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Fashion - 24/10/2019

La rivoluzione moda sostenibile alla Venice Fashion Week

Recuperare tessuti unici senza scarti. Patrick McDowell e Tiziano Guardini hanno illuminato di creatività la giornata green tra Italia e UK.

UK-ITALY: Lessons in Sustainable Fashion, secondo capitolo della conferenza organizzata dal Department for International Trade, è stata una giornata di approfondimento nel fashion in occasione di Venice Fashion Week e del Sustainable Fashion Day. Conversazioni sulla moda sostenibile con docenti del London College of Fashion –UAL e Università Iuav di Venezia, con gli stilisti Patrick McDowell e Tiziano Guardini, moderate da Marina Spadafora di Fashion Revolution.

La sede italiana del Department for International Trade (DIT) ha scelto Venezia per organizzare un’intera giornata di eventi sulla sostenibilità che ha coinvolto artigianato e giovani stilisti internazionali. Dopo la conferenza, gli stilisti ospiti Patrick McDowelle Tiziano Guardini hanno presentato le loro collezioni con due tableau vivantscenografici e mostrato in anteprima i capi realizzati in collaborazione con Alto Artigianato di Venezia.

Nella città simbolo della sfida alla sostenibilità, dove istituzioni pubbliche e private stanno investendo per la sua salvaguardia, tanto dall’affondamento quanto dal turisimo invasivo, il Department for International Trade ha invitato istituzioni e imprenditori alla seconda conferenza sul tema moda sostenibile, dopo quella organizzata a Firenze lo scorso gennaio durante Pitti Uomo.

Questa volta il confronto UK-Italia ha affrontato la formazione della prossima generazione di stilisti e l’educazione del consumatore del futuro. A moderare gli interventi èstata chiamata Marina Spadafora, capofila in Italia del movimento Fashion Revolution. Fondata in Regno Unito per promuovere consapevolezza sull’impatto che la produzione e il consumo della moda possono avere su ambiente e risorse umane, Fashion Revolution è oggi una campagna globale.

Sfilata di Tiziano Guardini.

Le speaker del mondo accademico scelte dal team Moda di DIT sono state Jose’ Teunissen, Rettore della School of Fashion Design presso il London College of Fashion UAL ed Elda Danese, docente di Tecnologie del Tessuto e Design della Moda presso l’Università Iuav di Venezia, che si sono confrontate sull’approccio didattico dei rispettivi atenei al tema della sostenibilità.

La seconda sessione del talk ha visto protagonisti due giovani stilisti, il ventitreenne britannico Patrick McDowell, originario di Liverpool e laureato alla Central Saint Martins, stella nascente della moda Brit sul fronte eco, e il pluri-premiato stilista della natura Tiziano Guardini, vincitore nel 2017 del Green Carpet Award come best emerging designer.

I due stilisti anno parlato del loro percorso e delle loro scelte per fare una moda bella ma rispettosa dell’ambiente, ognuno sfruttando al meglio le risorse e i materiali a loro disposizione.

La conferenza è stata aperta da un saluto dell’Ambasciatore britannico in Italia Jill Morris. “Sono felice che Regno Unito e Italia abbianoraggiunto un accordo di partenariato per la presidenza della Cop26, la Conferenza mondiale delleNazioni Unite sul clima prevista per la fine del 2020. Il nostro intento è rafforzare la già grande collaborazione tra le industrie della moda britannica e italiana per garantire il rispetto dell’ambiente”.

Il saldo degli scambi commerciali nel comparto moda-tessile tra Italia e Regno Unito nel 2018 èstato pari a Euro 1.660.734.000 (dati Istat). L’industria della moda contribuisce all’economia britannica con un valore di oltre 32 miliardi di sterline e con 890,000 posti di lavoro. In linea con l’impegno del governo per una clean growthistituzioni, aziende e stilisti britannici stanno portando avanti campagne e iniziative per ridurre l’impatto sull’ambiente di tutte le tappe del processo di produzione e distribuzione del prodotto moda. Marina Iremonger, responsabile del settore Moda presso il Department for International Trade Italia, si è fatta promotrice di una moda responsabile ed etica fin dal 2011, con la collettiva The Green Closet durante la settimana della moda milanese. “A quei tempi visitare la sezione Estethica della London Fashion Exhibition mi aveva grandemente ispirata e incoraggiata a creare qualcosa di simile in Italia”.

Modelli di Patrick McDowell in foto di Roberto Rosa (anche foto d’apertura)

 

Nell’ultima edizione di settembre il salone londinese è stato interamente dedicato alla Positive Fashion, declinata nelle tre sezioni sostenibilità, artigianato e diversità. Quando ho saputo che anche per la Venice Fashion Week queste sono le tre principali aree tematiche ho deciso di farne parte con la nostra conferenza”.

Gli stilisti Patrick McDowell e Tiziano Guardini sono stati invitati non solo a parlare all’incontro, ma anche a mostrare le loro ultime collezioni nelle sale del Ca’ Sagredo, dove modelle di diverse età ed etnie hanno presentato i capi in formato tableau vivant.

Inoltre, grazie a DIT e a Tavolodella Moda-CNA Veneto, i due giovani creativi sono stati presentati adaziende storiche di Venezia per creare capi e accessori esclusivi che coniugano design contemporaneo e alto artigianato.

A Tiziano Guardini sono state affidate alcune pregiatissime stoffe dell’Antica Tessitura Bevilacqua per la creazione di una capsule collection. Patrick McDowell ha avviato una collaborazione con Orsoni Venezia 1888, di cui ha recuperato tesserine di mosaico per creare una linea di accessori. La collezione di abbigliamento di Patrick, presentata con una sfilata alla Helsinki fashion week lo scorso luglio, è stata realizzata grazie al supporto di Burberry, di cui ha usato avanzi di tessuti, e di Swarovski, con i cui cristalli ha impreziosito scarpe e borse. Da ragazzino Patrick creava abiti con stoffe di recupero, “Io l’ho sempre fatto, cosi’ quando ho sentito parlare di sostenibilità ho pensato –ah ecco come si chiama quello che sto facendo!”.



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