10 Maggio 2023

“Tartufo” di Molière emoziona ancora

Fabrizio Lopresti ha visto al Teatro Franco Parenti di Milano la prima del riadattamento di Roberto Valerio. Una commedia su fragilità e umanità.

10 Maggio 2023

“Tartufo” di Molière emoziona ancora

Fabrizio Lopresti ha visto al Teatro Franco Parenti di Milano la prima del riadattamento di Roberto Valerio. Una commedia su fragilità e umanità.

10 Maggio 2023

“Tartufo” di Molière emoziona ancora

Fabrizio Lopresti ha visto al Teatro Franco Parenti di Milano la prima del riadattamento di Roberto Valerio. Una commedia su fragilità e umanità.

La prima del Tartufo di Molière con la traduzione di Cesare Garboli e l’adattamento e regia di Roberto Valerio , anche interprete di Oregone, (al Teatro Franco Parenti di Milano fino al 14 maggio 2023), è stata applaudita felicemente dal pubblico presente in sala, tra risate, sorprese ed emozioni sparse in tutta la platea.
In una ambientazione contemporanea – dal ’600 agli anni Sessanta del ’900 – Tartufo, interpretato dal bravo Giuseppe Cederna, uno degli attori feticcio di Gabriele Salvatores nei film Turnè e Marrakech Express, si insinua in una famiglia borghese benestante, la plagia e ne prende il controllo. Ma la passione per la moglie del padrone di casa, Elmira, sarà la sua rovina. La donna interpretata dall’attrice Vanessa Gravina, volto notissimo fin da bambina, candidata a un David di Donatello quand’era poco più che decenne come miglior attrice esordiente in un film di Marco Risi («Colpo di fulmine», 1985, con Jerry Calà), oggi interpreta uno dei personaggi femminili della fiction più amati e odiati dal pubblico, la cinica e misteriosa contessa Adelaide ne «Il Paradiso delle Signore», declina le diverse sfumature del personaggio e svela infine un modo per salvare l’intera famiglia dal disastro, dalla scellerata sete di potere e monete di Tartufo.
Se per Molière questa figura era pensata per colpire i bigotti e il falso rigorismo religioso, il Tartufo di oggi possiede una diversa complessità: un profeta anticonformista che denuncia la società contemporanea e combatte un mondo di materialismo, consumismo e amoralità ci rivela Roberto Valerio.
Una compagnia ben affiatata, in una scenografia asettica ma che ben rende l’atmosfera del boom economico italiano, lineare e pulita, con piscina e prato verde.


Tartufo non può più essere un semplice impostore. È molto più di questo: un profeta anticonformista. Un guaritore. Un guru fanatico. Che denunzia, maledice e combatte (in apparenza) contro un mondo di materialismo, consumismo, lassismo, dissolutezza, permissività e amoralità. Questo angelo oscuro o demone pietoso irrompe in una famiglia borghese benestante, la sconvolge completamente, prende il controllo, la castiga, la rivoluziona, la assorbe. Affascina interamente il pater familias Orgone e sua madre, le due figure chiave del potere familiare, mentre simmetricamente, respinge gli altri personaggi, cioè i ragazzi, la loro matrigna, lo zio e la cameriera. Tartufo ipnotizza il padre, acceca la madre, sposa la figlia, bandisce il figlio, seduce la matrigna, sconvolgendo il normale flusso di vita dell’intera famiglia. Come nel Teorema del film di Pasolini, egli lavora come un uragano, come una forza sovrannaturale, che con la sua radicalità scatena tutti i desideri e le furie trasformando il convenzionale e conformista vivere della casa.
La sua preda, Orgone, è un uomo solo, fragile, non compreso dalla sua famiglia, in preda alla moderna malattia della depressione che sfocia in attacchi di ansia e nevrosi. E Tartufo è il suo medico, l’unico che riesce a comprenderlo e a regalargli serenità. Orgone è la fragilità di un cuore catturato per la prima volta, il potere comico di un’anima contraddittoria, l’autorità della figura paterna che in modo vendicativo ha deciso di insegnare a tutta la sua famiglia come vivere punendola con Tartufo. Elmira è uno dei personaggi più interessanti creati da Molière. Il suo potere enigmatico, la sua complessità evasiva, la sua apparente sottomissione, fanno di lei la vera potenza della commedia, l’unica in grado di sconfiggere Tartufo. Orgone ne è stato sedotto fino a sposarla, Tartufo è irresistibilmente attratto da lei. Un oscuro oggetto del desiderio.
Ma come in ogni commedia che si rispetti, il lieto fine è doveroso.

In scena fino al 14 maggio
di Molière
traduzione Cesare Garboli
adattamento e regia Roberto Valerio
con Giuseppe Cederna, Vanessa Gravina, Roberto Valerio
e con (in ordine alfabetico) Marcello Di Giacomo, Massimo Grigò, Irene Pagano, Elisabetta Piccolomini, Roberta Rosignoli
scene Giorgio Gori
costumi Lucia Mariani
luci Emiliano Pona
suono Alessandro Saviozzi
produzione ATP Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale
con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Toscana

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Fabrizio Lopresti

Fabrizio Lopresti

Fabrizio Lopresti, autore, giornalista e regista, nonché attore della famosa sitcom “Sensualità a Corte”. Viaggiatore di cultura, per la rubrica culturale di The Way Magazine tratta di tutto quello che potrà nutrire l’anima. Festival, rassegne, cinema, mostre, libri, viaggi interspaziali e musicali. Tutto in prima persona, vivendo quel momento per raccontarlo ai lettori. “Perché la cultura sociale ci aiuta a vivere meglio, ci aiuta a diventare persone migliori”, dice.
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