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Eventi - 04/09/2016

Rivus Altus, una mostra per celebrare Venezia. L’omaggio di Massimiliano Farina al Ponte di Rialto

passpartout_frammenti_2_11.354 foto-tasselli, 264 ore di appostamento, 15.963 persone ritratte. Questi i numeri di Rivus Altus, una mostra fotografica in grado di ricomporre in modo inedito il panorama di Venezia più conosciuto al mondo: la vista dal Ponte di Rialto. Dall’8 Ottobre al 5 Novembre 2016, la mostra sarà ospitata presso il suggestivo Centro Culturale Don Orione Artigianelli, un antico convento ristrutturato ed attrezzato con le più moderne tecnologie, situato nel centro storico di Venezia, proprio dietro alle Gallerie dell’Accademia, con un affaccio diretto anche alle Zattere sul Canale della Giudecca.

L’interessante progetto porta la firma di Massimiliano Farina. L’architetto e fotografo milanese indaga “il concetto di stereotipo in quanto visione semplificata e largamente condivisa di un luogo”, registrando con la macchina fotografica tutto ciò che accade durante i suoi lunghi appostamenti al centro del ponte. Il progetto fotografico prende spunto dal testo di Georges Perec ‘Tentativo di esaurimento di un luogo parigino’ (Parigi, 1975), in cui l’autore descrive una piazza parigina da differenti punti di vista e in diversi momenti, annotando ogni variazione.
Nel luogo dove lo stereotipo della città veneziana si perpetua, grazie alla smania collettiva di fotografare il panorama sul Canal Grande e assicurarsi una foto ricordo, c’è però anche chi si abbandona alla visione suggestiva. In questo progetto fotografico, Massimiliano Farina riesce a cogliere questa eterogenea dimensione sensibile, catturando gli sguardi e le azioni delle persone che circondano la sua postazione privilegiata. Il progetto Rivus Altus si compone così di due elementi distinti, in continuo dialogo tra loro: il panorama e i suoi osservatori.

P1750129La vista sul canal Grande è composta da un mosaico fotografico di 78 frammenti, frutto di una selezione delle 11.354 immagini raccolte dall’autore, in grado di cogliere nel dettaglio la mutevole natura del soggetto ritratto. Grazie alle innumerevoli combinazioni possibili, il frantumato stereotipo di Venezia viene così ricostruito con esiti di volta in volta inattesi e sorprendenti.

L’approccio utilizzato dall’autore per ritrarre gli osservatori, gli “abitanti di Rialto”, ricalca quello utilizzato per restituire un’immagine complessa del panorama. Grazie alla scatto quasi simultaneo di due fotocamere unite da un braccio meccanico è stato possibile catturare gli sguardi dei passanti in una veloce sequenza di immagini. Questi ritratti doppi che differiscono tra loro per tecnica, tempi di posa, zoom e movimenti, sono stati successivamente riuniti in dittici fotografici e proposti in bianco e nero. La scelta cromatica è un vero e proprio escamotage simbolico-figurativo grazie al quale l’autore distingue il proprio punto di vista, il panorama, dalla rappresentazione di quello degli osservatori, conservandone l’aspetto dialogico.

La mostra sarà ospitata in un luminoso open space di 120mq, l’allestimento andrà a valorizzare il rapporto tra i due elementi protagonisti del progetto Rivus Altus, restituendo spazialità alla relazione tra gli osservatori e il panorama.
I dittici verranno stampati su dei pannelli e appesi per tutta la lunghezza della sala, lasciandoli sospesi all’altezza dei visitatori che, avvicinandosi al grande mosaico fotografico, avranno così l’impressione di essere circondati dagli “abitanti di Rialto” e di trovarsi sul ponte in loro compagnia.

La ricostruzione del panorama veneziano verrà invece proposta come una composizione di 78 blocchi di carta fotografica 50×70, andando così a comporre un photowall dalla larghezza di 7 metri. Ciascun blocco rappresenterà un quadrante del panorama e su ogni foglio sarà stampata una delle innumerevoli varianti raffigurate dall’autore. I visitatori potranno partecipare così alla continua rielaborazione del panorama dal ponte di Rialto, portando di volta in volta alla luce un nuovo dettaglio. La performance fotografica permetterà ai visitatori di staccare una foto da uno dei 78 quadranti, estratto a sorte. I fogli fotografici verranno poi lasciati loro come ricordo.



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