della Triennale di Milano che è accorso ad ascoltare il suo incontro pubblico per Design People Milano.

Col trasferimento da Udine a Bologna e l’iscrizione al DAMS, l’istituto dove si studia arte, musica e spettacolo, le si apre un mondo fatto di bellezza e diversità, che condivide coi suoi compagni di studi Andrea Pazienza, Igort e gli artisti del collettivo Valvoline, le cui attività spaziano tra fumetto, arte, design, pittura, moda e musica.

 

Ci tiene a soffermarsi su due persone in particolare, che hanno fatto parte della sua vita come colleghi ma, prima ancora, come amici: il primo è Ron Arad, con cui inizia a lavorare nello studio situato a Londra nella mitica Chalk Farm: “Abbiamo provato a tradurre le sculture di metallo di Ron in una forma morbida”, ricorda. E così nasce la prima collezione di sedute imbottite.

Seconda, ma non per importanza, la designer Patricia Urquiola, che per la Moroso “crea a partire dall’esistente, e riesce a prenderlo, trasformarlo e farlo suo”. Insieme creano il progetto Fjord, esito di un viaggio fatto in Scandinavia. Un oggetto prima perfetto, ma che rompendosi come una conchiglia sulla spiaggia, poi levigato dalle onde, crea imperfezione. Qualcosa di non finito che chiede a chi lo guarda di finirlo nella propria mente.

E ancora, la passione per il Giappone, nei sogni della designer fin da giovanissima, per le superfici complesse e l’incontro con un fotografo senegalese, Abdu Salam Gaye, con il quale in seguito si sposerà.

 

Tra le varie collaborazioni, l’amore per il design e un sorriso sempre pronto, Patrizia Moroso crea in trent’anni un “Friulmondo” in grado di far dialogare la sperduta località di Cavalicco di Tavagnacco con tutti i continenti. E attorno a lei si forma una rete di grafici, fotografi e artisti che la seguono, mentre la designer porta avanti il suo ideale – lo stesso di quando era bambina e guardava con ammirazione le pagine delle riviste e dei fumetti. Che è sintetizzabile così: “La possibilità di creare mondi diversi che rendano più bello quello in cui viviamo”.

In foto Patrizia Moroso con Virginio Briatore di Design People Milano alla Triennale di Milano per gli incontri serali con designer.

Testo a cura di Francesca Salza.



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