1 Giugno 2019

“Premio impresa e lavoro 2019” alla Scala di Milano a “Graziana Martin e figli”

Per la loro attività di confezioni e jeans, Graziana dovette rinunciare al prestigio della scuola nel teatro che la premierà a giorni.

1 Giugno 2019

“Premio impresa e lavoro 2019” alla Scala di Milano a “Graziana Martin e figli”

Per la loro attività di confezioni e jeans, Graziana dovette rinunciare al prestigio della scuola nel teatro che la premierà a giorni.

1 Giugno 2019

“Premio impresa e lavoro 2019” alla Scala di Milano a “Graziana Martin e figli”

Per la loro attività di confezioni e jeans, Graziana dovette rinunciare al prestigio della scuola nel teatro che la premierà a giorni.

Si trova nel cuore della vecchia Milano all’Alzaia Naviglio Grande, 58 uno dei negozi più antichi di Milano, “Martin Luciano e figli”, fondato da Luciano nell’anno di grazia 1938, mentre in Europa cominciano a tuonare i cannoni della 1^ guerra mondiale.

È una storia di sopravvivenza, in tempi dove mettere a tavola una scodella di minestra è una scommessa, ma pure di passione e dedizione totale per il proprio lavoro.

Incontro la figlia di Martin in un bar del centro di Milano, e mi racconta con voce pacata che lei e suo fratello Paolo, hanno raccolto le redini di una piccola impresa, perché non sembra loro possibile interrompere quello che un padre ingombrante e geniale, ha portato avanti con perspicace inventiva, con le tasche vuote di soldi e il cervello pieno d’ingegno.

Il 16 Giugno 2019, alla Scala di Milano, riceveranno all’interno del “Premio Impresa e Lavoro 2019”, un premio in qualità di vincitori per la categoria “Impresa”.

Una curiosità: Graziana, selezionata da bambina per iniziare a frequentare la “Scuola di Danza della Scala”, la più prestigiosa in Italia, deve rinunciare perché il padre non la vuole lontana dal futuro che ha disegnato per lei, salirà per prendere una targa in mano, su quel palcoscenico che non l’ha mai vista danzare, in un’epoca dove i figli ancora abbassano la testa di fronte ai voleri genitoriali.

Eppure si commuove quando mi racconta che Luciano, sale sul tram in corsa per dichiararsi a una bella ragazza, Bruna, che non spaventata da tanta temerarietà, finisce per diventare la sua devota moglie e compagna d’avventura.

In un frangente storico in cui tanti giovani migrano all’estero per trovare un’occupazione, questa storia di forte sopravvivenza deve essere d’esempio. Luciano inizia a lavorare a Genova, patria di quella famosa tela da cui si taglierà il pantalone più famoso del mondo, il jeans. È operaio in un’azienda che importa la juta dall’India e comincia a maneggiare un mestiere. Quando ritorna a Milano, che aveva accolto sedicenne il giovane padovano, ha l’intuizione geniale di riesumare in un’intelligente attività di riciclaggio, l’abbondante materiale post bellico abbandonato tra le vie lacerate di Milano e le campagne della periferia. Così, si sventrano i sacchi militari di juta e i teloni dei carri, e diventano preziosi tessuti, che rivivono in una nuova foggia.

Il negozio, al cui piano superiore vive Graziana, mentre il fratello Paolo sta a Abbiategrasso a ridosso del deposito dei Martin, ha un arredo suggestivo, il cui impiantito è costituito dalla teoria delle casse, già piene di viveri, che gli americani dispensano sul territorio, mentre il bancone e gli scaffali sono costruiti da Luciano con le sue mani. L’insegna “Tutto per operai”, racconta senza fronzoli la mercanzia che, con una laboriosa operosità meneghina, si confeziona nel laboratorio aldilà del cortile, con delle “Necchi” e “Singer”, adesso oggetti di modernariato.

Quando sulla facciata potrà troneggiare a grandi caratteri la scritta “DITTA MARTIN LUCIANO” e la Prefettura di Milano autorizza la neo impresa, tra le righe sembra leggere “onore al merito, di chi ce la fa con la forza di ingegno, volontà, sacrificio”.

Poi, arrivano importanti clienti tra cui l’Atm, la Rai, che intervista il patron per TV7, diverse banche che acquistano sacchi per i loro preziosi, l’Alemagna che ordina contenitori in juta colorata, creati ad hoc per le confezioni natalizie. Intanto, i jeans vengono comprati da frotte di ragazzi, che indossano quel pantalone simbolo della beat generation e dei primi movimenti pacifisti.

E oggi?

Oggi mentre il Naviglio scorre con la stessa eterna sinuosità dentro i confini della Nuova Darsena, e sparisce l’antico lattaio, sostituito da locali di tendenza, e scompaiono le vecchie botteghe dei pittori, rimpiazzate da sofisticate gallerie d’arte, “Luciano Martin e figli”, è sempre là, fiero di quella fierezza antica d’altri tempi.

 

E la scrittora augura d’indossare ideali insieme agli abiti, affinché non senta freddo il cuore.

 

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Cinzia Alibrandi

Cinzia Alibrandi

Autrice messinese ma milanese di adozione, laureata in Lettere presso l'università "La Sapienza" e diplomata all'"Accademia di arti drammatiche" di Roma. Ha un passato di attrice, specialmente teatrale, con qualche incursione nel cinema. Oggi insegna italiano e storia al liceo artistico milanese "Boccioni", dove ha ideato, ha organizzato e ha curato i "giovedì letterari", aperti sul territorio, per la biblioteca intervistando autori italiani di spicco nel panorama nazionale. È tre volte edita con 'Anna e i suoi miracoli' - Armando Siciliano editore, 'Petali di Marta' - Ensemble e con 'Torna a casa lettera' - Ensemble, Collana Pongo (di cui è direttrice editoriale). Ha girato in Italia e all'estero (Dublino e Londra) con degli happening legati al lancio dei suoi libri, stabilendo un ponte culturale con noti stilisti (Chiara Boni, Maria Grazia Severi, Martino Midali, Cettina Bucca, Gerardo Orlando) ed orafi raffinati (Stroili, Stellina Fabbri, Francois Larnè, Pippo Alvaro). I suoi romanzi hanno la prefazione prestigiosa di Andrea G. Pinketts; "Petali di Marta" si avvale della copertina a opera della fotografa di moda Agnes Spaak, sorella dell'attrice Catherine. 'Premio Sicilia'- sezione Letteratura - nel 2014 e Premio 'Orgoglio siciliano' 2015 - sezione letteratura. Ha ideato e ha curato per "Assodigitale"per un biennio una rubrica settimanale molto seguita, "tacco & stacco". Attualmente collabora con il settimanale ORA. Ha curato il romanzo di Dalila Di Lazzaro 'La vita è così' - Piemme/Mondadori. Scrive per il mensile “Lei Style”. Il suo ultimo romanzo è “Storie di amori e disamori-dalla A alla Z e ritorno”, casa editrice Giulio Perrone - Erudita. Ha scritto la prima biografia del noto stilista Martino Midali "La stoffa della mia vita - un intreccio di trama e ordito" per Cairo Editore.
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