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Design of desire

Design of desire - 26/04/2017

Vivere contemporaneo secondo Ciarmoli Queda Studio

Abbiamo esaminato gli elementi che compongono l'universo creativo del duo di designer che cura installazioni. E ha collaborato con Matteo Garrone.

Design, Light, Future, Living: quattro concetti chiave per descrivere il mondo del contemporary living di CQS, Ciarmoli Queda Studio, il brand di design fondato a Milano nel 2009 da Simone Ciarmoli e Miguel Queda.

CQS Ciarmoli Queda Studio unisce alla competenza architettonica dimensioni di fascino, cura del dettaglio e ricerca sui materiali, con uno stile e una firma riconoscibile. Gli anni di lavoro del duo creativo a fianco dei maggiori protagonisti della moda e del lusso, tra cui, in particolare, Prada e Giorgio Armani, hanno forgiato le loro proposte con soluzioni creative sempre autenticamente su misura.

A Milano per il Salone del Mobile 2017 lo studio ha realizzato Delightful, due sorprendenti installazioni che hanno saputo dare forma ad una visione inedita del design, dal classico al contemporaneo, completate da due cortometraggi d’autore, parte integrante del concept, voluti e curati da Ciarmoli e Queda e diretti da Matteo Garrone.

Quest’anno è anche nata Essentials, la prima collezione di complementi d’arredo e accessori interamente firmata Ciarmoli Queda, prodotta in collaborazione con selezionate aziende italiane e presentata in anteprima in occasione della Milano Design Week 2017 per promuovere la sensazione di “lusso confortevole”.

Delightful, che i creativi scrivono DeLightFuL, guarda allo spazio domestico contemporaneo come espressione di bisogni primordiali, autentici ed essenziali. Sono i “primitivo di lusso” ad usare questi oggetti che segnano il ritorno all’essenziale realizzato con la ricchezza di materiali confortevoli e seducenti.delightful the way magazine (6)

La nostra riflessione ci ha portato a rappresentare scenari contemporanei, in un immaginario sospeso tra reale, virtuale e repentini cambiamenti, per giungere a una visione delle molteplici sfaccettature della vita quotidiana  spiegano Simone Ciarmoli e Miguel Queda – filo conduttore di questa riflessione sono il design e la luce, due aspetti fondamentali, complementari e necessari nella definizione dell’abitare contemporaneo e dei suoi spazi essenziali”.

Nell’installazione, di cui abbiamo delle foto in gallery, specchi a forma di animale – una scimmia, un gufo e una volpe – richiamano l’aspetto ludico, il collegamento alla natura e il ritorno all’essenziale. Punto focale dell’ingresso a DeLightFuL, al termine dello stretto corridoio, una sedia in bronzo bianco, archetipica ed essenziale, monumentale nella sua semplicità, disegnata per l’occasione a quattro mani dal grande architetto portoghese Álvaro Siza insieme a CQS Ciarmoli Queda Studio. Sulle pareti si nota una forte presenza di numeri e grafica, con l’utilizzo di un particolare font disegnato da Ciarmoli Queda Studio per l’occasione: un tratto estremamente contemporaneo, un esplicito omaggio alle architetture di Zaha Hadid e che si ritrova nel logo di DeLightFuL e su alcuni oggetti presenti in mostra, tra cui una preziosa collezione di piatti.delightful the way magazine (7)

Un’ulteriore finestra sul contemporaneo viene aperta dalla presenza costante dell’arte e della fotografia, con scatti di Yoshie Nishikawa e Paolo Alberto Gatti, che completano il racconto di DeLightFuL. Si giunge così alla terza grande sala, dedicata al cinema. Tanti divani, tutti bianchi ma tutti differenti per forma e provenienza, sono collocati in  un ambiente fluido che gioca tra trasparenza e sfumature. Definiscono gli spazi tende argentate e riflettenti, che  rimandano giochi grafici disegnati da luci al neon. Protagonista di quest’ultimo ambiente, il cortometraggio d’autore firmato da Matteo Garrone, ancora una volta parte integrante del progetto ed espressione dei medesimi concetti e ispirazioni, che si arricchisce di nuovi contenuti per fotografare il quotidiano e il contemporaneo. Negli spazi, come nel film, labile è il confine tra paesaggi reali e immaginari, la permeabilità e il dialogo tra i diversi spazi, in un set dove ognuno possa ritrovare una propria, personale e non convenzionale percezione degli oggetti.

Foto di Yoshie Nishikawa.



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