12 Gennaio 2024

Grande musica al teatro lirico di Cagliari

"La Boheme" vista in Sardegna dal nostro Fabrizio Lopresti e tutta la programmazione di un posto di grande richiamo culturale.

12 Gennaio 2024

Grande musica al teatro lirico di Cagliari

"La Boheme" vista in Sardegna dal nostro Fabrizio Lopresti e tutta la programmazione di un posto di grande richiamo culturale.

12 Gennaio 2024

Grande musica al teatro lirico di Cagliari

"La Boheme" vista in Sardegna dal nostro Fabrizio Lopresti e tutta la programmazione di un posto di grande richiamo culturale.

Il Teatro Lirico di Cagliari da molti anni propone una interessante stagione lirica, concertistica e di balletto con titoli dedicati alla tradizione ed altri dedicati alla ricerca. Un teatro vivo, cuore pulsante della città che prende il via nel 1964.

La città mancava di un vero e proprio teatro dagli anni dell’ultimo conflitto mondiale: le antiche sale del Politeama Regina Margherita e del Teatro Civico, entrambe nel centro storico, erano state infatti distrutte rispettivamente nel 1942 da un incendio e nel 1943 da due successive incursioni aeree alleate. Nei decenni successivi i concerti e gli allestimenti lirici avevano trovato ospitalità in due sale, il cine-teatro Massimo e l’Auditorium del Conservatorio, e in spazi di fortuna, che però avevano sempre pesantemente condizionato la programmazione. 


L’edificio, elegante nelle sue pareti in calcestruzzo “faccia a vista”, tipiche della corrente architettonica del Brutalismo, insieme al tetto “a sella” ricoperto da una grande lastra di rame brunito priva di gerarchia geometrica, richiama, così come riconosciuto da diversi critici, alcuni dei lavori di uno dei grandi maestri dell’architettura europea, Alvar Aalto. 

Sono alla prima de La Bohème, prevista come titolo di forte impatto e risonanza, a chiusura dell’anno teatrale ed è bello vedere giovani e meno giovani condividere la stessa passione per il Melodramma. Un turbinio di sorrisi, abbracci e strette di mano rendono questa serata unica, un pubblico attento e consapevole di trovare un allestimento degno di essere rappresentato in questo teatro.

La Bohème “arriva” a Cagliari, per la prima volta, nel 1898, dopo soli 2 anni dalla prima rappresentazione torinese, ed è l’inizio di un successo e di un’enorme popolarità che giunge fino ai nostri giorni e vede il capolavoro pucciniano rappresentato in 26 edizioni distinte (fino al 2016) ed eseguito in 8 teatri cittadini diversi, 5 al chiuso (Civico, Politeama, Massimo, Auditorium del Conservatorio, Lirico) e 3 all’aperto (Eden Park, Giardino, Anfiteatro Romano). Sono ben 28 gli allestimenti andati in scena al Lirico e risaltano quello rappresentato nel 1998 con le scene di Pierluigi Samaritani, grande firma del teatro italiano, quello nel 2003 con scene e costumi di William Orlandi e quello nel 2010 con la regia di Giancarlo del Monaco che, da “figlio d’arte” si afferma e conquista in breve una salda carriera con personalità e cultura.
Fra i direttori spiccano, senza dubbio, Tullio Serafin, eccellente bacchetta del secondo dopoguerra, che, nel 1950, dirige l’edizione di Bohème al Teatro Massimo, e, nello stesso teatro ma nel 1967, Alberto Zedda.

Grandi nomi arrivarono in città anche per la parte tenorile di Rodolfo, oltre al già citato Beniamino Gigli: Mario Filippeschi (1941), Ferruccio Tagliavini (1958), Pietro Ballo, Salvatore Fisichella e il compianto Vincenzo La Scola, ma soprattutto, Andrea Bocelli che, nel 1998, debutta, come protagonista di un’opera lirica, fatto che, oltre a registrare la presenza in sala di fans da tutto il mondo, procura un’attenzione mediatica mai vista a Cagliari con numerosissimi critici musicali e giornalisti accreditati e le telecamere delle televisioni mondiali che rimandano nei tg le immagini di un pubblico entusiasta e partecipe.

Teatro Lirico di Cagliari: l’edificio, contraddistinto soprattutto dalle pareti in calcestruzzo “faccia a vista”, tipiche della corrente architettonica del Brutalismo, insieme al tetto “a sella” ricoperto da una grande lastra di rame brunito priva di gerarchia geometrica, richiama, così come riconosciuto da diversi critici, alcuni dei lavori di uno dei grandi maestri dell’architettura europea, Alvar Aalto. 

Nel ruolo della protagonista si sono alternati, negli anni, molti soprani: dalla star del Metropolitan Licia Albanese che si esibisce al Civico nel 1934, fino alle altrettanto celebri, soprattutto in Italia, Rosetta Pampanini, Rina Gigli (che canta con il popolarissimo padre nell’estate 1945 in un gremito Teatro Giardino), Rosetta Noli e la bellissima Rosanna Carteri nel 1962. Si arriva così alle Mimì degli ultimi anni: la cagliaritana Maria Luisa Garbato (1978, 1988), Daniela Dessì e Raina Kabaivanska nella celebrata edizione del 1998, Andrea Rost (2003), la sassarese Francesca Sassu (2010) e Valentina Boi, toscana di nascita ma sarda d’origine (2016).

Non si possono tralasciare però anche alcune eccellenti presenze nel ruolo di Musetta: la giovane e non ancora affermata Mariella Devia nel 1978, l’indimenticabile Giusy Devinu, frizzante ed elegante nel 1984, la languida Patrizia Ciofi nel 1998, fino all’esuberante, briosa e virtuosistica Elisabetta Scano che si esibisce, nel ruolo della simpatica “civetta” pucciniana, per ben tre volte (1993, 1998, 2010).

La Bohème, opera universalmente riconosciuta come capolavoro è composta da scene liriche in quattro quadri, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, tratto dal romanzo Scènes de la vie de Bohème di Henri Murger e musica di Giacomo Puccini,

l’allestimento scenico arriva dal Teatro Massimo di Palermo e la regia è firmata da Mario Pontiggia (Las Flores, Buenos Aires, 1959), noto ed apprezzato regista e direttore artistico della Fundación Internacional Alfredo Kraus, al suo gradito ritorno a Cagliari (Tosca, 2010). Le scene sono di Antonella Conte, i costumi di Francesco Zito, le luci di Bruno Ciulli e la coreografia di Luigia Frattaroli.
Lo spettacolo, applaudito da pubblico e critica, risale al dicembre 2021 e risulta poetico, fresco e modernissimo nel suo delicato realismo, perfettamente amalgamato ad un lirismo mai stucchevole, e nella sua ambientazione francese, trasportata a cavallo dei due secoli, settant’anni dopo rispetto al libretto (1830), fra coloratissime affiches d’autore, atmosfere e tableaux che rimandano alla Parigi di Gustave Caillebotte e di Henri de Toulouse-Lautrec.

A dirigere l’Orchestra, il Coro del Teatro Lirico ed il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari, nel capolavoro del grande compositore lucchese, è stato chiamato il giovane direttore spagnolo Jaume Santonja (Bocairent, 1986), al suo debutto assoluto nell’opera lirica, che ritorna a Cagliari dopo il successo dei concerti del febbraio 2022 e dell’acclamato debutto dell’estate 2021 al Parco della Musica. Il maestro del coro è Giovanni Andreoli. Il maestro del coro di voci bianche è Francesco Marceddu.

Il cast degli interpreti è composto da affermati artisti e giovani di talento quali: Francesco Demuro (21-22-27-29-30)/Matteo Desole (23-24-28) (Rodolfo), Daniele Terenzi (21-22-27-29-30)/Antonino Giacobbe (23-24-28) (Schaunard), Matteo Peirone (Benoît/Alcindoro), Marigona Qerkezi (21-22-27-29-30)/Carolina López Moreno (23-24-28) (Mimì), Bruno Taddìa (21-22-27-29-30)/Hae Kang (23-24-28) (Marcello), George Andguladze (21-22-27-29-30)/Dongho Kim (23-24-28) (Colline), Daniela Cappiello (21-22-27-29-30)/Giulia Mazzola (23-24-28) (Musetta), Moreno Patteri (Parpignol), Marco Frigieri (Un venditore), Alessandro Frabotta (Sergente dei doganieri), Guerino Pelaccia (Un doganiere).

Il sipario si apre e subito all’occhio salta una Parigi di tetti e di soffitte, di stufe senza legna e stanze umide tipiche dei bohèmien francesi, In un attimo siamo trasportati a Parigi. E lì restiamo, inondati dall’overture e dalle sue note.

Tragedia della giovinezza, ma anche inno all’amore puro, La Bohéme viene rappresentata, per la prima volta, il 1° febbraio 1896, al Teatro Regio di Torino, con la direzione di Arturo Toscanini. Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924) scrive la musica in soli otto mesi per quella che diventa, da subito, una delle sue opere più amate e rappresentate e che continua, ancora oggi, a commuovere ed a meravigliare per la freschezza e modernità della melodia e dei temi trattati. L’autore s’inserisce nell’ormai imperante gusto verista, rinunciando alle tinte più plateali e truci volute dal movimento culturale, per privilegiare la storia sincera e semplice di Mimì e Rodolfo e le schermaglie amorose di Marcello e Musetta che diventano spettacolari tranches de vie che ispirano registi, scenografi ed artisti da ormai 127 anni.
La trama è nota e la tragedia si compie. L’allestimento risulta concreto, colorato, importante, i cantanti dotati di grande talento attraversano con il loro canto lo spazio dal palco alla platea ed arrivano dritti al cuore. Il coro delle voci bianche, i danzatori, i mimi, tutti sono coinvolti in un allestimento di grande impatto visivo. Ben diretto, questo allestimento di fine 2023 resterà nell’immaginario ancora per molto tempo.

Ma sono nuove e ben di altro grande richiamo le prossime ospitalità e produzioni che il Lirico si appresta a mettere su palco. Si riparte a febbraio con la tragedia Nerone, dal libretto e musica di Arrigo Boito per poi continuare a Marzo con la Tosca di Puccini, L’Italiana in Algeri di Rossini e la sempreverde pucciniana Madama Butterfly a giugno, inoltre il balletto in due atti “La fille mal gardée” con la coreografia di Egor Scepaciov, musica di Peter Ludwig Hertel, il Corpo di Ballo e Solisti dell’Accademia Ucraina di Balletto e l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, a concludere la stagione 2023-2024.
Il cartellone concertistico non è da meno, parte a gennaio con Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari, direttore Bjarte Engeset, con il soprano Gabrielle Philiponet e il narratore Simeone Latini, maestro del coro Giovanni Andreoli con Edvard Grieg Peer Gynt op. 23, frammenti dalle musiche di scena per soli, coro e orchestra, l’omonimo poema drammatico di Henrik lbsen per arrivare a martedì 11 giugno, con al violino Clarissa Bevilacqua, al violoncello Giovanni Sollima e al pianoforte Carlotta Maestrini per Ludwig van Beethoven Trio n. 1 in Mi bemolle maggiore op. 1, Sigur Ros Ara Batur, S.O.A.D. (Sistem Of A Down) Chop Suey Giovanni Sollima Short Trio Stories.
Intensa stagione musicale a Cagliari, intense emozioni al Lirico.

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Fabrizio Lopresti

Fabrizio Lopresti

Fabrizio Lopresti, autore, giornalista e regista, nonché attore della famosa sitcom “Sensualità a Corte”. Viaggiatore di cultura, per la rubrica culturale di The Way Magazine tratta di tutto quello che potrà nutrire l’anima. Festival, rassegne, cinema, mostre, libri, viaggi interspaziali e musicali. Tutto in prima persona, vivendo quel momento per raccontarlo ai lettori. “Perché la cultura sociale ci aiuta a vivere meglio, ci aiuta a diventare persone migliori”, dice.
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