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La scrittora racconta

La scrittora racconta - 18/07/2018

Jalisse, i Sandra e Raimondo della canzone italiana

Premiati anche a Salina, i componenti del duo amato all'estero si stanno prendendo tante rivincite. In pieno rilancio, ne parlano a Cinzia Alibrandi.

I Jalisse, al secolo Alessandra Drusian e Fabio Ricci, due figlie e coppia inossidabile, appaiono affiatati e litigiosi al punto giusto, come deve essere chi ha attraversato insieme mari piatti e tempeste. Li intervisto a “Mare Festival Salina”, dove hanno ritirato il premio Troisi (foto d’apertura) e si sono esibiti in un vero bagno di folla. Il clima è di festa e insieme a noi c’è il regista Fausto Brizzi con cui si ride e scherza.
Siete i Sandra e Raimondo della canzone italiana?
A- Bella questa associazione! Loro restano una coppia inossidabile e amatissima, spero di raggiungere tra il pubblico il loro stesso livello di affetto.
F- Chi sono? Non li conosco! Scherzo! Guarda che noi non fingiamo siamo così sul palco come a casa: ondeggiamo tra la follia degli artisti e i doveri casalinghi.

Cinzia Alibrandi in Sicilia con i Jalisse.

Come vi posizionate come coppia canora? A parte i totem Al Bano e Romina, non ce ne sono tante.
A- Albano e Romina sono inconfrontabili perché hanno una carica nazional popolare che non conosce uguali. Non ti saprei dire ‘come’ siamo collocati, mi interessa essere tornati nel cuore del pubblico.
F- Io sto qui con Fausto Brizzi perché dopo aver partecipato al suo film “Ex” ora miro a comporre le musiche della sua prossima pellicola!
Vi immaginate di andare a Sanremo dopo il secondo posto a “Ora o mai più”? Sarebbe una giusta rivincita.
A- Il nostro riscatto è stato “Ora o mai più” certo Sanremo sarebbe un obiettivo fantastico. Anzi lo farei presentare ai Jalisse!
F- Io lo aprirei, chiuderei, presenterei! Certo che voglio fare Sanremo e ci proporremo! In ogni caso abbiamo tanti altri progetti.
Fate in modo di arrivare secondi, però! Anzi: avete fatto apposta ad arrivare secondi al programma di Amadeus?
A- Per noi “Ora o mai più” è stato il ritorno di visibilità su RAI1 in prima serata, ineguagliabile dopo anni. La classifica era l’ultima cosa a cui pensavamo!
F- Con il pubblico niente trucchi! Quando si sale sul palco ci si propone al meglio di se stessi. Siamo arrivati secondi perché i giudici erano liberi di votare come credevano, ma il gradimento del pubblico ci ha posti sempre in vetta.
Sui social siete popolarissimi. Come la vivete?
A – È vero e ne sono felice! Questo ritorno ci ha fatto conoscere dai giovani che non sapevano chi fossimo.
F- “Ora o mai più” è un grande format italiano, ho solo il rimpianto e lo dicevo a Amadeus, che 4 puntate erano davvero troppo poche.
State suonando di più in giro per l’Italia?
A- I giovani ci amano. Pensa un ragazzo mi ha detto dopo un concerto “da bambino ho fatto mettere ‘Fiumi di parole’ a mia madre 25 volte di fila!”
F- Intanto torniamo dall’Olanda dove abbiamo avuto molto successo, poi le serate di agosto sono tutte piene, grazie all’aiuto di quelle che chiamiamo le “tribù Jalisse.
Come sono i rapporti con il vostro coach televisivo Michele Zarrillo? Farete collaborazioni?
A- Michele è un grande e ci siamo trovati bene! Qualunque di loro avrebbe svolto con serietà il proprio compito.
F- Dopo la chiusura del programma, abbiamo lasciato che le cose prendessero il loro corso. A Zarrillo è molto piaciuto “Ora” il nostro inedito, molto cliccato in rete.
La vostra cover di “Ti Sento” per me ha superato quella dei Matia Bazar.
A- No! Io ho messo la mia vocalità ma Antonella Ruggiero non si discute. Ho iniziato in un coro polifonico e la mia impostazione è simile alla sua.
F- Pensa che Carlo Marrale, autore della canzone, ci ha chiamato per farci i complimenti, dicendo che gli abbiamo ricordato un gruppo inglese nel modo rock di aggredire il brano.
Avete mai pensato, specie durante la crisi, che separarvi artisticamente potesse giovarvi?
A- No. E a chi ha tentato ho risposto che il nostro progetto nasceva al plurale “I Jalisse” e tali intendevamo restare.
F- In realtà nel 2000 Alessandra ha inciso dei pezzi da solista, e non escludo altre sue esibizioni in solitaria, con me come autore e compositore.
L’intervista è terminata e la scrittura augura a tutti di avere sempre “Fiumi di parole” dentro cui attraversare la vita.


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