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Fashion - 28/01/2017

Ad AltaRoma, Greta Boldini sfila tra eleganza d’antan e le belle militari

Il desginer Alexander Flagella contrappone le parole Bello-Bellum, ripensa le contraddizioni del tempo passato. Creazioni preziose.

Ispirazione colta quella di Alexander Flagella designer del brand Greta Boldini per la collezione A/I 2017-2018 frutto di “uno studio attento e puntuale tra significante e significato, tra ieri e oggi, tra nonostante e se”.

Abbiamo visto un’interessante sfilata in calendario per l’attuale tornata romana di Alta Roma.

Partendo dalla contrapposizione delle parole Bello-Bellum, così simili e pure così profondamente diverse, Flagella ripensa le contraddizioni del tempo passato e dell’oggi riflettendo sulla postilla dedicata da Baricco a “quel monumento alla guerra” che e’ l’Iliade di Omero, al bisogno della guerra che ha l’essere umano “come le falene attratte dalla luce mortale del fuoco”.

Dai sedimenti di questa profonda riflessione, per associazioni libere, dall’arte raffinata del fiammingo Van Eyke al mondo in disfacimento dell’eversivo Grosz, dagli anni ’40 al tempo attuale altrettanto carico di violenza ed auspici incerti, Flagella disegna una “donna protagonista che, come la falena non ha paura di buttarsi nel fuoco della vita, determinata a conquistare il mondo con la sua bellezza emozionale”.

Nascono così i patchwork di materiali diversi, di diversi colori, poveri e ricchi spugna e visione. Spalle scese, rivisitate dagli anni ’40, per un capospalla di foggia maschile e Barbour che riprendono le giacche antipioggia dei militari nello sbarco in Normandia. Ma il mondo di Alexander non è senza speranza, anzi trova sempre la luce anche nel buio più profondo: “sono affezionato al colore che rappresenta la capacità di trovare e ritrovare la gioia, perché la vita va celebrata anche nei momenti più drammatici” ci dice. E così le pellicce patchwork di visone, volpe e mongolia sono accostate a spugne di misto lana/cotone in una commistione di colori che va dal verde muschio, al glicine, al tangerine e al vinaccia. Abiti ed inserti in tulle ricamato con vetri neri e cristalli trasparenti ricordano i lampadari anni 40. Sfilano abiti di un’eleganza d’altri tempi e pure moderna e sofisticata in seta pura, pizzo e chiffon nei colori tangerine, grigio antracite e rosa cipria.

A chiusura sfilata lo stilista ha dedicato un pensiero a Franca Sozzani, con un semplice ed impercettibile gesto ha voluto ricordarla porgendo una rosa al cielo. Lei che sosteneva i giovani e che ha dato vita al concorso Who’s next? al quale il brand ha partecipato nell’edizione di gennaio 2015.

Dall’inizio di questa kermesse aperta da una sfilata così ricca di idee, di ispirazione, di citazioni storiche e colte, ci siamo domandati perché Roma ed i romani non sostengano la moda come avviene a Milano o Firenze dove, durante Pitti tutta la città si anima di eventi ed iniziative e i negozi dedicano vetrine d’anteprima alla manifestazione. AltaRoma, che sostiene i giovani e l’artigianato, riesce a fare molto scegliendo, di stagione in stagione, location sempre più moderne e ricercate, andrebbe sostenuta da tutta la città.

Per info qui

Testo di Camilla Di Biagio – Foto courtesy of AltaRoma S. Dragone – G. Palma / Luca Sorrentino



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