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Fashion

Fashion - 12/04/2018

Ulturale, le cravatte fatte a mano, come una volta

La nuova collezione di cravatte coniuga la tradizione sartoriale partenopea con linee moderne e stile rivoluzionario.

Ulturale è sinonimo di cravatta, è sinonimo di stile, è sinonimo di eccellenza italiana e paradigma della tradizione sartoriale napoletana. La famiglia Ulturale operava nel mondo dell’abbigliamento maschile già da diversi anni quando Vincenzo – figlio del capostipite Mario – decise di lanciare la propria linea di cravatte interamente realizzate a mano.

culturale nadia amideo

la store manager Nadia Amideo aiuta il nostro Enzo Latronico nella scelta della sua prossima cravatta.

Il recente ingresso di nuovi partner milanesi ha determinato una ristrutturazione del marchio che è ora pronto a conquistare i mercati internazionali. Le cravatte Ulturale coniugano lo stile senza tempo delle manifatture e l’eleganza dei preziosi tessuti  conferendo fascino e personalità a colui che le indossa. Per questo Ulturale il 14 aprile presenterà la nuova collezione Sprin/Summer 2018 presso la propria boutique di Napoli in via Carlo Poerio 115 a partire dalle ore 11. Per tutti gli ospiti ci sarà un Sciuscà corner con servizio di lustratura scarpe gratuito, oltre naturalmente a sigari e bollicine.

Indubbiamente la cravatta è l’accessorio maschile più elegante e ripercorrendo la sua storia scopriamo che il 1880 è l’anno che vede nascere la cravatta così come la conosciamo, fu proprio a partire da quell’anno infatti, che i membri dell’Exter College di Oxford presero l’abitudine di legarsi intorno al collo i nastri dei loro cappelli di paglia (boater hat) con un piccolo e semplice nodo creando così la prima vera cravatta.

Così pensata, era più da considerarsi come una cravatta per club mentre la prima cravatta a disegni fu la Macdesfield tie, che prese il nome da una cittadina inglese nota per la lavorazione della seta.

Intorno al 1900, vennero create cravatte con particolari disegni destinate a un gruppo di persone, le quali dovevano dimostrare la loro ascesa sociale e tra queste vi erano anche le cravatte Regimental, cosiddette perché i colori (a righe oblique) rappresentavano i vari reparti dell’esercito e della Royal Navy.

Nella sua forma attuale la cravatta moderna esiste dal 1924, anche se è possibile scorgere esemplari simili nel periodo precedente la Prima Guerra mondiale, prima di questa data tutta via, i tessuti erano piuttosto leggeri e tendevano a consumarsi con rapidità, fu il newjorkese Jesse Langsdorf a trovare la soluzione, ricavò la cravatta tagliando il tessuto con un angolo di 45° rispetto alla precedente che era detta drittofilo, inoltre, non impiegò una singola striscia di seta, bensì tre che poi venivano cucite insieme; fu così brevettata ed esportata in tutto il mondo. Ancora oggi le cravatte che portiamo sono fatte così.

Con Ulturale si arriva a una “rivoluzione” di stile e di taglio, sue infatti le cravatte a 2 pieghe Tie e Tol queste ultime con un bottone d’argento sul retro. Le famose 7 pieghe English, Sfoderate e Tie, impreziosite da un cornetto in puro corallo rubrum posto al loro interno, e ancora, le 3 pieghe English e Sfoderate per concludere con la cravatta 10 pieghe.

Un lavoro prezioso, di ricerca e alta sartoria che ha fatto dell’accessorio maschile più formale, un capo irrinunciabile. Evento organizzato dalla Store Manager Nadia Amideo in collaborazione con Stile Maschile edizioni.



Enzo Latronico
Sceneggiatore e giornalista, laureato in Scienze dell’educazione e della formazione, Enzo Latronico è il nostro esperto del grande schermo. Ha scritto il documentario "I musei di Palazzo Farnese" e ha diretto per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il docu-movie "A memoria d'uomo". Autore del libro "Ugo Pirro. Indagine su uno sceneggiatore al di sopra di ogni sospetto" e della sceneggiatura del film "Solo di passaggio" (regia di Alessandro Zonin, ispirato alla novella di Dino Buzzati, Il mantello), in concorso ai David di Donatello tra i corti. Al Palazzo Farnese di Piacenza ha curato la grande mostra sul cinema "Le macchine del sogno. Dai Lumière al cinematografo". Fondatore e direttore del blog/magazine cinemascritto.wordpress.com, è studioso della cinematografia di James Bond e Star Trek.
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