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La scrittora racconta

La scrittora racconta - 15/04/2019

Pino Strabioli: “Sono un cultore della memoria”

L'impegno per il teatro da divulgare in tv e l'impegno a teatro con Christian De Sica: incontro con un galantuomo dello spettacolo italiano.

Quando incontro Pino Strabioli, mi colpisce la sua gentilezza garbata, che si fa attenta quando gli dico che ci siamo conosciuti a Roma tramite il grande attore Cosimo Cinieri. È in scena al teatro “Arcimboldi” accanto a Christian De Sica nello spettacolo “Christian racconta Christian De Sica”, in cui il grande attore, narra gli incontri e gli aneddoti della sua vita, in un frizzante dialogo con Strabioli, che come sempre si rivela capace e raffinato attore, nella veste di particolare cerimoniere dello spettacolo, in uno stile dal garbo di gentiluomo d’altri tempi.
Mostra un viso da ragazzo che contraddice i suoi 54 anni, consumati all’insegna di un’attività teatrale e televisiva instancabile, sempre dedita alla ricerca della divulgazione, per catturare quel grande pubblico televisivo, spesso non avvezzo a programmi colti e di nicchia, come quelli che lo hanno fatto diventare un volto familiare di Rai Tre, e che ormai ci accompagna da diverse stagioni.

Il nuovo spettacolo, “Christian racconta Christian De Sica”, vede il grande attore, regista e showman esibirsi con parole e canzoni, accompagnato da un’orchestra di cinquanta elementi diretta dal maestro Marco Tiso. Narra gli incontri della sua vita e gli aneddoti della sua carriera, in un dialogo spumeggiante con Pino Strabioli, brillante attore e raffinato interprete, con lui sul palco nella inedita veste di singolare cerimoniere dello show.

Tu hai iniziato con il teatro, lo promulghi e lo continui a portare in scena.

Assolutamente, perché Il teatro è e resta un fermo amore, dagli esordi con Patrick Rossi Gastaldi, al mio primo Pirandello con ’L’uomo la bestia e la virtù’ al ‘Piccolo Eliseo’ per la regia di Marco Parodi. Non mi sono fatto mancare nulla e sono stato protagonista di un musical per due stagioni consecutive, ‘Sister act’ con la talentosa suor Cristina, con cui mi sono divertito moltissimo.

Come e quando approdi in televisione?

Ho iniziato a TeleMontecarlo, dalla cui costola nascerà poi La7, e tra gli altri giovani colleghi che muovevano con me i primi passi nello spettacolo, c’era anche Fabio Fazio. Poi dal 1991 al 1996 ho traslocato in Rai, prima come autore per ‘Uno mattina’ e ‘Uno mattina estate’ e dopo diventando conduttore: da quel momento non mi sono più fermato.

Secondo me ti dovremmo fregiare di una medaglia d’oro per avere portato alla ribalta televisiva grandi colonne del teatro che restavano di nicchia e conosciute solo da un pubblico specifico.

Il passaggio televisivo aiuta ad accrescere la popolarità, è indiscutibile. Per 10 anni ho condotto ‘Prima’, ospitando una delle più grandi attrici italiane, Mariangela Melato, per passare a Valentina Cortese, memorabile per i suoi flautati da grande diva d’altri tempi. Con Arbore ogni volta che ci si vede, amiamo ricordare la mitica Melato.

Hai fatto anche un programma intitolato ‘Colpo di scena’.

Mi è molto caro: da me sono venuti i mostri sacri: il premio Nobel Dario Fo, Paolo Poli, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Piera Degli Esposti e tanti altri che costituiscono un elenco lunghissimo e sono nella storia dello spettacolo italiano.

Hai dedicato anche delle serate a tema.

In “Lasciatemi divertire” sono andare in onda otto puntate dedicate a Paolo Poli, uomo eclettico, colto, esagerato, intellettualmente troppo avanti, come spesso accade ai precursori, rispetto al proprio periodo storico. Poi cito uno speciale ‘Colpo di scena’ per gli 80 anni della Fracci, tributo doveroso alla più grande ballerina che l’Italia abbia mai avuto.

Tra i tanti proposti nelle trasmissioni tue, quale artista ti è rimasto nel cuore?

Nicoletta Strambelli nel programma ‘In arte Patty Pravo’, dedicato alla cantante veneziana per il suo settantesimo compleanno. La trovo un’artista così geniale che non riesco a trovare un nome dello stesso calibro da celebrare dopo di lei. È prevista infatti un’altra prima serata: penso alla grande Mina, sognando un collegamento dal suo ritiro di Lugano, perché è l’unica che può eguagliarla.



Cinzia Alibrandi
Autrice messinese ma milanese di adozione, laureata in Lettere presso l'università "La Sapienza" e diplomata all'"Accademia di arti drammatiche" di Roma. Ha un passato di attrice, specialmente teatrale, con qualche incursione nel cinema. Oggi insegna italiano e storia al liceo artistico milanese "Boccioni", dove ha ideato, ha organizzato e ha curato i "giovedì letterari", aperti sul territorio, per la biblioteca intervistando autori italiani di spicco nel panorama nazionale. È tre volte edita con 'Anna e i suoi miracoli' - Armando Siciliano editore, 'Petali di Marta' - Ensemble e con 'Torna a casa lettera' - Ensemble, Collana Pongo (di cui è direttrice editoriale). Ha girato in Italia e all'estero (Dublino e Londra) con degli happening legati al lancio dei suoi libri, stabilendo un ponte culturale con noti stilisti (Chiara Boni, Maria Grazia Severi, Martino Midali, Cettina Bucca, Gerardo Orlando) ed orafi raffinati (Stroili, Stellina Fabbri, Francois Larnè, Pippo Alvaro). I suoi romanzi hanno la prefazione prestigiosa di Andrea G. Pinketts; "Petali di Marta" si avvale della copertina a opera della fotografa di moda Agnes Spaak, sorella dell'attrice Catherine. 'Premio Sicilia'- sezione Letteratura - nel 2014 e Premio 'Orgoglio siciliano' 2015 - sezione letteratura. Ha ideato e ha curato per "Assodigitale"per un biennio una rubrica settimanale molto seguita, "tacco & stacco". Attualmente collabora con il settimanale ORA. Ha curato il romanzo di Dalila Di Lazzaro 'La vita è così' - Piemme/Mondadori. Scrive per il mensile “Lei Style”. Il suo ultimo romanzo è “Storie di amori e disamori-dalla A alla Z e ritorno”, casa editrice Giulio Perrone - Erudita.
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