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Fashion

Fashion - 05/03/2018

Massimo Crivelli, stilista sensibile

Fashion inclusiva per Iulia Barton che ha invitato lo stilista di Varese. Una moda adatta all'eleganza femminile

Massimo Crivelli è uno stilista sensibile e dalla genialità creativa. Sostiene la Fondazione Vertical e Iulia Barton, l’agenzia di moda che lavora in contesti insoliti e con i disabili, fin dai loro esordi e il brand quest’anno ha sfilato proprio all’evento di Barton per l’inclusione di tutti nel fashion system.

massimo crivelli the way magazine 2018 (3)

Le foto dell’evento di Julia Barton sono di Dario Raimondi.

Alla sfilata-evento del Teatro Vetra di Milano al termine dell’ultima fashion week era presente Carlo Capasa  presidente della Camera della Moda Italiana e i sei stilisti invitati hanno mandato in passerella modelle con amputazioni, o in carrozzella e normodotate. Il pubblico pagante ha devoluto con l’incasso che ha contribuito a costituire, i proventi ai laboratori degli ospedali  Niguarda Ca’ Granda e San Paolo Hospital.

FUSION – La collezione autunno/inverno 2018-19 di Massimo Crivelli è chiamata Fusion dal segno alla forma perché includeva i grafisimi dell’immaginario animale visti attraverso la lente di un oriente mitologico tra Kunioshi ed Ertè. Reinterpretati e trasformati in forme e volumi proiettano la collezione ai nostri giorni tra suggestioni che sfiorano gli stili di un secolo, dagli anni ’30 ai ‘60 agli anni 80.

La firma di Crivelli è sempre nel territorio dell’eleganza sofisticata che è coniugata con ricerca e innovazione, tanto che l’arte del disegnare un look completo è sempre vista come singolo “masterpiece” dallo stilista nato a Varese che ha iniziato nell’azienda tessile di famiglia. Tagli geometrici e suggestioni architettoniche sono i suoi marchi di fabbrica.

La collezione vuole vestire con stile il quotidiano, proponendo dei look con una forte personalità di stile ma abbinabili con capi dall’aspetto e dalle fantasie tipicamente daywear. Le linee di avanguardia non vanno mai oltre la portabilità e la naturale femminilità mentre l’apparente rigore è sempre attualizzato e velatamente ironizzato da accenni di sportswear o di darkglamour.



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