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Design of desire

Design of desire - 24/04/2020

Ripensare l’architettura è possibile: “Ma senza demolire il passato”

Incontro con Keith Pillow di DAAA Haus: "Dobbiamo essere più consapevoli anche noi progettisti". Dopo l'emergenza Covid, via gli orpelli.

L’uomo al centro, le esigenze primarie senza orpelli bene in focus, l’estetica e la funzionalità delle nostre case che si adattano al periodo di crisi e cambiamento che stiamo attraversando. Keith Pillow, fondatore dello studio di architettura maltese DAAA Haus, che ha sede anche a Milano, Mumbai e Ragusa, ci ha concesso una riflessione sul ruolo dell’architetto in questa nuova realtà, profondamente mutata.

Keith Pillow alla guida dello studio DAAA Haus. L’architetto ha in cancantiere lavori per la particolare Villa Haus Eleven, dal gusto moderno e high tech, ma anche diversi hotel, come il Cavalieri Art Hotel e lo Sketch Hotel, un piccolo edificio di 50 stanze in fase di costruzione,

“Vogliamo comunicare che non intendiamo cavalcare la cosiddetta pandemic architecture – ci ha detto l’architetto imprenditore – ma salvare quello che di buono è stato fatto in passato e proiettarlo in un futuro sostenibile. Il nostro punto di vista è quello dei romantici e nostalgici dell’immediato passato. Cambiando cose piccole che renderanno i progetti più alti, riusciremo a essere credibili nel futuro che ci aspetta. Abbiamo un impegno con i nostri clienti, anche quelli futuri. E dobbiamo ritenerci fortunati di poter continuare a lavorare, mentre il catering, il retail e l’hotellerie si sono dovuti fermare”.

A Malta in questo momento di stop globale, i cantieri sono ancora aperti, il mercato residenziale avviato non si è fermato, piuttosto sono i settori come commerciale che hanno logiche di lungo termine, a preoccupare. “Abbiamo avuto dei clienti che hanno fermato progetti, non ci saranno aperture fino all’estate inclusa – ci dice Keith – e forse gli effetti di questo fermo per noi nell’edilizia si avvertiranno fra mesi. Ma abbiamo riflettuto anche su lusso del tempo che prima non avevamo. Col mio team abbiamo ragionato e concluso che il futuro del design e dell’architettura è l’essere smart. Non più solo funzionale o green ma vogliamo usare questa parola, smart, per racchiudere tante esperienze positive in una sola”.

Come molti colleghi creativi in tutto il mondo, Keith Pillow dice di sentirsi “preoccupato per la salute ma anche concentrato sulle opportunità di ripensare tutto ciò che abbiamo fatto e come guardare al futuro. Il successo non si misura solo dai premi o dalle dimensioni dei progetti. Ma di come riusciamo a venire incontro ai clienti trovando soluzioni davvero funzionali che abbiano senso in uno scenario cambiato. Dopo 3 settimane di profonda riflessione sul significato della vita, penso di poter dare il mio contributo al cambiamento”.

Dendel Smart Office Solution creata da DAAA Haus: da libreria diventa spazio smart working in casa.

Ecco perché Keith si è impegnato a fornire dei succerimenti ai propri clienti che sono in lockdown, con delle vere smart working tips: “La gente ora realizza che l’ambiente dove si vive dice molto di noi, che l’estetica non è superficiale ma fa vivere le persone meglio e sono siciuro che le persone che prima non ci facevano caso, ora cambieranno idea. Un colore, una luce, ti fanno cambiare umore“.

Tutto questo per Pillow diventa smart design, smart architecture, smart buildings e smart planning.

Nell’ambito di progettazione di spazi lavorativi, in questo caso nell’ottica smart working, rimane attuale il progetto che lo studio ha presentato durante lo scorso Salone del Mobile: Dendel Smart OfficeSolution, un sistema modulabile ispirato agli anni ’80.

“Dendel” ha una serie di scaffali “intelligenti” che si muovono facilmente permettendopiù usiper uno spazio lavorativo o di studio. Il suodesign dinamicoconsente di aggiungere elementi modulari a proprio piacimento, inoltre si adatta a spazi differenti, sfruttando aree domestiche spesso inutilizzate. Con le metrature sempre più piccole delle case metropolitane, trovare più spazio per le attività quotidiane è sicuramente un gran vantaggio.

La libreria è già un prodotto smart, è modulare si allarga e si produce in maniera democratica anche nei prezzi, ma ha alta qualità. La gente non ha bisogno di avere spazio per ufficio domestico 24 ore al giorno ma solo poche ore e quell’angolo può diventare altro. Se sposti una mensola diventa un angolo design”.

Un punto di incontro tra soluzioni proposte e richieste è alla base di una buona committenza, in architettura. “Il design e l’architettura non devono essere solo il risultato del brief di un cliente con l’obiettivo di sviluppare edifici iconici e massimizzare i profitti. L’architettura è vissuta da persone e ora ci sono standard e bisogni di base che stanno cambiando radicalmente. Gli utenti finali devono essere tutelati dai professionisti che operano con integrità e passione e credono che il design possa rendere il mondo un posto migliore. Soprattutto vorrei dire che non è niente di stravolgente rispetto al passato ma è un equilibrio per gli utenti e per i professionisti. Si tratta di equilibrare tutti gli obiettivi, a partire dalla corretta progettazione ad arrivare alla resa estetica, che spesso ha preso il sopravvento in passato”.

Uno degli appartamenti nel nuovo quartiere elegante di Portomaso a Malta creati da DAAA Haus.

 

In India DAAA Haus stava lavorando a vari progetti prima del blocco globale. Tra questi vi è uno spazio di lavoro di circa 970 mq a Mumbai che doveva diventare un grando coworking. Il progetto è stato definito prima dell’inizio della pandemia, ma lo studio ha deciso di rivederlo a sue spese con la coscienza che i parametri architettonici stanno cambiando alla luce della situazione attuale. Le nuove soluzioni adottate evitano che si crei affollamento all’interno dell’ufficio pensato inizialmente per oltre 350 persone adesso ne ospiterà meno di 300. “Nel progetto – racconta l’architetto Pillow – sono state scelte alcune soluzioni tecnologiche, anche per il forte background scientifico del committente. Quindi per evitare il contatto con le superfici e mantenere l’igiene sono stati introdotti degli appositi sensori che permettono l’apertura automatica di ogni porta e l’accensione dell’acqua nei bagni. Qua il flusso dai rubinetti sarà regolato con l’atomizzazione che permetterà un notevole risparmio quotidiano”.

DAAA Haus ha sentio l’obbligo di proporre al cliente a proprie spese una soluzione che ha anticipato la rimodulazione del mercato. Se non sarà più socialmente accettabile, per esigenze sociali e sanitarie, avere postazioni di lavoro molto strette, l’architetto del futuro ci pensa già nel presente. “Il cliente è stato educato e ci ha immediatamente confermato il progetto, la qualità sarà più alta e quello che si perde in quantità si guadagnerà in introiti maggiorati. Crediamo che anche per un hotel, dove si chiedono sempre tante stanze in poco spazio, varrà questa ratio. Meno spazi angusti, come mi capita di vedere nelle destinazioni business, più generosità di ambienti, perché è questo che sarà necessario”.

 

 

Il buon design può rendere il mondo un posto migliore”: questa è la convinzione che da dieci anni guida DAAA Haus, fondata nel 2009 a Malta che oggi accoglie 30 giovani professionisti di origini diverse, da maltesi a italiane, da serbe a irlandesi, passando per l’India, la Polonia e la Tunisia. Lo sottolienaiamo perché è anche grazie a questa ricchezza culturale che DAAA Haus ha saputo distinguersi nel panorama internazionale unendo le capacità, i talenti e la passione dei creativi che ne fanno parte per esprimere attraverso i loro progetti un design funzionale, innovativo e accattivante, nato dall’incontro tra diversi strumenti, materiali, tecnologie, tecniche e strategie.

“La soddisfazione più grande – conclude Keith – è che per le ultime case disegnate prima del blocco da Coronavirus, l’elemento smart attento alle esigenze del cliente era già presente. Ho fatto una riunione con i miei collaboratori, abbiamo rivisto i progetti di otto mesi fa e ci siamo accorti che non cambieremo nulla di quello he avevamo pensato. Ecco perché riteniamo che non ci sia bisogno di una rivoluzione in futuro. Se il passato è stato buono non può essere cancellato. Non accetteremo mai un compromesso in nome del commercio. L’obiettivo è sempre far sentir bene il cliente che ci chiama per realizzare la sua casa”.

 

Fotoservizio appartamenti di Portomaso, Malta: credits Brian Gerch.



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