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Design of desire

Design of desire - 14/01/2017

Roberto Mosolo: “Così ho portato la pittura nell’illustrazione dei dischi”

Abbiamo incontrato il progettista editoriale, cinematografico e discografico. Ha contribuito in Italia alla promozione di artisti della canzone italiani e internazionali.

C’era un tempo in cui la grafica pubblicitaria si faceva con foto, pennelli e forbici. E non è un tempo nemmeno tanto lontano, visto che Roberto Mosolo, l’artista che a Roma ha collaborato a diversi progetti grafici tra cui Gianni Morandi, Luca Carboni, Samuele Bersani, Bongaro e molti altri, ha lavorato nel campo musicale dal 1982 in poi. Da grafico, Mosolo è arrivato ad affinare una tecnica illustrativa che lo ha portato anche fare mostre di pittura con soggetti-icona dell’immaginario musicale mondiale. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua evoluzione artistica.

dive Roberto Mosolo

Le dive della canzone internazionale nelle copertine di Roberto Mosolo.

Come hai iniziato a lavorare con le immagini?

Ho iniziato negli anni ‘70 nello studio professionale di Alfredo De Santis, grafico di grande talento i cui lavori spaziavano tra l’editoria, la politica e il cinema. Facevo sia grafica che pittura e illustrazione e credo che questo approccio mi sia tornata utile in futuro. Era Alfredo che aveva sviluppato quel tipo di percorso che gli aveva permesso uno stile molto personale. Pensa che all’epoca di grafici rilevanti ne esistevano 5 o 6 in Italia. Realizzammo anche sigle televisive per grandi nomi del cinema, per le serie TV Rai.

Poi è arrivata la discografia nel tuo percorso.

Sì, dal 1982 ho lavorato con la Nuova Fonit Cetra. Due strumentiste jazz mie amiche, Carla e Rita Marcotulli, mi avevano chiesto un’illustrazione per un disco, feci un acquerello con un volto che si scompone e lo Studio Forum di registrazione di Roma mi mise in contatto con la Fonit. Il primo lavoro grosso è stato con la IT di Vincenzo Micocci con Michele Mondella: la copertina del disco di Antonello Venditti “Grazie Roma”. Due anni dopo ho curato una serie di copertine di musica jazz prodotte da Paolo Padula per un programma radiofonico Rai, Serajazz. Da allora si sono aperte poi le collaborazioni con prima la Rca, poi SonyBmg e oggi Sony Music.

Cosa ti porti di quella esperienza?

Il buon progettista è chi si dedica all’ascolto, il cliente ha sempre la soluzione. E la semplicità, togliere il superfluo. Le immagini spesso sono più potenti delle parole. Il disegno grafico ha molta responsabilità. Deve sorprendere ma anche dare messaggio.

Come è cambiato il tuo lavoro negli anni?

Mi occupo della progettazione di supporti musicali cd e dvd realizzando illustrazioni digitali per pubblicazioni, brochure, cataloghi. Ovviamente ho iniziato con le forbici e le strisciate di testo. Si lavorava a stretto contatto con gli artisti. Oggi si fa tutto al Mac, anche io mi sono aperto al web design, è tutto più veloce. E soprattutto, vedo i risultati di quello che ho fatto direttamente nel punto vendita. Prima invece era necessaria la mia presenza in fase di stampa, dovevo suggerire i cambi di tono che oggi si fanno al computer.

Tre mitici LP della discografia italiana con il lavoro di Roberto Mosolo: Formula 3, Morandi e Battisti.

Tre mitici LP della discografia italiana con il lavoro di Roberto Mosolo: Formula 3, Morandi e Battisti.

Degli artisti italiani cosa ti ricordi?

Ho fatto le prime cose per Luca Carboni, Mariella Nava, Bungaro, Mario Castelnuovo. Quando facevi design per dischi, all’epoca, si aveva la sensazione che ci fosse interesse a lanciare un personaggio, con il potere economico giusto e anche l’importanza attribuita all’immagine. Ho iniziato principalmente con i jazzisti, ricordo Things di Fulvio Di Castri per cui usai una foto e poi pennello, pantone. Ho fatto le prime cose per Luca Carboni, Samuele Bersani. È bello vedere dove sono arrivati. Un ricordo particolare però è legato a Lucio Battisti.

Dicci!

La cosa più emozionante che mi potesse capirare era la grafica per una compilation di Lucio Battisti. E mi è capitato! Non si doveva usare la foto dell’artista, perché si era già ritirato, e quindi bisognava inventarsi qualcosa sul nome, elaborare il carattere. Così mi venne in mente una nuvola nella B di Battisti. Dopo qualche tempo Vidi Lucio in Rca che scendeva dalle scale col disco sotto il braccio. Non sono riuscito a dirgli niente, fu una scena davvero incredibile. È l’unico incontro che ho avuto con lui, era molto schivo. Ho realizzato per il video di Hegel i quadri che si vedono nel clip, da cui furono tratti dei volantini promozionali.

Roberto Mosolo

Roberto Mosolo è entrato nella storia con le illustrazioni di Hegel, ultimo album della storia di Lucio Battisti, uscito nel 1994.

Ti è capitato di lavorare a stretto contatto con i protagonisti?

Quando frequentavo la sede della Rca a Roma, che è ormai leggendaria nel ricordo di tutti, c’erano Mariella Nava, Formula 3, Mike Francis, Scialpi. E poi Lucio Dalla, Ron, Francesco De Gregori, Renato Zero che incontravi al mitico Bar della RCA. Con Morandi c’è stata collaborazione di un paio d’anni. Ho fatto una copertina di album, brochure per lanci di singoli, aveva la società Penguin, ho collaborato a stretto contatto con loro, nel senso che andavo a casa e nello studio regolarmente. Con Venditti ho un legame che dura da decenni. Grazie Roma mi portò a disegnare anche il mitico manifesto di Antonello che venne affisso fuori dello stadio Olimpico di Roma. Nel 2015 ho realizzato il manifesto e tutto il corredo promozionale per l’uscita dell’ultimo album, “Tortuga”. Recentemente invece ho fatto realizzazioni per l’uscita dell’album di Massimo Ranieri e di Ezio Bosso.

I collezionisti sanno bene che il materiale promozionale specie degli artisti stranieri, è unico. Ci dici come nasce?

Proprio perché bisogna adattarlo con la lingua locale, il cartonato o lo stand è diverso. Per gli idoli stranieri negli anni 80, ci arrivavano molte foto, che custodisco perché ne venivano usate solo poche selezionate. Per la promozione dell’album degli AC-DC abbiamo realizzato vari supporti tipo manifesti, cartonati di grandi e piccole dimensioni tra cui uno stand all’interno di Saturn dove si promuoveva l’album e che, come puoi vedere dall’immagine, serviva ad attirare pubblico per la vendita del CD. Il telo in tutti i lati è stato ralizzato su PVC di grandi dimensioni che riproduceva la copertina. Negli altri supporti come cartonati, pagine pubblicitarie il lettering in italiano riprendeva esattamente quello in inglese, ho dovuto ricostruire l’effetto pietra per definire lo strillo pubblicitario.

mostra Roberto mosolo

Roberto Mosolo ha esposto a Roma le sue opere.

Hai anche un’attività pittorica e un grande archivio fotografico. Ce ne parli?

Andavo ai concerti e mi portavo sempre dietro la macchina fotografica, scattavo materiale da quando avevo 15 anni, e sono ricordi che definiscono un’epoca. Jimi Hnedrix al Brancaccio, Stones al Piper. Foto che dall’archivio ho ritirato fuori e mi ha dato la possibilità di costruire opere con soggetti rielaborati a partire dalle foto. Da una piccola foto presa da un quotidiano, ingrandendo il retino a misura enorme usciva un segno particolare, retino enorme che sgranava. Ho iniziato a realizzare opere grandi.

Roberto Mosolo

La “porta dei Beatles”, una delle realizzazioni più belle di Roberto Mosolo.

Quali sono le realizzazioni a cui tieni di più?

Quella dei Beatles è una porta scorrevole, Chet Baker, Jim Morrison sono elaborazioni su carta cinese molto resistente: ricostruivo sul grande supporto il soggetto con l’inserimento di colore e colla e riprendevo con gli acrilici il puntinato, così da far risaltare l’immagine originale. Dieci anni fa ho portato queste opere in mostra con un allestimento che riprendeva la stanza di un ragazzo, con letto e giradischi.

Hai mai avuto feedback dagli artisti che hai usato nelle tue opere pittoriche?

Per il disco di Lou Reed “NYC MAN” mi venne commissionata la realizzazione di un manifesto e mi fu data una foto di Lou molto bella. Quindi ho elaborato una fusione tra l’immagine di New York scattata da una mia amica e la foto di Lou. Il risultato incassò i complimenti da parte di tutto lo staff BMG e anche dallo stesso Lou Reed. Esiste la possibilità di acquistare copia di questo manifesto che ho nel mio archivio come tanti altri, a chi può interessare prego mettersi in contatto.

lou reed

Il manifesto di Lou Reed che riscosse i complimenti del diretto interessato.

So che hai una storia legata agli Stones che ha dell’incredibile…

Avevo visto una foto dei Rolling Stones dall’album “Beggars Banquet” datato 1968, il mitico album bianco…C’era questo scatto seppiato all’interno dell’album di cui non sapevo nulla, ma la scena mi incuriosiva e diverse volte con i miei amici avevamo scrutato quell’immagine nei minimi particolari criticando e analizzando il contenuto dell’immagine. A distanza di anni ho deciso di riprendere quella scena rielaborando e ingrandendo l’interno dell’album con colori acrilici. Decisi di dare un colore a quell’immagine ma non conoscevo la realtà della foto. Dopo qualche tempo trovai in libreria un libro sulla vita artistica dei Rolling Stones dove esisteva la storia di quel servizio fotografico, immagini di prima e dopo lo scatto che era stato usato per la copertina interna con foto a colori e con grande sorpresa, i colori che avevo immaginato dei loro vestiti erano proprio quelli della foto. Tempo di realizzazione del quadro: 2 anni, misura m.360 x m.180.

Come ci si può mettere in contatto con te per commissionarti o acquistare un’opera?

Potete scrivere a robertomosolo@gmail.com. Le opere possono essere realizzate su commissione dopo scelta e valutazione del soggetto da realizzare. La tecnica e il risultato finale deve mantenere lo stile pittorico creativo che mi contraddistingue.

Per info sull’artista qui



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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