26 Ottobre 2022

Un’opera su Gheddafi vince il Maxxi Bvlgari Prize 2023

L’opera di Alessandra Ferrini è stata scelta dalla giuria per “la sua capacità di rappresentare i fatti controversi della storia geo-politica contemporanea”

26 Ottobre 2022

Un’opera su Gheddafi vince il Maxxi Bvlgari Prize 2023

L’opera di Alessandra Ferrini è stata scelta dalla giuria per “la sua capacità di rappresentare i fatti controversi della storia geo-politica contemporanea”

26 Ottobre 2022

Un’opera su Gheddafi vince il Maxxi Bvlgari Prize 2023

L’opera di Alessandra Ferrini è stata scelta dalla giuria per “la sua capacità di rappresentare i fatti controversi della storia geo-politica contemporanea”

Alessandra Ferrini (Firenze 1984) con l’opera Gaddafi in Rome: Notes for a Film vince la terza edizione del MAXXI BVLGARI PRIZE, il progetto che unisce nel sostegno e la promozione dei giovani artisti, il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo e Bulgari, maison da oltre 130 anni emblema di eccellenza italiana. L’opera entrerà a far parte Collezione del MAXXI Arte.

Silvia Rosi (Scandiano – RE, 1992) vince il Premio del pubblico per Teacher Don’t Teach Me Nonsense.

All’Auditorim del MAXXI, per la premiazione hanno partecipato Jean-Christophe Babin, CEO di Bulgari, Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI, Hou Hanru, Direttore artistico del MAXXI, Bartolomeo Pietromarchi, Direttore del MAXXI Arte, il giurato Dirk Snauwaert, Direttore WIELS Contemporary Art Centre.

Gheddafi in Rome: Notes for a Film è il risultato di sei anni di ricerca sulla visita del leader libico in Italia nel 2009. La video installazione presenta tre atti, con immagini e notizie prodotte in tempo reale durante la visita di Gheddafi, insieme ai materiali d’archivio raccolti e manipolato dall’artista. Al centro dell’opera una fotografia dell’incontro con Silvio Berlusconi all’aeroporto di Ciampino e delle proteste suscitate dalla scelta di Gheddafi di mostrare sul petto un’immagine che mostra la cattura di Omar al-Mukhtar (1858-1931), il leader la lotta contro l’occupazione italiana della Libia. Le immagini sono accompagnate dalla voce dell’artista, che estrapola i fatti dal contesto della comunicazione di massa e riflette sui rapporti diplomatici e di potere in gioco, mettendo in luce il rapporto tra il Trattato di Amicizia, Partenariato e Cooperazione tra Italia e Libia, e la manipolazione del passato coloniale da parte dei due leader. L’approccio analitico di Ferrini alla decostruzione della visione mediatica di un evento che ha segnato l’inizio delle nuove politiche europee in materia di immigrazione è visibile in alcuni elementi dell’installazione: un sipario che ricorda il teatro anatomico di Padova, un’immagine di Berlusconi e Gheddafi che tengono una foto della costa libica, stampata su plexiglass e un panno su un tavolo ovale con una foto che è stata mostrata in Piazza Verde a Tripoli nel 2011.”

La giuria internazionale, composta da Hoor Al Qasimi, Presidente e Direttrice Sharjah Art Foundation; Chiara Parisi, Direttrice Pompidou-Metz; e Dirk Snauwaert, Direttore WIELS Contemporary Art Centre; da Hou Hanru e Bartolomeo Pietromarchi ha scelto Gaddafi in Rome: Notes for a Film di Alessandra Ferrini “per la sua capacità di rappresentare i fatti controversi della storia geo-politica contemporanea, sfidando le formule ufficiali e canonizzate delle narrazioni storiche e giornalistiche. In particolare, per la forza e l’equilibrio nell’analizzare i materiali documentari come fotografie, testi e film, ricomponendoli in una nuova narrazione, che riflette sul ruolo della ricerca come essenziale per una dichiarazione in difesa dei diritti umani e della cittadinanza globale nell’epoca post-coloniale”.

Per la capacità di affrontare temi quali la provenienza, discendenza e memoria in una prospettiva contemporanea tra lirismo e ironia. Il premio del pubblico va a Silvia Rosi, il cui lavoro Teacher Don’t Teach Me Nonsense ha raccolto oltre il 55% delle preferenze.

Dice Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI: “Complimenti ai tre finalisti, scelti dalla giuria internazionale “per la capacità di esprimere attraverso diversi canoni estetici e sperimentali e un uso innovativo dei mezzi espressivi l’urgenza di immaginare un altro futuro”. E complimenti alle due vincitrici Alessandra Ferrini e Silvia Rosi. Il Premio unisce il museo nazionale delle arti contemporanee a un’eccellenza del made in Italy nel mondo come Bulgari e, proprio grazie a questa collaborazione consolidata e strategica, negli anni è cresciuto, si è rafforzato assomigliando sempre di più ai grandi premi internazionali come il Turner Prize nel Regno Unito e il Premio Duchamp in Francia. MAXXI BVLGARI Prize è un’occasione importante per gli artisti di mostrare il loro talento e per il pubblicio di scoprirlo. E per tutti noi di riflettere attraverso l’arte cheaccende il nostro pensiero critico, ci parla di libertà, di memoria, di ricchezza nella diversità, di necessario rispetto per la Natura e per l’Umanità. Ci parla della strada da intraprendere”.

Dice Jean-Christophe Babin, CEO di Bulgari: “Questa terza edizione conferma il ruolo del MAXXI BVLGARI PRIZE come momento di primaria importanza nella scena artistica italiana e internazionale. La mostra e il Premio danno visibilità alle idee di giovani artisti che con la loro poetica ci invitano ad andare oltre i confini della nostra personale visione del mondo per riflettere sui concetti di identità ed appartenenza. Dalle loro opere scaturisce lo stimolo a misurarci con il cambiamento, ma anche a governarlo secondo un sistema di valori condiviso.”

GIOVANI IN MOSTRA

La prima opera che si incontra è quella di Alessandra Ferrini, Gaddafi in Rome: Notes for a Film, una video installazione che, partendo dal reportage realizzato in quei giorni dal quotidiano LaRepubblica,analizza la prima visita ufficiale in Italia di Muammar Gheddafi nel 2009, per la firma del Trattato di amicizia, partenariato e collaborazione tra Italia e Libia. Gaddafi in Rome è un invito a riflettere sul rapporto tra il ruolo dell’informazione e la comprensione di eventi geopolitici complessi, analizza il rapporto dell’Italia con il suo passato in una prospettiva contemporanea.

L’artista vincitrice, Alessandra Ferrini ha presentato un Video HD a 3 canali con audio, durata totale 1 ora. Installazione ambientale in legno nudo, stampa su poliestere, stampa su plexiglass, scritte in vinile. Musiche di JD Zazie (Valeria Merlini) Sound design di Riccardo Martorana Architetto Dolores Lettieri. ​ Prodotto per il Premio Maxxi Bvlgari 2022 (Roma), a cura di Giulia Ferracci. Gheddafi a Roma: Appunti per un film.

Nuovo Vuoto di Namsal Siedlecki è un’installazione scultoria composta da 6 mani, ciascuna realizzata con un materiale e forma diversi, come anche i plinti su cui poggiano (gesso e cemento, legno di Cirmolo, gres, poliestirolo, poliuretano azzurro, bronzo, vetro soffiato). La ricerca dell’artista, infatti, è caratterizzata da un interesse particolare alla manipolazione e all’evoluzione della materia, al suo passaggio da uno status a un altro. Come un moderno alchimista, Siedlecki si confronta con un’ampia varietà di elementi e di soluzioni tecniche volte loro per raccontare il processo di trasformazione di un corpo.

Conclude il percorso espositivo l’opera Teacher Don’t Teach Me Nonsense di Silvia Rosi, artista italiana di origini togolesi, che fa della fotografiauna pratica di ricerca sull’identità e sulla memoria. Il suo lavoro ricostruisce la storia della sua famiglia e la sua eredità identitaria attraverso il recupero di eventi di vita quotidiana. In quest’opera, composta da tre nuclei fotografici e video e da un’installazione audio, l’artista mette in evidenza l’importanza della lingua nel processo di affermazione identitaria e riflette sulle conseguenze degli eventi coloniali avvenuti in Togo, anche sul fronte linguistico.

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