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Leisure - 03/01/2019

A Parigi l’arte di Grayson Perry tra identità e maschilismo

Coraggiosa mostra dell'artista travestito britannico. Che impone una riflessione con il suo universo kitsch e tanta polemica ironica sulla società.

Il social commentary di Grayson Perry chiama coraggio. Per chi supporta l’arte del creativo britannico, per chi ne fruisce, per chi vuole farne base di riflessione. Il museo Monnaie de Paris ha organizzato la prima vera mostra individuale dell’artista londinese nato nel 1960 che in queste settimane è ammirato in tutto il suo colorato splendore di tele, tappeti, ceramiche e installazioni in una location speciale della capitale francese.

 

“Grayson Perry Vanité Identité Sexualité” fino al 16 gennaio 2019 a Parigi è una seleione di opere commentate dallo stesso artista al Monnaie de Paris.

“Il mio lavoro è notare cose he gli altri non notano e far luce con la coscienza. Sogno di ampliare la mente delle persone con l’arte”. Così Grayson Perry, che con ceramica, metalli, stampe e grandi tappeti, fa un’arte ironica, riflessiva, da commento sociale e finanche polemica sullo stato del mondo.

Anche l’immagine di Rio dei Duran Duran affiora in un dettaglio di un tappeto di Grayson Perry. L’artista inglese prende a prestito icone popolari della società inglese e le ingloba nella sua arte.

In una didascalia delle opere in mostra si legge: “Uomini, sedetevi per i vostri diritti: a essere vulnerabili, deboli, sbagliati, intuitivi, a non sapere, a essere incerti, flessibili, senza vergogna”.

L’artista è quindi concentrato in un viaggio tra la sua produzione che richiama nel titolo il motto della Francia repubblicana in chiave provocatoria, visto che Perry ha vissuto una vita da travestito (Claire) fin da quando aveva 12 anni. Ma ha anche avuto una figlia, si è sposato e ora espone in un anfiteatro nel salone d’onore della location parigina. Questo luogo ha ospitato fin dal 1700 dibattiti sullo stato della società ed è simbolicamente dato oggi a un artista che ha molto da far riflettere.

Alcune sale recano anche l’avviso di “possibile offesa ai giovani visitatori”, ma la visita è davvero una necessità. Le riproduzioni di giochi sessuali e organi rappresentano spesso la caricatura della virilità e un modo per prendere in giro il machismo inglese e i tabù che porta con sé questa cultura.

La vanità evocata dal titolo della mostra è insita nella classe e nel gusto dei tappeti che l’artista ha realizzato fin dal 2009. In questi lavori la peculiarità è l’eccentrica vita dei britannici moderni, le diversità che la regolano, la volontà spesso esagerata di erigerci a individui diversi dai gruppi a cui apperteniamo.

Il fatto-a-mano ha sempre interessato Grayson Perry, che trascorse 4 anni al British Museum di Londra per preparare la mostra del 2011 “La tomba dell’artigiano ignoto”, che metteva in relazione opere nuove con quelle di anonimi che avevano reso grande il museo.

Perry è stato molto ispirato dalle sculture asiatiche e africane, usando la terracotta, i metalli e perfino ripercorrendo l’immaginario della mappa del mondo del 14esimo secolo, quella di Ebstorf. Ovviamente si tratta di un riferimento non solo alla mappa, ma a tutti i simbolismi e le figure che la decoravano, con mitologia e teologia in primo piano da cui attingere.

La mascolinità è uno dei temi di Perry che più generano contemporaneamente dibattito e pezzi di arte memorabile. Il suo ideale maschile è eroso e minacciato, perché l’artista dice “che gli uomini non si interrogano sul loro status, per loro non c’è alternativa. Anzi, vivono il femminismo come una minaccia”. Nelle opere esposte, la crisi e la disoccupazione costringono gli uomini a una “diminutio” del loro status e la dominazione maschile lascia spazio a una rischiosa fragilità. Che può all’estremo portare anche al suicidio, ma spesso arriva a far mostrare i veri sentimenti delle persone un tempo “troppo forti per mostrarli”.

E la “masculinity” di Perry è anche uno studio sul temperamento maschile ereditato dai propri padri. Sognando una figura maschile perfetta e non aggressiva, l’artista creò un personaggio fin da piccolo, Alan, che era un orsacchiotto a cui l’artista oggi attribuisce tutte le proprietà degli eroi.

Da qui, la critica al referendum di Brexit del 2016 è inevitabile. Per l’artista “quella consultazione non era rimanere nell’Europa o meno. Era una contrapposizione di un gruppo di persone con valori culturali che erano opposti agli altri”.

In onore di questo evento spartiacque, Perry ha creato Comfort Blanket, un tappeto colorato che mostra la faccia accogliente della Gran Bretagna come era un tempo. E il secondo lavoro, per contrapposizione chiamato Battle of Britain è invece molto oscuro, per riflettere su un Paese che si è trovato a essere spaccato tra cittadini rurali e cittadini metropolitani, tra baby boomers e millennials.

 

Identità per Grayson Perry: “Mi sono reso conto che essere un travestito non voleva dire far finta di essere donna. Ero io che mi mettevo i vestiti che volevo per darmi i sentimenti che volevo”.

L’arte di Grayson Perry si interroga sulla diversità maschile/femminile con dei pezzi che mirano a portarci oltre i pregiudizi. Normale e naturale sono le minacce d’odio. Le opere sono viste come alternativa al modello dominante eterosessuale e spingono verso una società senza norme, libera dalle regole tradizionali di genere. Perry vuole affermare con la sua arte il diritto di essere diverso. E lo fa con vasi, sculture e ceramiche a muro, che recuperano riferimenti all’arte africana o alla decorazione floreale e calligrafica senza confini.

Le ceramiche soprattutto sono un mezzo per riflettere e criticare la società, con i suoi piaceri che si oppongono alle ineguaglianze. Una presa di coscienza e una presa in giro della società dei consumi, che cambia le mode che qui vengono derise con un tipico sense of humour inglese. Contrappone così immagini vittoriane, figure storiche e scene di violenza urbana tipica londinese.

 

Fotoservizio da Parigi: Andrea Agostinelli per The Way Magazine.

Grayson Perry “Vanité, Identité, Sexualité” – Fino al 16 gennaio 2019 a Parigi

Monnaie de Paris
11, quai de Conti, 75006 PARIS
Pianta d’accesso



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