17 Febbraio 2023

Il Teatro Elfo a Milano ha 50 anni

Fabrizio Lopresti ricorda, da collega, quello che ha significato per la città: dal primo nucleo di attori ad oggi, la storia continua con eventi, spettacoli, installazioni e un grande progetto: "Ricordare il futuro".

17 Febbraio 2023

Il Teatro Elfo a Milano ha 50 anni

Fabrizio Lopresti ricorda, da collega, quello che ha significato per la città: dal primo nucleo di attori ad oggi, la storia continua con eventi, spettacoli, installazioni e un grande progetto: "Ricordare il futuro".

17 Febbraio 2023

Il Teatro Elfo a Milano ha 50 anni

Fabrizio Lopresti ricorda, da collega, quello che ha significato per la città: dal primo nucleo di attori ad oggi, la storia continua con eventi, spettacoli, installazioni e un grande progetto: "Ricordare il futuro".

Se c’è una compagnia teatrale alla quale ho affidato i miei desideri e voglie di teatro, se c’è una compagnia alla quale ho pensato a lungo, se c’è una compagnia con la quale avrei voluto vivere è senza dubbio quella del Teatro dell’Elfo di Milano. Ha i miei stessi anni. E molti e molti altri di attività gliene auguro. Anche perchè sarà difficile che un gruppo così affiatato e che ha fatto una parte di storia importante del Teatro prima a Milano e poi nel resto d’Italia (e non solo) non possa avere futuro.

Perché? Perché il teatro dell’Elfo ha la predisposizione ai giovani. Ha la predisposizione a cavalcare il futuro e quest’anno compie ben cinquant’ anni di attività, cinquant’anni ricordando il futuro, non solo il passato.

La sua voglia di coinvolgere nuove energie e linfe vitali si riscontra anche nel coinvolgimento dei nuovi progetti delle Scuole Civiche Milanesi. Ma andiamo con ordine:

ricordo, non avevo neanche vent’anni, alcuni parti video di uno spettacolo con la regia di Gabriele Salvatores – quanto amo i suoi primi film tra Marrakesh Express, Turnè e Mediterraneo-  dove Salvatores stesso mangiava dentro un piatto e poi succedevano cose e venivi rapito da questi attori che si muovevano e che usavano la voce in modo superlativo. Ricordo Sogno di una notte di mezza estate opera rock divenuto poi il primo film di Salvatores, prima ancora di Kamikazen, Mi ricordo Comedians, mi ricordo attori in posa lungo una struttura di tubi, mi ricordo i volti divenuti noti al grande pubblico e mi ricordo il loro Amleto.

Ero a fare un corso di specializzazione teatrale a Castello Pasquini a Castiglioncello e quella sera l’Amleto dell’Elfo arrivava in un teatro fuori città, era il 1994. Fu una folgorazione, Ferdinando Bruni fu strepitoso. Un misto di Dylan Dog e Laurence Olivier fusi insieme.

Ricordo ancora oggi il monologo portante dell’opera. Aveva un ciuffo sugli occhi e una giacca scura addosso. Ricordo un mio passaggio con Ubu incatenato di Jarry al teatro di Porta Romana, sede insieme all’Elfo di Teatridithalia.

Cinque decadi di vita teatrale rappresentano un grande patrimonio di esperienza, di lavoro, di crescita, di fertili errori, di successi e di traguardi che sono sempre stati – e per fortuna – ulteriori punti di partenza.
Il palinsesto per festeggiare le nozze d’oro della compagnia intreccia spettacoli, podcast, libri, mostre e una ventiquattr’ore di poesia, ma il suo cuore pulsante – Ricordare il futuro – è un progetto ideato con la Fondazione Milano per guardare avanti e investire sui giovani artisti.
Nella foto di Laila Pozzo, i soci dell’Elfo. Il gruppo dei fondatori dell’Elfo si è incontrato nel 1973 in quella che allora era la Scuola del Piccolo Teatro (alcuni di loro sono arrivati anche da altre esperienze) e che oggi è la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, uno dei quattro dipartimenti della Fondazione Milano, insieme alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado e alla Civica Scuola Interpreti e Traduttori Altiero Spinelli. Immaginando questo progetto è stato dunque naturale rivolgersi a queste scuole e ai loro studenti dell’ultimo anno, in procinto di diplomarsi ed entrare nel modo professionale. A loro sono stati affidati questi stimoli e queste riflessioni e commissionate due produzioni: realizzare un’installazione interattiva sulla storia del Teatro dell’Elfo e allestire uno spettacolo su cinquant’anni di storia italiana, dagli anni Settanta ad oggi, per aprire, con queste creazioni, la stagione 2023/24.

Gli anni passano e l’Elfo propone, produce, riscuote successi, vince l’Ubu, va in tour, scandisce il tempo teatrale mentre mi infilo di nascosto a vedere delle prove di chissà quale spettacolo in Ciro Menotti. Le amare lacrime di Petra von Kant di R.W.Fassbinder, regia di Bruni e De Capitani e poi La Bottega del caffè, I rifiuti la città e la morte e Come gocce su pietre roventi. Tra i contemporanei italiani ci sono stati I turcs tal friul, un inedito di Pier Paolo Pasolini per la regia di De Capitani e Sdisorè di Giovanni Testori, successo di Bruni e Frongia. E via così.

Il gruppo dei fondatori dell’Elfo si è incontrato nel 1973 Attori destinati a rimanere legati in un sodalizio artistico trentennale, come Corinna Agustoni, Ferdinando Bruni, Cristina Crippa, Elio De Capitani, Ida Marinelli e Luca Toracca costituiscono già l’anima del gruppo. In quella che allora era la Scuola del Piccolo Teatro (alcuni di loro sono arrivati anche da altre esperienze) e che oggi è la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, uno dei quattro dipartimenti della Fondazione Milano, insieme alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado e alla Civica Scuola Interpreti e Traduttori Altiero Spinelli. 

Un gruppo di attori consolidato e presente, fortemente presente. Nel 2010 grazie all’intuito di un certo signor Fiorenzo Grassi, visibilmente commosso durante la conferenza stampa, l’Elfo ha una nuova sede in Corso Buenos Aires. Grande, bella, col bistrot e tre sale. Il giusto riconoscimento.

Dall’ottobre 2011 è anche la prima istituzione teatrale italiana ad aver ottenuto il riconoscimento di Impresa Sociale. L’Elfo è quindi non solo un esperimento artistico d’avanguardia, ma anche un esperimento economico e sociale, un’impresa retta da principi etici e partecipati, davvero unica nel suo genere.

Immaginando questo progetto è stato dunque naturale rivolgersi a queste scuole e ai loro studenti dell’ultimo anno, in procinto di diplomarsi ed entrare nel modo professionale. A loro sono stati affidati questi stimoli e queste riflessioni e commissionate due produzioni: realizzare un’installazione interattiva sulla storia del Teatro dell’Elfo e allestire uno spettacolo su cinquant’anni di storia italiana, dagli anni Settanta ad oggi, per aprire, con queste creazioni, la stagione 2023/24.

Nella foto di Armin Linke, Elfo Porta Romana. Per scoprire e riscoprire l’Elfo nelle parole di studiosi e osservatori, sono in corso di pubblicazione tre volumi: è appena uscita la nuova edizione de L’America di Elio De Capitani, studio di Laura Mariani a cui è stato aggiunto un capitolo sul personaggio di Ahab; uscirà invece in occasione del debutto di Re Lear il volume delle traduzioni di Ferdinando Bruni degli spettacoli shakespeariani dell’Elfo (anch’esso per le edizioni CuePress) e, sempre in autunno, verrà pubblicato da Titivillus un libro a più voci in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano.

Tutto il 2023 ha un programma di spettacoli in stretta relazione con il progetto Ricordare il futuro. Tornano infatti in scena successi dell’Elfo che puntano i riflettori sul dialogo tra le generazioni, sul confronto tra allievi/maestri, padri/figli, ricavandone materia teatralmente emozionante: da Rosso sul rapporto tra il pittore Mark Rothko e il suo giovane assistente (14 febbraio/12 marzo), al Vizio dell’arte, ancora sui rapporti fra arte e vita, sul confronto vecchiaia / giovinezza (9 maggio/2 giugno). 

Ma è soprattutto la tragedia di Re Lear, la nuova produzione della stagione 23/24, che più d’ogni altra ci parla dei pericoli di una vecchiaia che non sa rassegnarsi a cedere il passo al fluire della vita. «I tormenti di Re Lear – ricorda Harold Bloom – hanno una grande importanza per tutti noi, perché il dolore dei conflitti generazionali è per forza di cose universale». Ottava messa in scena shakespeariana del Teatro dell’Elfo, diretta da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, vedrà nel ruolo del protagonista Elio De Capitani. 

«Cinquant’anni sono passati dalla fondazione dell’Elfo, da quando nel marzo 1973 abbiamo portato in scena il nostro primo spettacolo, Zumbì, ballata di vita e di morte della gente di Palmares. Una ricorrenza che inevitabilmente ci porta a fare bilanci, a considerare prospettive – dicono i direttori del teatro – ad aprire lo sguardo su un lungo percorso di conquiste progressive, di momenti esaltanti e di fatiche inevitabili, di paziente gestione quotidiana e di grandi slanci creativi, di scoperte e di incontri.

Lo scantinato in zona Sempione dove abbiamo mosso i primi passi (provando quello spettacolo) e la nostra bella sede di corso Buenos Aires sono separati da una voragine di anni e di lavoro: un grande patrimonio è stato senza dubbio accumulato e ora è importante fare in modo che non venga disperso, che diventi un lascito per chi verrà dopo di noi, una base solida per immaginare il futuro del teatro. 

Riguardando quei nostri primi passi è nata l’idea di questo progetto a favore di giovani attori, registi, drammaturghi, musicisti, videomaker e traduttori, di chi oggi si trova in una condizione simile alla nostra di allora, in un mondo profondamente cambiato che non sembra avere creato le condizioni per un naturale e costante ricambio generazionale. È nato Ricordare il futuro». 

Per festeggiare questo compleanno lungo un anno si attivano numerose altre collaborazioni creative che guardano al futuro ed esplorano tutti gli altri linguaggi che, da sempre, nutrono il nostro teatro.

Il primo appuntamento in calendario, I poeti non dormono la notte, invita i cittadini a partecipare a una ventiquattr’ore di poesia da domenica 19 febbraio alle 21 fino alle 21 di lunedì 20. Da un’idea di Francesca Alfano Miglietti, che l’Elfo ha accolto a braccia aperte, un’intera notte e un intero giorno alla scoperta della poesia come luogo, come direzione, come viaggio, come mare. Un appuntamento, a ingresso gratuito, che vedrà avvicendarsi sul palco oltre 200 tra lettori e autori, per un percorso fatto di parole, incontri, performance, filmati, incursioni musicali, che si susseguono in una serie di interventi originali, appassionati, discreti, timidi, spavaldi. 

Il secondo appuntamento è previsto il 20 marzo: una serata ideata insieme a Ira Rubini e Gianmarco Bachi di Radio Popolare (che la trasmetterà in diretta) per rievocare con ironia e senza nostalgia le atmosfere culturali e politiche di quel 1973 che vedeva il gruppo dell’Elfo prendere forma, debuttare con il suo primo spettacolo, conquistare spazio e voce nella città. Un happening sul palco della sala Shakespeare e in platea, che dà voce anche al pubblico, e lancia un’audio serie di dieci podcast (in onda e online da settembre) che la storica emittente milanese realizzerà per raccontare il percorso dell’Elfo e i suoi innumerevoli intrecci con la storia di Milano e della radio.

In progettazione per settembre anche una mostra dei ritratti teatrali esposti lungo via Dante. Laila Pozzo da oltre dieci anni fotografa tutti i protagonisti degli spettacoli dell’Elfo quando vestono i panni dei personaggi, poco prima di entrare in scena. Li rivedremo in grande formato oltre che in scena.

Infine, per scoprire e riscoprire l’Elfo nelle parole di studiosi e osservatori, sono in corso di pubblicazione tre volumi: è appena uscita la nuova edizione de L’America di Elio De Capitani, studio di Laura Mariani a cui è stato aggiunto un capitolo sul personaggio di Ahab; uscirà invece in occasione del debutto di Re Lear il volume delle traduzioni di Ferdinando Bruni degli spettacoli shakespeariani dell’Elfo (anch’esso per le edizioni CuePress) e, sempre in autunno, verrà pubblicato da Titivillus un libro a più voci in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano.

Buon compleanno, cari Elfi.

PROGRAMMA FESTEGGIAMENTI ELFO 50:
19 febbraio ore 21.00 / 20 febbraio ore 21.00
Teatro Elfo Puccini – Sala Fassbinder
I POETI NON DORMONO LA NOTTE
Ventiquattr’ore di poesia
Ingresso libero
20 marzo, ore 21.00
Teatro Elfo Puccini – Sala Shakespeare
SOGNO O SON ELFO
serata a cura di Radio Popolare per lanciare l’audio serie dedicata all’Elfo
Ingresso libero
1/6 luglio – 21 ottobre/31 dicembre
Teatro Elfo Puccini – spazio atelier
INSTALLAZIONE INTERATTIVA E VR EXPERIENCE
a cura della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti per il progetto Ricordare il futuro
Teatro dell’Elfo in collaborazione con Fondazione Milano
Ingresso libero
15 settembre/15 ottobre (date provvisorie)
RITRATTI DI SCENA
l’Elfo nelle fotografie di Laila Pozzo
mostra in via Dante
settembre (in onda e online)
SOGNO O SON ELFO
audio serie in dieci puntate a cura di Radio Popolare e Teatro dell’Elfo
21 ottobre/5 novembre
Teatro Elfo Puccini – Sala Fassbinder
RICORDARE IL FUTURO
Cinque atti unici e una maratona
a cura della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi per il progetto Ricordare il futuro
Teatro dell’Elfo in collaborazione con Fondazione Milano
25 ottobre/19 novembre
Teatro Elfo Puccini – Sala Shakespeare
RE LEAR
di William Shakespeare
traduzione di Ferdinando Bruni
uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
costumi di Antonio Marras
con Elio De Capitani, Elena Russo Arman, Elena Ghiaurov, Viola Marietti, Mauro Lamantia,
Giuseppe Lanino, Giancarlo Previati, Nicola Stravalaci, Alessandro Quattro, Mauro Berbardi,
Simone Tudda
coproduzione Teatro dell’Elfo – Teatro Stabile dell’Umbria

Fotoservizio di Laila Pozzo

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Fabrizio Lopresti

Fabrizio Lopresti

Fabrizio Lopresti, autore, giornalista e regista, nonché attore della famosa sitcom “Sensualità a Corte”. Viaggiatore di cultura, per la rubrica culturale di The Way Magazine tratta di tutto quello che potrà nutrire l’anima. Festival, rassegne, cinema, mostre, libri, viaggi interspaziali e musicali. Tutto in prima persona, vivendo quel momento per raccontarlo ai lettori. “Perché la cultura sociale ci aiuta a vivere meglio, ci aiuta a diventare persone migliori”, dice.
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