Magazine - Fine Living People
Gallery

Questo slideshow richiede JavaScript.


Gallery - 19/01/2020

“Milano anni 60”, in mostra foto e design di un decennio irripetibile

Stefano Galli, curatore, dice: "Clima di esagerata euforia e creatività". Il racconto di un tempo di voglia contagiosa.

Lo dice bene il sindaco di Milano Beppe Sala: “Per Milano, gli anni Sessanta furono un decennio fondativo. Il Paese e Milano rinascono: l’arte, la moda, la musica, il design si sono aperti al mondo e interagendo con la tradizione italiana, hanno dato vita a novità leggendarie in tante espressioni di talento umano”. “Milano anni 60“, la mostra che chiude a Palazzo Morando il 9 febbraio, è una testimonianza preziosa di quanto tra il 1962 e il 1969 è stato fatto per tutto il made in Italy così come lo conosciamo oggi.

E soprattutto è sorprendente ripassare in rassegna tante “prime volte” in diversi campi che oggi, anche dalle pagine online di questo giornale, continuano a destare interesse ed essere rilevanti. In mostra ci sono i primi oggetti dei primi Salone del Mobile, le prime testimonianze di sfilate di moda, i cimeli degli spettacoli di cabaret che continuano a rendere grande l’intrattenimento milanese. E poi i documenti sulla calata dei Beatles, dei grandi del jazz, della costruzione dei capisaldi dell’edilizia di Gio Ponti e contemporanei.

Anche la stampa ebbe un boom nella Milano anni Sessanta. Le prime riviste giovanili (e la mitica esperienza studentesca de ‘La Zanzara’) erano affiancate a vendutissimi rotocalchi ma anche a “Situazionismo”, una rivista legata al movimento che nacque e si diffuse in quegli anni.

Il curatore della bella ed esaustiva esposizione di foto e oggetti d’epoca, Stefano Galli, racconta: “Milano si è trasformata in quella stagione che si inaugura con il boom economico e termina con piazza Fontana. Un aggettivo più degli altri può forse aiutarci a cogliere nel profondo lo spirito del decennio: esagerato. Meglio di ogni altro svela lo spirito che anima la città in quel periodo cruciale. Esagerato nel senso che eccede la giusta misura, che tracima, va oltre. Esagerati sono i testi delle canzoni di Jannacci, geniale protagonista di quella stagione; esagerata è la città raccontata da Gaber, Coi grattacieli sempre più alti”.

Esagerata è la crescita economica in un frammento d’ebbrezza che non sarebbe più tornato. Galli dice: “Esagerata è l’euforia che pervade tutto, “dal cucchiaio alla città”; esagerata a ben vedere, è la stagione musicale e cabarettistica milanese che, tra il Santa Tecla, il teatro Lirico e il Derby club, avrebbe regalato notti dal sapore dolcissimo. Esagerata è la convinzione che contagia tutti, che credono tutto possibile, perfino un governo di centrosinistra, perfino l’accoglienza illimitata di compaesani che arrivano in stazione al ritmo di ottocento al giorno. Esagerata, ancora, è la smania di ricerca che conduce a nuove forme che segneranno l’epoca d’oro del design milanese”.

Sintomatica la partnership tecnica di ATM, l’azienda di trasporti milanesi, all’eposizione. Atm sosteine eventi che promuovono le eccellenze della città. Ma al contempo, in questo caso, è anche protagonista tra i principali “attori” che hanno cambiato la città in quegli anni presi in esame dalla mostra. La prima linea metropolitana, la rossa, anche chiamata M1, fu inaugurata nel 1964, la verde (M2) nel 1969.

Milano anni 60
6 novembre 2019 – 9 febbraio 2020
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, spazi espositivi piano terra, via Sant’Andrea 6, Milano

Orari:
Martedì-domenica: 10.00-20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Giovedì: 10.00-22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)



Top