Magazine - Fine Living People
Fashion

Fashion - 11/01/2018

Ecco perché gli inglesi mettono Balenciaga in un museo

Fino al 18 febbraio al Victoria & Albert Museum un tributo allo stilista spagnolo che fece innamorare la nobiltà della moda che sperimentava. 100 abiti in mostra.

Cent’anni fa Cristobal Balenciaga apriva il suo primo quartier generale a San Sebastian, piccolo centro dei Paesi Baschi, nella Spagna settentrionale vicino al confine con la Francia. Una terra di mezzo, a cui lo stilista che negli anni 60 del Novecento fece girar la testa a le dame di tutta Europa, deve molto.

Tre dei libri venduti al V&A Museum di Londra con i lavori di Balenciaga.

Tre dei libri venduti al V&A Museum di Londra con i lavori di Balenciaga.

Perché il lancio globale glielo permise senza dubbio Parigi e tutta la corte di nobildonne che gli ruotava attorno. E soprattutto perché il suo stile seppe incantare il mondo e diventare uno spartiacque nel costituendo fashion business.

La sua città natale, Getaria, dal 2011 gli ha dedicato un museo di 4 piani, ma quando è il Victoria & Albert Museum di Londra che pensa a un tributo su grande scala (fino al 18 febbraio 2018), il mondo ne parla.

Elise Daniels con artisti di strada. Completo di Balenciaga. Le_Marais, Parigi 1948. Photograph by Richard Avedon The Richard Avedon Foundation

Elise Daniels con artisti di strada. Completo di Balenciaga. Le_Marais, Parigi 1948. Photograph by Richard Avedon The Richard Avedon Foundation

Si chiama Balenciaga: Shaping Fashion ed è un viaggio nella creatività e nell’abilità di “dare forma” del grande stilista spagnolo, non solo con riferimento ai propri abiti (100 esposti) ma anche ai sogni del pubblico e alle regole del gioco a cui giocava. Balenciaga ha dato forma a taffeta iconici negli anni 50, ha vestito di geometrie Alberta Tiburzi nei 60 (prima che la modella romana diventasse la “signora della luce” con la sua macchina fotografica) e ha scoperto materiali inusuali a Parigi.

Dall'Harper's Bazaar del 1967, Alberta Tiburzi nell'iconico vestito di Balenciaga. Hiro 1967.

Dall’Harper’s Bazaar del 1967, Alberta Tiburzi nell’iconico vestito di Balenciaga. Hiro 1967.

Una pratica largamente usata poi dai suoi protetti, che incoraggiava e lanciava a sua volta nel mondo della moda. Il tutto ben documentato dalla mostra con videoinstallazioni che gli inglesi hanno allestito, evidenziando anche le influenze che il maestro ha avuto sull’evoluzione dello stile mondiale.

Foto d’apertura: foto concessa da Cecil Beaton Studio Archive @Sotheby’s – Flamenco dress 1961 – Balenciaga.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
Society - 22/02/2018

Le foto all’ingresso dei party: “Lei non sa chi sono io!”

Sorridiamo e sgomitiamo tutti al suon di "Lei non sa chi sono io!". Fantasioso e azzeccato che quest [...]

Fashion - 15/12/2017

Drumohr e le lane superfini per l’urban chic del 2018

La famiglia Robertson in Scozia aveva iniziato nel 1700 a divulgare il concetto di eleganza preziosa [...]

Leisure - 16/10/2018

Le ossessioni iridescenti di Tomoko

L'arte crea connessioni, identificazioni. Ma quando spiazza e fa discutere, specie quella contempora [...]

Top