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Gallery - 25/10/2017

Orsoni, l’antica fornace di Venezia col restauro di design

La location storica rinasce con un restauro curato da Duebarradue. E l'alleanza con eccellenze locali della produzione del design.

Vi avevamo reso la cronaca della riapertura della fornace Orsoni, l’ultima  storica  fornace  di  Venezia,  rappresenta  la  storia  di  una tradizione  antica, evento di valenza storica e culturale per tutta la città.

A curare il restauro della Fornace, oggi di proprietà di TREND Group, lo  studio  di  architettura  Duebarradue  già  noto  a  Venezia  per  aver contribuito al restauro del Fondaco dei Tedeschi e delle Procuratie Vecchie.

L’obiettivo,  spiega  il  presidente  di  Fornace  Orsoni  Riccardo  Bisazza,  è  quello  di  riallacciare  un rapporto stretto con la città rendendo questo luogo dal fascino senza tempo un punto di interesse pubblico che rilanci l’eccellenza artistica artigiana e che promuova un nuovo approccio dei giovani all’arte vetraria.

Per il restauro, lo studio Duebarradue si è avvalso di fornitori d’eccezione quali i tendaggi di Rodolfo Bevilacqua o i serramenti di Lunardelli o brand di punta del made in Italy nel settore arredo quali Roda e Cappellini.

A sottolineare la naturale vocazione artistica dell’azienda, va ricordato ch e la Fornace Orsoni inoltre è protagonista fino al 26 novembre 2017 alla 57 Biennale d’Arte di Venezia nel Padiglione Venezia In mostra Fascino by Orsoni, un opulento vetro artistico fatto a mano con microdiamanti, nella inedita tonalità black che segue la versione “chiara” che ha spopolato a Milano al FuoriSalone.

Riccardo Bisazza racconta: “Questo luogo che rappresenta la grande tradizione dell’artigianato artistico della Serenissima non poteva che essere interpretato da altre eccellenze locali e regionali. Ci siamo infatti affidati per il progetto di restauro allo studio di architettura Duebarradue con i tendaggi di Rodolfo Bevilacqua i serramenti di Lunardelli e  brand di punta del made in Italy nel settore arredo quali Roda e Cappellini. Abbiamo voluto raccontare una storia dell’azienda che parte dalla Biblioteca del Colore, custode della nostra tradizione, una sala espositiva che conserva più di 3,500 colori. Vogliamo rilanciare l’immagine di Venezia quale città produttiva, riportandola ai fasti di un tempo quando era piena di eccellenze artistiche. Con la Scuola Abate Zanetti abbiamo studiato un percorso formativo congiunto per promuovere l’approccio delle nuove generazioni all’arte vetraria“.



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