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Fashion

Fashion - 22/12/2019

The Phluid Project chiude a New York ma aprirà pop-up nel mondo

Dopo due anni di rivoluzioni di vicinato, lo store chiude in America. Ma Rob Smith promette: "Non finiremo le relazioni con i nostri clienti".

Già nella scelta del nome, la dichiarazione era ovvia. In epoca di gender-fluid, il brand fashion Phluid ha fatto la sua rivoluzione a New York. La definizione esatta della moda che è venduta da Phluid Project è: Gender Neutral Clothing. Fra qualche settimana chiude il negozio fisico, ma si amplificano (e lo speriamo vivamente) le possibilità. “Quasi due anni fa abbiamo iniziato un viaggio – racconta Rob Smith, il fondatore – . Un viaggio per aprire uno spazio privo di giudizio. La nostra missione: costruire un’azienda fondata sui valori, sfidare i costrutti sociali intorno all’espressione di genere e abbracciare le persone e tutte le identità di genere. Creare uno spazio in cui ogni persona avesse l’opportunità di esplorare e celebrare il proprio io autentico. Unirsi a un movimento in crescita e dare spazio a una comunità per riunirsi e riunirsi attorno a idee, sfide e celebrazioni. Con oltre 200 eventi, abbiamo amplificato la nostra voce e il mondo ha notato”.

In verità Phluid con i suoi eventi e la pubblicità online ha fatto molto più che vendere vestiti. Ha creato identità e dignità, ha fatto informazione, ha spinto i propri dipendenti a una formazione adeguata sull’identità sessuale. E questa mission, secondo Smith, continuerà.

“La posizione del negozio era strategicamente scelta dove c’era accesso facile per i visitatori di tutto il mondo. Con oltre 100.000 ingressi, siamo diventati una destinazione per persone provenienti da tutto il mondo, un paradiso  dove venire liberi, sicuri e senza pregiudizi. Il team, l’anima del business, ha portato tanta gioia a tutti coloro che varcavano le nostre porte. L’apertura di un negozio fisico è piena di sfide, soprattutto negli ultimi tempi. Ma è il mio più grande risultato è l’aver dato opportunità di relazioni infinite e una profonda comprensione e apprezzamento per la comunità a cui ci riferiamo. Relazioni che continueranno a crescere e ad alimentarsi mentre avanziamo in questo viaggio attraverso la vita”.

Smith, che è consapevole che quello che è stato fatto nel negozio di 3mila metri a Manhattan “resterà nei libri della moda“, ha avuto un’esperienza trentennale nell’ambito del retail. Ma evidentemente nell’America del 2019 non c’è spazio per uno sviluppo deciso di un concetto così rivoluzionario: l’abolizione di generi nell’abbigliamento.

Però non tutto è negativo in questa chiusura annunciata per gennaio: “Nello spirito di abbracciare la fluidità, di non essere legati a un solo modo di essere, ma di trovare la libertà nell’esplorazione, abbiamo deciso di abbracciare l’impermanenza e dire addio al nostro spazio fisico a 684 Broadway. Abbiamo fatto ciò che abbiamo deciso di fare, e ora è il momento di concentrarci sulla prossima fase di Phluid. In questo nuovo anno, continueremo la nostra piattaforma social, ci baseremo sul nostro sito Web esistente, coinvolgeremo la nostra community in modi nuovi ed entusiasmanti, ci presenteremo in tutto il mondo con pop-up, vogliamo collaborare con marchi di livello mondiale per creare spazi sicuri affinché la nostra comunità possa prosperare”.

Scarpe gender-free da Phluid.

Una decisione difficile, ammette Smith, quella di chiudere un negozio così importante: “Ma, abbiamo realizzato ciò che ci siamo prefissati di fare e abbiamo aumentato la consapevolezza e siamo liberi dai contratti che non abbiamo mai accettato di firmare. Questo è il nostro mondo”.

Prima del 24 dicembre nello spazio fisico a New York ci sarà il ​​25% di sconto sull’intero negozio. Poi a gennaio la chiusura dello spazio e la partenza con i pop-up store nella west coast degli USA. Forse lo sbarco in altri punti del mondo e, allo studio, un allargamento della linea al wellness e ai prodotti di salute. Ci sarà ancora tanto Phluid, nel 2020, per chi vorrà.



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