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Fashion

Fashion - 28/12/2017

Ama Pure, il cashmere prezioso lanciato da Gian Marco Tavani

I filati preziosi nelle parole dell'imprenditore che è anche attore e nel cast dell'attuale edizione de Le Iene. "Mi sono appassionato alle pashmine".

Lui è un giovane e bello attore recentemente approdato a Le Iene di Italia Uno. L’azienda è Ama Pure, un progetto nato dalla famiglia di Gian Marco Tavani, emiliano di 36 anni, conosciuto come attore, mestiere che oggi definisce “un hobby a cui mi dedico con passione”. In comune con la madre, Gian Marco ha la passione per il casdhmere e le raffinatezze dei filati. Per questo ha ideato il marketing dell’azienda definendolo “Luxe confidential” ovvero “lusso riservato”. Sciarpe di grande pregio, di fascino indiscusso, che lui stesso indossa e che ci ha mostrato durante il nostro incontro allo showroom milanese It Elite in via della Spiga.
Gian Marco lavora molto in Francia, ha da poco “bucato” lo schermo tv di Sky Arte partecipando al film “Marina” con Anna Ferzetti, Fabio Sartor ed Io regia Marco Gradara con supervisione di Silvio Soldini. “Ma questo è il mio nuovo progetto – ci racconta mostrandoci le sciarpe delicate che indossa –  e mi occupo principalmente di questo. Il cashmere è scelto tra le fibre più lunghe e più fini dei velli più morbidi negli allevamenti di pecore di razza merinos, dando vita ad articoli creati per ottenere risultati pregiati”.

ama pure accessGian Marco sembra davvero appassionato quando ci racconta della genesi della sua seconda vita professionale: “Mi occupo della parte commerciale e distributiva del brand, oltre che del suo posizionamento a livello di comunicazione e immagine. Ho seguito sin dal principio la nascita del marchio, diventandone ambasciatore di stile e condividendo i suoi valori. Uno di questi è l’anima “green” ed eco-sostenibile dei nostri prodotti, realizzati nel completo rispetto della natura.

ama pure colloLa storia comincia a Carpi, “da mia nonna Rosa che negli anni ’50 iniziò la produzione di maglieria sulle prime macchine a mano, matasse che prendevano forma e diventavano maglie e maglioni”.Eppure ci confida che mai avrebbe pensato di voler seguire i propri genitori nel lavoro. E infatti ne ha fatto un altro fino a poco tempo fa:Mia mamma Luciana nacque in mezzo ai fusi e alle matasse e molto presto cominciò ad imitare la nonna e a creare i primi capi per le sue bambole, ispirandosi a quelli veri. In seguito, alla produzione i miei nonni affiancarono la vendita ed aprirono un grande emporio che oggi verrebbe definito un vero “concept store”, alla ricerca di prodotti sempre originali e di qualità. Appena finito il liceo, da vera pioniera per quei tempi, mamma partì per Londra che, negli anni ’70, era in piena rivoluzione culturale ed oltre ad aver imparato la lingua rientrò in Italia con un grande bagaglio di esperienze e una visione allargata del mondo”.

ama pure cardNel frattempo, in questa piccola cittadina, la produzione si allargò e si specializzò fino a diventare la capitale della maglieria dapprima in Europa e poi nel mondo.

L’azienda finì in un importante gruppo tedesco e in breve tempo, alla nonna di Gian Marco venne affidata la ricerca e la realizzazione della produzione italiana per le collezioni vendute in tutto il continente europeo. Il che aprà le porte all’ingresso in una multinazionale americana che includeva importanti catene di stores su tutto il territorio Usa.

ama pure fashion styleNel 2016, dopo varie esperienze lavorative nel mondo, Gian Marco ha sposato il progetto di famiglia ed è diventato anche testimonial del brand in prima persona.  “Ama Pure di cui sono responsabile marketing e vendite, sceglie le migliori fibre dalle produzioni internazionali, ricercando solo il top qualitativo e sperimentiamo lavorazioni di altissimo livello. Il risultato è un prodotto esclusivo di grande artigianalità e di ottima qualità. Devo confessarvi che il prodotto mi ha colpito quando l’ho toccato, la volevo una sciarpa così ed è lì che mi sono affezionato”.

ama pure fashionIn questo momento la collezione, che va bene sia per la brezza estiva che per i freddi inverni, è venduta in selezionate boutique a Taormina, Ravello, Roma, La Tenda a Milano. Ama Pure vuole arrivare al mercato francese, a Cap Ferrat.La pashmina è quell’accessorio che entra in un anello, tanto che è preziosa e leggera. Il cashmere è così: la sensazione è di estrema freschezza in estate e calore in autunno. Quest’anno abbiamo venduto molto a Saint Tropez, Caraibi, perché è perfetta per queste destinazioni. Io stesso la sera l’ho indossata con camicia bianca e non ho esitato a farmi fotografare ai gala con questo accessorio di famiglia”.

I filati preziosi di AMA PURE provengono dalla regione montuosa degli altopiani della Mongolia. Le particolari condizioni climatiche, i forti sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte di questi luoghi, favoriscono la crescita di una speciale fibra nelle capre hircus

ama pure feminineGian Marco non è lontano dal campo in cui opera. “Sono attratto dalla moda ovviamente, ho lavorato per Fendi per 4 anni. Mi faceva ridere prima la rincorsa alla quantità di alcuni brand che hanno necessità di vendere. Per questa realtà famigliare l’obiettivo è la qualità e basta. Ci basiamo sulla filosofia del pezzo unico, del fatto su misura perché la nostra clientela vuole qualità, se spende 500 euro per un pezzo del genere è giusto dare qualcosa di unico“. Come il custom made? “Il su-misura lo facciamo sulle richieste dei clienti, ci danno la loro stampa. Per noi è semplice perché avevamo iniziato come private label lavorando per Louis Vuitton”.

E se dovesse scegliere lui un pezzo, da uomo di stile quale è, Gian Marco Tavani su cosa punterebbe? “A me piace molto il lavoro che stiamo facendo con artisti, fotografi, pittori, ci danno la loro stampa e noi la trasformiamo in foulard. Ne abbiamo una che si chiama “Danse a l’Opera” dell’artista Ludovic Baron, in una tiratura di 23 pezzi”.

Fotoritratto di Gian Marco Tavani: Christian D’Antonio per The Way Magazine

ama-pure.com gianmarcotavani@ama-pure.com



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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