17 Novembre 2021

Anche i menù orientali vogliono vino italiano

Cronaca di una degustazione italo-cinese al Giardino di Giada di Milano con i vini della cantina Rubinelli Vajol.

17 Novembre 2021

Anche i menù orientali vogliono vino italiano

Cronaca di una degustazione italo-cinese al Giardino di Giada di Milano con i vini della cantina Rubinelli Vajol.

17 Novembre 2021

Anche i menù orientali vogliono vino italiano

Cronaca di una degustazione italo-cinese al Giardino di Giada di Milano con i vini della cantina Rubinelli Vajol.

Vini della tradizione italiana e piatti della tradizione cinese sono andati di pari passo al Giardino di Giada, uno dei ristoranti orientali più famosi d’Italia. Si tratta della prima location culinaria della comunità cinese a Milano dove ha preso il via una serie di serata dedicate all’abbinamento di specialità cinesi e di vini Made in Italy. Già nel passato il ristorante ha organizzato eventi di questo tipo, avvicinando la cultura gastronomica orientale al buon bere italiano.

Durante questo primo appuntamento della stagione autunnale, abbiamo assaggiato i rossi della Valpolicella della cantina Rubinelli Vajol. A questi sono stati accostati i piatti elaborati dal Chef Zhao realizzati anche con ingredienti di stagione come gli involtini di zucca e i ravioli di verdure e funghi, proposti con un ordine ben preciso per massimizzare al meglio il godimento dei sensi.

Rubinelli Vajol incontra la cucina cinese del Giardino Di Giada a Milano. In questa foto uno dei piatti forti del locale milanese tra i più antichi della comunità in Italia: l’anatra alla pechinese con le piadine di accompagnamento. In foto d’apertura: la pancetta alla poeta stufata e l’amarone della cantina nel cuore della Valpolicella classica.

L’evento ha visto la presentazione di Nicola Scienza, titolare della Cantina, e di Gigi Chin, proprietario del Giardino di Giada, che hanno proposto i retroscena dietro l’inedita accomppiata, spunti e segreti sul tema che hanno contribuito a sfatare alcuni miti sulla cucina cinese, non ultimo l’impossibilità di abbinamento con vini delle eccellenze italiane.

Giardino di Giada si rende così interprete di un vero momento di accostamento di culture. Nel momento in cui l’Amarone della Valpolicella Rubinelli Vajol confezionato in una speciale scatola artigianale in rovere realizzata con il legno delle botti, sta per essere lanciato come idea regalo per Natale.

Prelibatezze cinesi e vini italiani al Giardino di Giada. Rubinelli Vajol produce esclusivamente bottiglie numerate dei cinque vini rossi della Valpolicella classica: amarone, ripasso, valpolicella classico superiore, valpolicella classico, recioto. In tutti sono presenti i cinque vitigni autoctoni della Valpolicella: Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara e Oseleta. La polifonia di profumi e sapori dei cinque vitigni autoctoni viene tutelata con l’utilizzo esclusivo di grandi botti di rovere francese e di Slavonia, che durante il lungo periodo di affinamento conferiscono un equilibrato apporto di legno, atto a preservare ed esaltare gli intensi aromi di frutta.

La cena evento ha previsto nove portate, dall’antipasto al dolce, e quattro bicchieri di vino rosso: Valpolicella Classico Superiore, Valpolicella Ripasso Classico Superiore, Amarone della Valpolicella Classico, Recioto della Valpolicella.

Abbiamo degustato un antipasto autunnale freddo con verdure, involtini di zucca e i prelibati “fatti in casa” Xiao Long Bao, i ravioli speciali di Shanghai con carne e brodo. Un’altra variante di questo piatto per cui Giardino di Giada è famoso sono i ravioli di verdure con funghi. Il pezzo forte equiparabile al nostro secondo è l’anatra laccata alla pechinese con crepes fatte a mano dallo chef.
Altri piatti di carne per cui la location è famosa sono le pepite di pollo del contadino cinese e il tradizionale Dong Po Rou – Pancetta alla Poeta. Più semplici ma allo stesso modo saporite le costine d’agnello con spezie orientali.0
Il pasto è terminato con un dolce fatto in casa (per info su eventi successivi a Milano Giardino di Giada | Via Palazzo Reale 5 )

Abbinamenti sorprendenti: al Giardino di Giada a Milano The Way Magazine ha provato un menù cinese tradizionale con le bottiglie della cantina italiana Rubinelli Vajol (foto mise en place di Vincenzo Salsano).
Il Giardino di Giada è un ristorante cinese nel cuore di Milano, a un passo dal Duomo, che vanta un lungo passato. È il 1980 quando apre le porte, quest’anno ha festeggiato 41 anni di attività. La proprietaria è nota a tutti i clienti come Carmen, il Giardino di Giada nasce come naturale evoluzione della sua precedente esperienza nel ristorante di famiglia, La Muraglia, aperto nel 1976 a Milano come primo locale di cinesi provenienti della Cina continentale. Oggi il Giardino di Giada è amato sia dalla clientela italiana che dalla clientela cinese e asiatica che qua trova i sapori della Cina più autentica.
Rubinelli Vajol vanta una serie di importanti riconoscimenti tra questi: 93 punti WineMag 2022 – valpolicella classico 2020 Top 100 vini d’Italia, Guida de L’Espresso – amarone 2013 Top 100 vini rossi d’Italia, SLOW WINE 2022 – recioto 2015 – Selezione vini Top, GOLD Merano Wine Festival – amarone 2013 e 2015.

Giardino di Giada, che esiste a Milano dal 1980, si suddivide in più livelli, dove domina il grande salone da 100 posti comodi e ben distanziati al piano superiore. Una location ideale per un pranzo o cena di affari o tra amici e parenti. Nel locale gli arredi originali risalenti agli anni ’70 si fondono con quelli moderni con uno stile pulito ed in continuo rinnovamento, con lo stesso spirito della città di Milano.




 

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Christian D'Antonio

Christian D'Antonio

Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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