7 Giugno 2022

Da Desco durante la Design Week va in scena l’Antropocena

Nell’insolita cornice del ristorante a due passi dal Duomo di Milano la tasting experience “Mangiare è un po’ digitale”, a cura nella nuova Accademia di Belle Arti

7 Giugno 2022

Da Desco durante la Design Week va in scena l’Antropocena

Nell’insolita cornice del ristorante a due passi dal Duomo di Milano la tasting experience “Mangiare è un po’ digitale”, a cura nella nuova Accademia di Belle Arti

7 Giugno 2022

Da Desco durante la Design Week va in scena l’Antropocena

Nell’insolita cornice del ristorante a due passi dal Duomo di Milano la tasting experience “Mangiare è un po’ digitale”, a cura nella nuova Accademia di Belle Arti

Arte e cibo, design e innovazione digitale. Uno spettacolare cocktail di ingredienti, un mix inconsueto da non lasciarsi scappare durante la Design Week di Milano, dal 7 al 12 giugno. I protagonisti di questa insolita fusione? Sono un ristorante non convenzionale, il Desco, e NABA, la Nuova Accademia di Belle Arti. 

La Tasting Experience, dall’ingegnoso titolo “Antropocena. Mangiare è un po’ digitale”, va in scena a due passi da piazza Duomo, in via Via Bassano Porrone 8, durante i giorni della più famosa kermesse mondiale di arredamento e design. 

Un viaggio sensoriale sul tema del food e della ristorazione digitale, progettato da Claudio Larcher,  Luca Poncellini e Italo Rota di NABA, che attraversa diverse epoche storiche: dalla preistoria al futuro in cui la sensorialità del gusto e della vista interagiranno con la tecnologia. I progetti digitali che riflettono sul tema del food da differenti angolature e prospettive, sono proposti da giovani designer chiamati a riflettere sui possibili significati del cibo nella realtà virtuale e sul concetto di nutrimento e alimentazione nel metaverso. 

Nei giorni dell’esposizione tra le varie iniziative sarà possibile provare la “pillola del futuro” elaborata da Roberto Godi: la capsula ideata dal giovane chef di origini lariane è realizzata con gel latte di soia, miele, cacao e semi di zucca, un concentrato di gusto e di benefici nutrienti. Saranno cibi come questi che potranno comporre i pasti del futuro? Lo scopriremo solo vivendo. Per adesso oltre alle pillole gastrofantascientifiche al Desco si possono trovare concreti e invitanti piatti del passato, che riescono benissimo a stare al passo dei tempi e a strizzare l’occhio al domani grazie a inserti innovativi che sanno, nel complesso, regalare grandi soddisfazioni. 

È una cucina tradizional-creativa quella che lo chef, dopo un lungo peregrinare tra Australia ed estremo Oriente, propone all’ombra della Madonnina. Nel suo locale infatti le tradizioni dello stivale e quelle internazionali si fondono per un’esperienza gastronomica insolita, intelligente, piacevole. Gli ambienti moderni e conviviali della location accompagnano pranzi e cene in cui autenticità e influenze estere si intrecciano in un originale gioco di contrasti, esprimendo la “Milano di oggi” in tavola. 

Amato dai milanesi ma frequentato soprattutto da turisti d’oltralpe, il Desco colpisce vista e palato con il suo DESCO n°5, uno spaghettone trafilato al bronzo ai cinque pomodori, con l’hummus, tahina e arachidi con bacon di cocco che richiama sapori balinesi. E ancora con la torta di rape e crema di feta, con il risotto piccione e rane, o con la Japan cheesecake, frutti rossi e cioccolato bianco che incanta e delizia il palato. 

Roberto Godi in cucina da Desco a Milano con la sua brigata.

Un locale solido, moderno ma con solide radici, creato dal manager Emanuele Sala e dal designer Pasquale Di Meglio che insieme Roberto Godi in cucina hanno saputo dare vita ad un brand sofisticato e giovane, che sorprende dal business lunch all’aperitivo fino alla cena. 

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Stefano Corrada

Stefano Corrada

Una vita saporita, tra reazioni di Maillard, prodotti alimentari e racconti di gusto. Dopo la laurea scientifica, si è lasciato vincere dalla passione per tutto ciò che ruota intorno al cibo. E quindi (prima) la divulgazione tecnico-nutrizional-gastronomica e (poi) la scrittura, collaborando con periodici e guide, tra cui Focus, Il Golosario, Viaggi del Gusto e Agrodolce.it. È autore del blog Appuntigolosi, da cui è nato il libro "Appunti Golosi", edito da Jouvence.
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