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Fashion

Fashion - 17/01/2021

I meravigliosi set delle video-sfilate di Milano Moda Uomo 2021

Fendi, Zegna, Iceberg, Etro, Kiton: i primi giorni di catwalk digitali hanno messo in luce una fantasia tutta italiana che ha prodotto dei veri fashion film.

Sul sito della Camera della Moda Italiana c’è un campionario di inventiva e creatività senza paragoni per sopperire alle mancanze delle sfilate dal vivo in questo avvio di 2021. Milano Moda Uomo 2021, per le presentazioni di moda del prossimo inverno 2021/22 sta mettendo alla prova (con successo) un sacco di menti creative. E la kermesse milanese si reinventa così con successo.

Ermenegildo Zegna ha scelto un’ambientazione architettonica metropolitana di grande fascino che addirittura prevede una sceneggiatura e interazione dei modelli in diverse location. Un video pre-registrato ovviamente, con una cinematografia accattivante che sfrutta anche l’effetto del giorno e notte e la dicotomia tra l’interno e l’esterno della portabilità dei capi. Un effetto che nella sfilata live non si sarebbe mai potuto avere. Così si passa dalla strada alla home disco con estrema naturalezza, ma si sta assistendo a un fashion film, più che a una sfilata.

Fendi ha ambientato il defilè in uno scenario costellato di tecnologia e luci da club scene dove si è giocato molto sull’apparizione sullo schermo di dettagli e visioni d’insieme, un altro aspetto che spesso si perde nel vortice live delle sfilate on location.

Iceberg si è invece affidato all’effetto telecamere a circuito chiuso per raccontare una collezione calda e di ampi volumi, per l’inverno 2021/22.

Kiton, in omaggio alla tradizione sartoriale napoletana, ha invece optato per un vero documentario dove il tailor made incontra la bellezza del mercato. Si vede tutto in questo clip: l’intervista ai titolari, la bottega e il laboratorio, lo scintillio del servizio fotografico. E la collezione invernale 2021-22 splende in un’ambientazione basic per risaltare coi dettagli preziosi e la famosa “K” declinata sugli accessori.

Etro ha sceneggiato la sfilata con particolare cura alle luci. Il set di una location post-industriale sembrava sospeso in un eterno tramonto dai colori caldi. Nonostante la sala fosse vuota nelle immagini, sembrava popolata da tante idee affollatissime.

L’impressione iniziale, anche dettata dall’entusiasmo di vedere l’esplorazione di una nuova possibilità, è che gli studi creativi delle maison soprattutto italiane abbiano dato il meglio sotto ogni aspetto. Luci e fotografia di questi mini-movie sopperiscono con egregia maestria e suggestione agli happening chiassosi dal vivo. E chissà che non diventi anche questa, integrata nella realtà, una nuova normalità per la moda che verrà.



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