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Gallery - 07/06/2017

La sagra di Seletti in pieno centro a Milano

Su balle di fieno i musicanti. Nel parterre Maurizio Cattelan, Geppi Cucciari, Maurizio Cattelan, Pierpaolo Ferrari, Marisa Passera.

Seletti ha festeggiato l’apertura del suo primo flagship store con una vera sagra nel cuore di Milano. Lambrusco e salame sulle note di “Campagnola Bella” in una festa open-air di apertura in pieno stile Seletti.

L’altra sera in corso Garibaldi a Milano si respirava un’aria d’altri tempi, lontana dal glamour omologato dei locali da queste parti. Una vera sagra di paese ha sorpreso gli ospiti invitati all’official opening del primo flagship store del brand adornato con sedute con balle di fieno, aperitivo di Lambrusco e salame, e musica popolare con il duetto fisarmonica-voce di Nicola&Donato.

Questo il contesto in cui il padrone di casa Stefano Seletti ha accolto i suoi invitati, amici, designer, collaboratori. Tra gli ospiti: Geppi Cucciari, Maurizio Cattelan, Pierpaolo Ferrari, Marisa Passera, Giacomo Loro Piana, Sandra e Charley Vezza, Umberta Zambeletti, Stefano Fontana, Paride Vitale, i designer Matteo Cibic, Marcantonio Raimondi Malerba, Gio Tirotto, Katia Meneghini del duo CTRLZAK.

Il flaghip store Seletti in Corso Garibaldi 117, punto di riferimento a Milano dove trovare tutte le collezioni del marchio, ha visto l’apertura in occasione del Salone del Mobile, dopo aver ospitato le precedenti esperienze temporanee dell’experimental shop Seletti (gennaio 2015) e del pop-up store dedicato ai tappeti della collezione Seletti wears TOILETPAPER (ottobre 2016). progetto dello store è a cura di BBMDS. Lo spazio è pensato per rispondere a quell’esigenza di flessibilità che caratterizza il mondo Seletti, garantendo la possibilità di riconfigurare, quasi in tempo reale, l’esposizione delle collezioni. Uno spazio dinamico, “un progetto quadridimensionale” – come lo definiscono i progettisti –, dove i prodotti del marchio sono esposti in un intreccio di linee e piani espositivi dall’impatto grafico, che giocano sul contrasto tra materiali “industrial” e finiture preziose.

Foto Marco Antinori

 

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