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Fashion - 28/06/2019

Euritmia del Sussurro: il Fashion Show 2019 degli student IED

Le 13 migliori collezioni di tesi dell'Istituto europeo di design a Milano raccontate in un’inedita installazione.

Le 13 migliori collezioni di tesi IED Moda Milano sono state raccontate in un’inedita installazione performativa e interattiva al Palazzo Castiglioni di milane, emblema dell’art nouveau di città.

Nell’evento assegnati anche i tre riconoscimenti al talento giovane e all’innovazione e designato il vincitore di Milano Moda Graduate 2019. Euritmia del sussurro, questo è il nome dell’evento, ha avuto come protagonisti i tredici migliori diplomandi IED Milano in Fashion Design, Shoes and Accessories Design e Jewelry Design. L’evento prende forma dal “sussurro”: i tredici progetti di tesi sono stati infatti presentati attraverso un’installazione con performance e suggestioni sonore, letteralmente sussurrate tra le sale dell’iconico edificio di corso Venezia.

Dopo l’inclusione nella classifica annuale delle migliori scuole di moda internazionali, elaborata da Business of Fashion, il Graduates Fashion show di colloca come l’ennesimo successo dell’Istituto Europeo di Design in pochi giorni.

 

“Alla base di tutti i lavori presentati si può riconoscere un solo, comune metodo di lavoro, fortemente ancorato alla tradizione del design italiano: una combinazione costante di creatività e competenze tecniche che conduce i designer IED a farsi autori dell’intera collezione, dall’idea creativa iniziale alla realizzazione dei singoli abiti e accessori” – commenta Sara Azzone, direttore di IED Moda Milano.

 

 

LE COLLEZIONI PROTAGONISTE

Giuseppe Serra.

  1. Sa Mama e Su Sole – Giuseppe Serra (Fashion Design)

Cosa proibita, scura il sole. Più scura del sangue. L’ora sesta si consuma dietro mute pareti di tufo che annullano il tempo, dietro il bianco e nero asciutto e la ripetizione dei gesti. In silenzio, le donne dispongono i rapidi bagliori emananti dalle frange seriche delle proprie vesti, dagli intricati disegni della buttonera in filigrana d’argento. Sono vestali a custodia di un mistero domestico, officianti per un rito di sobrietà.

  1. Stanno tutti bene – Giulia Camata (Fashion Design)

Un quadro metafisico, una provincia gelida e intorpidita. Dentro un interno borghese, la forma è contegnosa e altera, ma guardandola da vicino mostra delle fessure: uno mormorio smorzato, preannunciatore di manie inconfessate, eccede attraverso le linee di costruzione della silhouette, si mescola con le confortevoli superfici d’arredo, invade la strada. Dietro i simulacri del presente, l’abito viaggia, cerca una nuova epifania.

 

Domenico Del Gais

  1. Reclaim – Domenico del Gais (Fashion Design)

Il quadrato come ragione di bellezza. Compatto, crea sequenze ritmiche per la pura contemplazione. Inalterabile, costruisce reti flesse in moti rigorosamente simmetrici. Intangibile e certo, si articola in una serie di volumi densi, saldi, schierati senza esitazione sulle superfici morbide e tese. Uno nuovo spirito di modernità attraversa la figura di questi alabardieri, lo sguardo verso una ristabilita analisi dello spirito.

Theo Peaquin

  1. [UNCANNY_FUTUR] – Theo Peaquin (Fashion Design)

Il mondo senza astri, senza memoria. Un groviglio di pulsazioni elettriche in continua ridefinizione. Involucri di maglia asimmetrici e linee interrotte definiscono motivi sfuggenti, riflettono il caos. La superficie del mondo è un codice indecifrabile e sfocato dove la materia perde consistenza, le linee sembrano proseguire oltre il loro campo di appartenenza, lo schermo elettronico sostituisce il rapporto con l’oggetto.

Marcello Pipitone

  1. Bonola 1996 Marcello Pipitone MI – Marcello Pipitone (Fashion Design)

Rosso da toccare. Il rosso si getta in strada per ballare e parlare libero, si mescola agli altri colori che sono già arrivati o che scendono le scale a rompicollo. Il rosso sublima i ricordi, significa l’infinito.

Bianco da respirare. Correre sotto un cielo duro e monòcromo, uguale ai palazzi di cemento sconfinati, fa freddo ma non si sente. È una fortezza che custodisce l’identità, è una macchina del tempo. Vieni a giocare?

 

  1. The Body Shapes the Way We Play – Jie-Xin Xia (Shoes & Accessories Design)

L’occhio si apre, immerso nella materia trasparente e liquefatta, si fissa sulle membra per graffiare. La materia è satura, così tanto da diventare inesistente e insostenibile. Le membra si fondono, diventano superficie sottilissima, raggiungono il grado zero della significazione. Il volto si riflette in una stanza priva di specchi. L’occhio si chiude per diventare specchio, guarda dentro, fissando, per lacerare.

 

Anna Siccardi

  1. Binôme – Anna Siccardi (Fashion Design)

Portrait d’une dame en costume de l’amazone. L’incedere aristocratico, la perfetta uniforme proiettati su uno schermo urbano. Il risultato è classico: la complessità odierna non dimentica il passato ma lo filtra, restituendo la fusione di due anime. La linea nitida, lo schema cromatico sorvegliato, la discreta combinazione di diverse sensazioni tattili contribuiscono a produrre il distillato raffinatissimo di un’intera cultura.

Gianluca Zippo.

  1. D-EIVIOTION – Gianluca Zippo (Fashion Design)

Non essere martiri è martirio. Sotto il crudele raggio della luna, il corpo devoto si svuota, aprendosi a mille lacerazioni, dispiegandosi in affilate, sottili lamine. La tunica si gonfia, si sfalda, si trasforma nel grido di una rosa pallida e ricurva.

Il corpo arde, oscilla sui sentieri in salita faticosi e ciechi, nell’accecante tenebra degli uliveti, si consuma sotto i bagliori della liturgia. Allo stesso tempo, è vuoto e grazia.

 

Davide Paietta.

  1. Eterno Ritorno 45º54’11’’N 8º51’56”E – Davide Paietta (Fashion Design)

Il tempo senza tempo di un viaggio. Incapsulata in un piano sequenza, la coscienza resta immobile, contempla, azzera i molteplici stimoli cromatici e uditivi, diventa un omogeneo spazio bianco. Traghettato su un arco intangibile, l’individuo afferra la concretezza delle sensazioni tattili. Le tessiture gentili e scivolate, la ricerca di una pace cromatica ricominciano il viaggio, verso una estetizzata via d’uscita interiore.

 

  1. Quietivo – Francesca Locati (Jewelry Design)

La sensazione sublime prodotta dalla semplice, pura, ideale contemplazione del blu mentre si osserva il mare, mentre si scruta il cielo. Il blu agisce, qui, come una forza invisibile, sottesa ad un intero processo di meditazione. Il vetro trasparente diventa cosmo impercettibile, spazio infinito, aria, respiro e silenzio.

 

  1. Dovevo e invece sono – Pasquale de Lise (Fashion Design)

La ragione esiste, ma il sogno è più forte. O, forse, sono la stessa cosa? Muovendosi lenta su una corda sottile, la mente plasma il corpo, caricandosi in spalla le connotazioni del passato. È un dilemma culturale e l’unica risposta è l’astrazione: il corpo viene messo in questione, i sintagmi che lo compongono destrutturati per non venire più ricomposti. I volumi si aprono, scendono, salgono, spostano le funzioni del corpo, lo annullano.

 

  1. Ossimoro Plastico – Francesco Murano (Fashion Design)

Una nobile figura celeste, un’amazzone dalla bellezza casta e sovrumana. L’abito si scioglie e si stabilizza sulla pelle, diventa un recipiente eburneo preparato per giochi di luce e ombra immutabili. La struttura, apollinea e trasparente come un cristallo, si apre alla piega in una serie infinita di falde scolpite. Il panneggio si alza, le illusioni iniziali diventano sensazioni di gloria e leggiadria, la vita si trasforma in teatro.

Modelli Ynghao Sun

 

  1. Recovery – Yinghao Sun (Fashion Design)

Digiuni di sensibile, viviamo senza toccare nulla. Il bianco assoluto incanta e riduce la realtà, rivestendo figure senza genere, annullando l’identità. Mobili e angolosi allo stesso tempo, i capi vivono senza corpo. Disposti su una superficie piatta, rivelano le virtù dei tagli, assumono una inaspettata consistenza ornamentale. Fluttuando in una stanza fatta d’aria, i volumi riposano nella propria clinica precisione.

 

La direzione artistica dell’inedito IED Graduates Fashion Show 2019 è stata affidata a Olivia Spinelli, con interaction multi-design project a cura di Paolo Solcia e Solian Clerici della Scuola di Arti Visive IED Milano.

 

LE COLLABORAZIONI E I PREMI – Anche quest’anno è stata rinnovata la collaborazione tra IED Milano e l’azienda tessile Luxury Jersey, che sensibilizza i giovani designer sulle caratteristiche del tessuto a maglia, jersey e interlock e sulle sue infinite possibilità di utilizzo. La Luxury Jersey ha infatti fornito i tessuti ai partecipanti del concorso, che hanno potuto sceglierli personalmente durante le visite all’azienda, e messo in palio un premio. Quest’ultimo, che consiste in un riconoscimento in denaro, una fornitura di tessuti e la possibilità di collaborare con la Luxury Jersey, è stato assegnato ad Arianna Ablondi Pedretti (collezione donna) e una menzione speciale a Domenico del Gais (collezione uomo).

 

Inoltre, tra i 13 studenti che hanno presentato le proprie creazioni, Pitti Tutoring & Consulting ha assegnato il “Pitti Tutoring & Consulting Reward” a Giuseppe Serra. Al giovane creativo sardo autore di Sa Mama e Su Sole l’opportunità di effettuare tre incontri con Luca Rizzi (Tutoring & Consulting Director) che riguarderanno tre specifiche tematiche – Portfolio Review/Setup, Orientation Meeting e Strategy Meeting – utili al sostegno e alla guida dei designer di maggior talento nel loro percorso professionale.

 

Per il terzo anno consecutivo, Sara Maino – Deputy Editor in Chief di Vogue Italia e Head of Vogue Talents, ha conferito il Premio Franca Sozzani, uno Special Award intitolato allo storico Direttore Vogue Italia e, per oltre dieci anni, Direttore Scientifico di IED Moda Milano: ad aggiudicarsi il riconoscimento il diplomando Francesco Murano, già vincitore (lo scorso 14 giugno) di “Milano Moda Graduate 2019”. Murano ha convinto la giuria con la collezione Ossimoro Plastico.

Finalisti IED a Milano Moda Graduate 2019 anche Alessia Scasserra e Domenico Del Gais, quest’ultimo selezionato per la creazione di uno speciale outfit dedicato alla sezione YKK Italia, main partner dell’evento.

 

 

Testo a cura di Francesca Salza

Photo Credits: Greta Gandini



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