26 Maggio 2021

Riapre l’ADI Design Museum, il museo del Compasso d’Oro a Milano

I campioni di immagine del Made in Italy tutti in un solo luogo. E in autunno una prestigiosa mostra su Adriano Olivetti.

26 Maggio 2021

Riapre l’ADI Design Museum, il museo del Compasso d’Oro a Milano

I campioni di immagine del Made in Italy tutti in un solo luogo. E in autunno una prestigiosa mostra su Adriano Olivetti.

26 Maggio 2021

Riapre l’ADI Design Museum, il museo del Compasso d’Oro a Milano

I campioni di immagine del Made in Italy tutti in un solo luogo. E in autunno una prestigiosa mostra su Adriano Olivetti.

Con l’inaugurazione dell’ADI Design Museum-Compasso d’Oro, benedetta da una splendida giornata di avanzata primavera, Milano conferma diversi primati: essere la capitale mondiale del design, avere il museo sul tema più grande d’Europa, frutto della collaborazione pubblico-privato, simboleggiare la ripartenza di una città, di una regione, tra le più duramente colpite dalla pandemia. La ripartenza c’era stata già a settembre 2020, ma per i noti infausti eventi, consideriamo quella di ieri il debutto ufficiale del museo con la storia del design italiano che tanto ci meritiamo.

“E’ sempre un giorno di festa quando apre un nuovo museo” ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini ai selezionati invitati, tra i quali il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici. “ E questo è un museo straordinario che raccoglie la storia del design ed è contemporaneamente proiettato sul futuro: è una grande operazione e una grande festa anche perché si inaugura in una fase di ripartenza, non solo di Milano, ma di tutto il Paese.”

Gli ha fatto eco nella fase pomeridiana della cerimonia il presidente della Regione Attilio Fontana: “La creatività e l’ingegno che tutto il mondo invidia alla Lombardia e all’Italia ha una nuova casa.  Un progetto che come Regione Lombardia abbiamo sostenuto e che simbolicamente prende il via in questa fase di riaperture e rilancio per tutto il Paese”.

“Milano torna ad essere attrattiva” ha commentato il sindaco Giuseppe Sala. “Come dimostra l’evento di oggi, la pandemia non ne ha piegato le competenze, la capacità di fare cultura e di produrre. E lavorando insieme  ricostruiremo una Milano migliore di prima”.

Umberto Cabini, presidente Fondazione ADI; Luciano Galimberti, presidente ADI (della quale è tesoriere Marco Predari); Andrea Cancellato, direttore ADI; Beppe Finessi, curatore della mostra “Il cucchiaio e la città”; Stefano Galli, assessore regionale all’autonomia e alla cultura; Barbara Beltrame Giacomello, vicepresidente di Confindustria si sono alternati nel descrivere funzioni ed obiettivi del nuovo museo. 

Pubblciità Campari e Lettera 22, due icone del design e gusto Made In Italy custodite nel museo di ADI, Associazione Design Industrile.

Realizzato in un edificio degli anni ’30 che veniva utilizzato come deposito di tram a cavallo e come impianto di distribuzione di energia elettrica il Museo sorge davanti al Monumentale con ingressi da via Bramante e via Ceresio. Copre una superficie di 5.135 metri quadrati ricreati da più architetti con un investimento del Comune di 6 milioni e mezzo, due dell’ Adi per gli allestimenti, oltre ai contributi dal Ministero e dalla Regione. L’impianto conserva caratteristiche industriali: luce zenitale, ferro e un carroponte come testimonianza. Il grande spazio espositivo sarà tagliato in due da un boulevard vetrato, poi ci saranno uffici, depositi e all’esterno la piazza Compasso d’oro.

La raccolta permanente del Museo si intitola “Il cucchiaio e la città” (dal noto slogan di Ernesto Nathan Rogers) ed è curata da Beppe Finessi: il Museo ha anche un curatore dell’allestimento, che in questo caso si fa in tre: Ico Migliore&Mara Servetto e Italo Lupi, ideatore anche del marchio Adi Design Museum.

È composta dalla collezione del Compasso d’Oro, oggetti selezionati dal 1954 a oggi: 350 dei vincitori e 140 dei menzionati, più circa duemila altri oggetti e documenti.

Il Compasso d’Oro, nato nel 1954 da un’idea di Gio Ponti, vede tra i maggiori premiati Richard Sapper, Mario Bellini, Ettore Sottsass, Alessandro Mendini e i Castiglioni. Questa esposizione permanente resterà per almeno un anno, ma il museo offre al pubblico altre otto rassegne di approfondimento. Non ci sarà la tradizionale biglietteria: il ticket (12 euro; 9 il ridotto; orari: 10.30-20 dal martedì alla domenica) si acquista con l’app. Ticket in vendita anche sul sito del Museo (adidesignmuseum.org) o sul posto con pagamenti elettronici.

Fra le mostre permanenti tre sono installazioni e videoinstallazioni: “Il design entra nella storia” realizzato dalle OffiCine (Ied e Anteo), Bios (com POLI.design – Sistema Design Politecnico di Milano. “Il cucchiaio e la città” mette in mostra le collezioni storiche con un racconto di tutte le edizioni e focus su 28 progetti premiati, mentre “Manifesto alla carriera” è un omaggio della grafica italiana ai 139 Compassi d’oro alla carriera. A questi si aggiungono le esposizioni temporanee “Uno a uno. la specie degli oggetti” con accoppiamenti di oggetti vincitori come una Ferrari e la Fiat Zagato; “Renata Bonfanti, tessere la gioia” personale dedicata alla prima vincitrice donna, che è stata fra i primi designer di textile italiani, e “Giulio Castelli”, tributo all’imprenditore che ha creato Kartell ed è stato fra i fondatori dell’ADI. In programma ci sono a giugno l’ADI Design Index 2020, mentre quello del 2021 sarà a novembre. In autunno una prestigiosa mostra su Adriano Olivetti in collaborazione con la Fondazione Olivetti.

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Francesco D'Agostino

Figlio degli anni 90, spinta digital-social di The Way, si è fatto le ossa nel patinato mondo di To Be Magazine. Per scoprire che il dandy elegant che stava impersonando necessitava di una vetrina all’altezza anche sul web. Senza cercare altrove, se l’è creata da solo. Mette passione solo in quello che gli interessa veramente. Al resto nemmeno ci pensa. Grafica, biz obsession e una giusta dose di involontaria leadership lo proiettano sempre al minuto dopo.
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