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Fashion

Fashion - 29/09/2019

Anche Mattel supporta Phluid. E arriva “They” come pronome unico

Migliaia a Washington per la prima marcia transgender d'America. E il brand a-gender continua la sua diffusione globale.

Ci sono sempre più iniziative nel mondo per la neutralizzazione del genere, del rifiuto, per quanto possibile, di sottostare a distinzioni binarie e sfuggire all’identificazione obbligatorie nelle categorie di uomo e donna. In alcuni aeroporti internazionali sono comparsi i bagni pubblici a-gender (senza distinzione) e il brand americano Phluid (che vende tramite e-commerce in tutto il mondo) sta supportando molte cause globali.

Kyle Brogan designer per Phluid dal 2019.

Il CEO di Phluid Rob Garrett Smith.

Come la prima marcia di Trans Visibility nazionale americana, che si è svolta ieri a Washington, per chiedere non solo giustizia per le vittime dell’odio, ma chiede uguaglianza e inclusione. La marcia è stata preceduta da un evento a Londra, il Trans Pride, dove a metà settembre hanno partecipato più di 1.500 persone.

Nel mese che si sta rivelando cruciale per il movimento a-gender c’è stato anche il lancio di Creatable World, il primo kit di bambole personalizzabile inclusivo del genere curato dal gigante della produzione di giocattoli Mattel. A supportarlo sempre Phluid, a Broadway, New York, ancora oggi il primo negozio al mondo privo di genere.
Mattel ha testato la bambola con 250 famiglie in sette stati, tra cui 15 bambini che si identificano come trans, genere non binario o genere fluido e raramente si parla di questi esiti. Monica Dreger, responsabile delle opinioni dei consumatori di Mattel, ne ha parlato con i media americani dicendo: “Questa è la prima bambola neutra di genere che puoi far trovare sotto l’albero ed è per tutti, molti bimbi ci hanno manifestato disagio proprio per i regali ricevuti”.

Lo slogan dice: “Una linea di bambole progettata per tenere le etichette fuori e invitare tutti.”

E proprio in questo mese si è saputo che un importante dizionario americano ha stabilito che “Loro” (“they”) può essere ufficialmente usato come un pronome singolare, non binario. Merriam-Webster, il più antico editore di dizionari in America, ne ha riconosciuto ufficialmente l’utilizzo come pronome singolare, non specifico per genere. Un’inclusione del genere è segno dei tempi e non è un’imposizione inventata: viene realizzata man mano che l’utilizzo della parola in questione cresce in popolarità, specialmente tra le persone che non si identificano né come maschi né femmine.



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