25 Febbraio 2024

Martino Midali si racconta: moda in bianco e corallo

Al Salone delle Colonne del Museo della Scienza e Tecnica di Milano, lo stilista ha mandato in passerella una collezione ricca di eleganze cromatiche. L'incontro ravvicinato con l'ineasauribile mente creativa di un marchio in continua ascesa.

25 Febbraio 2024

Martino Midali si racconta: moda in bianco e corallo

Al Salone delle Colonne del Museo della Scienza e Tecnica di Milano, lo stilista ha mandato in passerella una collezione ricca di eleganze cromatiche. L'incontro ravvicinato con l'ineasauribile mente creativa di un marchio in continua ascesa.

25 Febbraio 2024

Martino Midali si racconta: moda in bianco e corallo

Al Salone delle Colonne del Museo della Scienza e Tecnica di Milano, lo stilista ha mandato in passerella una collezione ricca di eleganze cromatiche. L'incontro ravvicinato con l'ineasauribile mente creativa di un marchio in continua ascesa.

Il famoso stilista lombardo Martino Midali ha scelto la suggestiva sala delle “Colonne” del “Museo della Scienza e della Tecnica” di Milano per la sua sfilata Fall/Winter 2024. L’essenza femminile è l’autenticità che abbraccia varie sfaccettature delle personalità di ogni donna. Martino Midali ha tradotto questa visione in una moda inclusiva e democratica, pensata per tutte le donne che indossano le sue creazioni disegnate come un manifesto, su di loro e per loro. Esattamente come nella sfilata vista nella settimana di Milano Moda Donna, interpretata non solo da modelle ma, come di consueto, anche da 6 donne comuni, tutte diverse ma tutte unite dalla scelta di vestire Martino Midali nel loro quotidiano.

Che importanza ha questo museo dove è andata in scena la tua sfilata?

In prima media ho visitato con la mia classe il museo della “Scienza e della Tecnica”. Arrivare da Mignete nella grande Milano, era già un viaggio misterioso e prodigioso: quelle immense sale mi evocarono grandi suggestioni. Oggi, dopo cinquant’anni, quel luogo è stravolto, diviso per aree, con sale laboratoriali gestite da tanto personale efficiente. É come fare un salto temporale con una capricciosa macchina del tempo, ed essere ribaltati in una realtà sconosciuta, in cui mi ritrovo a presentare la mia collezione. Mi ha ricordato la serie “The Crown”, quando la regina Elisabetta si confronta con se stessa bambina, che non riconosce più. Quel giorno, ero lo stilista Midali, completamente diverso da quel bambino campagnolo che scruta curioso e ipnotizzato, seminascosto tra le pieghe della gonna di mamma, le mise delle signore ai matrimoni. Quello scrutare, ha scritto la professione futura: nella mente rincorrevo i ghirigori, che sarebbero diventate le linee e le volute dei modelli futuri. In sostanza, ho attraversato una vita che non ritorna indietro, e di cui spero di essere un riassunto serio e costruttivo, ma pure fantasioso e vibrante.

Seventies nel rosso squillante, e decisamente sofisticati grazie ai dettagli delle texture. Il fascino irresistibile dell’essenziale firmato Midali si ferma sulla maglieria, che si riappropria di forme morbide e scivolate, incantandosi con il layering di strati morbidi e scambiabili tra di loro, aprendosi a nuove identità, come nella combo giacca e gonna scampanata. Fluidità è la direzione anche materica del jersey e delle sue pesantezze, della lana cotta, del tessuto spettinato e del denim oltre che della pelliccia colorata. La palette è gentile e avvolgente e sceglie il carta da zucchero e il grigio, il black&white rigato, il ciliegia fruttato, il rosso e il nero, il panna delicato. La collezione FW24 di Martino Midali è stata resa unica dai cappelli firmati Alessandro Finessi, pezzi unici creati con le stesse texture dei capi in passerella e nati all’insegna di quei concetti di artigianalità, sartorialità ed esclusività che hanno permesso al creativo di imporre la sua arte.

Che tempi sono per la tua professione?

Al momento fare impresa non è affatto facile. La mia, è un’azienda creata dal nulla che dà lavoro sul territorio italiano, ma si è stritolati da molteplici problematiche. Sta saltando la classe media, che è quella a cui fare riferimento come clientela. Uno come me, ha lottato per raggiungere proprio quel livello sociale, avendo conquistato un posto al sole senza aiuti, forte di un talento, che ha portato a un successo insperato, eppure sognato ad occhi aperti, negli anni della gioventù. Resta l’amore per il lavoro: per fortuna, la filosofia esoterica mi aiuta a dare un senso alle cose, anche quando fatico a trovarlo con la logica.

Bianco, nero e corallo. Ci racconti le idee dietro queste scelte di colori?

Il bianco è un must della “Fall Winter 2024”, un colore sempiterno in Estate, dove aggiunge luce alla luce, adesso sdoganato per l’Inverno a cui dona un chiarore addosso che contrasta con i grigiori della stagione. Il nero è un colore neutro, che aiuta la donna, in qualunque umore si trovi, ad esporsi con tranquillità in ogni situazione giornaliera. Col nero, non si sbaglia mai: è un jolly. Il corallo da me scelto, è un corallo nuovo, polveroso e rassicurante, una carezza visiva che si adatta a tipi di donne diverse, dai colori mediterranei, o più settentrionali ed algide.

Anche un delicato pervinca ha contribuito alla raffinatezza della collezione.

Una tinta che amo molto, e che regala un soffio di raffinata e delicata serenità, alle curve ampie e ondeggianti dei miei capi. Inoltre è di facile abbinamento: si può giocare con qualunque nuance del pantone dei colori. Mi piace molto pure nella mia maglieria, dove risulta molto persuasivo, e di cui sottolineo l’italianità dei prodotti, tutti filati italiani, dove il merinos rappresenta per qualità il top di gamma.

Il fascino irresistibile dell’essenziale firmato Midali si ferma sulla maglieria, che si riappropria di forme morbide e scivolate, incantandosi con il layering di strati morbidi e scambiabili tra di loro, aprendosi a nuove identità, come nella combo giacca e gonna scampanata. Fluidità è la direzione anche materica del jersey e delle sue pesantezze, della lana cotta, del tessuto spettinato e del denim oltre che della pelliccia colorata. La palette è gentile e avvolgente e sceglie il carta da zucchero e il grigio, il black&white rigato, il ciliegia fruttato, il rosso e il nero, il panna delicato. Un racconto tutto al femminile in cui l’anima stessa è data dalle donne che, vestendo Martino Midali, hanno scritto un capitolo della loro storia personale. A cominciare dalla vulcanica Gisella Borioli che ha fatto dell’arte il centro della sua vita e di quello che indossa, e da Chiara Ferella Falda la cui creatività senza confini si ritrova esattamente nei capi ricercati del suo quotidiano.

I capispalla restano centrali nel tuo impianto.

I cappotti sono capi importanti, creati con i nostri telai italiani. Un acquisto magari impegnativo, ma eterno, che metti nell’ armadio e te lo trovi tutta la vita. Ho selezionato tre lunghezze, che strizzano l’occhio agli anni ‘70. Ho accantonato le forme morbide, ed optato per linee più strette, ma di grande vestibilità. È proprio per questo, ho messo in produzione tre taglie differenti, convinto che possano stare addosso a donne più asciutte, come a signore più morbide: smagrisce comunque.

Sei stato applauditissimo. Mi spieghi questo afflato con il pubblico milanese?

Le signore milanesi non mi lasciano mai: sono stato molto applaudito già alla seconda uscita. Mi sono sorpreso perché non è così scontato. Da dietro le quinte, ho percepito una chimica speciale: il pubblico era convinto e consenziente, ed è scattato quel quid di approvazione, che mi ha fatto rivivere lo stesso entusiasmo, di quando in questo museo, ho scovato il primo tirannosauro.

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Cinzia Alibrandi

Autrice messinese ma milanese di adozione, laureata in Lettere presso l'università "La Sapienza" e diplomata all'"Accademia di arti drammatiche" di Roma. Ha un passato di attrice, specialmente teatrale, con qualche incursione nel cinema. Oggi insegna italiano e storia nel triennio di Architettura del liceo artistico milanese "Boccioni", dove ha ideato, organizzato e curato i "giovedì letterari", aperti sul territorio, per la biblioteca, intervistando autori italiani di spicco nel panorama nazionale. È sei volte edita con 'Anna e i suoi miracoli' - Armando Siciliano editore, 'Petali di Marta' - Ensemble e con 'Torna a casa lettera' - Ensemble, Collana Pongo (di cui è stata inventrice e direttrice editoriale), 'Storie di amori e disamori- dalla A alla Z e ritorno’ - Giulio Perrone Editore, 'La vita é così' - Mondadori/Piemme, scritto con la famosa attrice Dalila Di Lazzaro, e sua biografia, e la biografia scritta con il noto stilista lombardo Martino Midali pubblicata da Cairo ‘La stoffa della mia vita-un intreccio di trama e ordito’, presentata a Milano da Jo Squillo, a Roma da Stefania Sandrelli, a Napoli da Marisa Laurito. Cinzia Alibrandi ha promosso e ha girato in Italia e all'estero (Dublino e Londra) con degli happening legati al lancio dei suoi libri, stabilendo un ponte culturale con noti stilisti (Chiara Boni, Maria Grazia Severi, Martino Midali, Cettina Bucca, Josè Lombardi, Gerardo Orlando, e le siciliane Tina Arena, Milena Bonaccorso, Miluna) ed orafi raffinati (Stroili, Stellina Fabbri, Francois Larnè, Pippo Alvaro). I suoi romanzi hanno la prefazione prestigiosa dell’autore internazionale Andrea G. Pinketts; "Petali di Marta" si avvale della copertina a opera della fotografa di moda Agnes Spaak, sorella dell'attrice Catherine. Ha vinto il 'Premio Sicilia'- sezione Letteratura nel 2014; il Premio 'Orgoglio siciliano' nel 2015 - sezione Letteratura; il Premio Speciale alla Carrera al T.A.R.C. Pagliara 8^ Edizione nel 2019. Ha ideato e ha curato per "Assodigitale"per un biennio una rubrica settimanale molto seguita, "tacco & stacco". È giornalista professionista e collabora in modo fisso con i settimanali ORA, VOI, TUTTO, dove intervista le star, e ha una rubrica fissa in cui scrive di amore e tematiche di coppia nel mensile “LEI STYLE”, e intervista i più grandi pensatori italiani.
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