Magazine - Fine Living People
Leisure

Leisure - 19/10/2019

Alla Festa del Cinema di Roma, Premio alla carriera a Bill Murray

L'appello per amore della città eterna. E nello stesso giorno un altro ritorno atteso: Peter Cattaneo dopo "Full Monty" con "Military Wives".

Hanno fatto la storia del cinema ognuno a modo suo e oggi sul red carpet della Festa del Cinema di Roma dispensano molte emozioni a chi li aspetta e a chi, forse, non sperava nemmeno un giorno di vederli tutti nello stesso posto. Bill Murray ha ricevuto questa sera il Premio alla Carriera, dalle mani del suo regista Wes Anderson durante l’incontro con il pubblico e con una sala Sinopoli piena e di trepidante attesa per l’attore statunitense.

Un incontro che pareva quasi, e con Bill non può essere diversamente, uno show. Con una traduzione che non partiva a dovere per il pubblico presente, non si sa quanto voluto o forse magari era una sorta di sketch preconfezionato, e con le clip dei suoi lungometraggi. Da Tootsie a Ghostbusters, da Ricomincio da capo a Lost In Traslate e tanti altri. Citarli tutti sarebbe impossibile. Le clip cinematografiche hanno fatto da sfondo anche per dei complimenti effettuati da alcuni colleghi di Bill, quasi in sottoforma di auguri di buon compleanno. A sorpresa una piacevole incursione dell’attrice Frances Mcdormand la quale, una volta salita sul palco, si è seduta sulle ginocchia di Murray.

Eppure la giornata pareva esser iniziata male per il ‘Dottor Venkman’. Non svegliatosi in tempo, la conferenza stampa programmata all’ora di pranzo; si rifà alla grande sul palco con il suo modo di essere asettico, senza emozioni ma con battute esilaranti: come quella in cui saluta uno del pubblico che sta per lasciare la sala e lui, dopo diverse lamentele da parte di altri per la mancata traduzione immediata in alcuni dialoghi tra lui, Wes Anderson ed Antonio Monda, dice: ‘le manderemo la traduzione a casa’.

Naturalmente le domande che gli sono state rivolte erano tutte improntate sulla sua carriera, sul suo modo di scegliere i film e su alcuni compagni di viaggio che lo avevano lanciato nel mondo del cinema e dello spettacolo. E’ risaputo che la sua carriera si aprì con il Saturday Night Live, di fine anni ’70. In quel periodo gente come lo sfortunato John Belushi e l’istrionico Robin Williams cominciavano anche loro a decollare verso il successo.

Indubbiamente iGhostbusters’ erano lontani anche loro e quando arrivarono permisero a Bill di diventare una star di fama mondiale. Per un po’ di tempo sembrava essere in caduta libera ma, nel 2003, ecco la rinascita con ‘Lost in Traslate’ proprio di Wes Anderson. Con tale regista ha girato diverse pellicole, ricoprendo ruoli sempre un po’ particolari, ma totalmente differenti dal personaggio che gli regalò la fama mondiale.

Il premio alla carriera, dunque, è un riconoscimento meritato, un riconoscimento che ci pone un Bill Murray commosso davanti al pubblico della Sinopoli che lo applaude con la standing ovation. Non è mancato, come sempre, le strette di mano e le firme degli autografi ai fan. Ma alla fine conclude con un singolare appello:

“Roma è una città bellissima, ma la parte più bella della sua storia l’hanno fatta gli altri, quelli che sono venuti prima. I romani oggi devono avere cura di questa città, amarla”.

In questo terzo giorno, però, abbiamo scoperto un piccolo e grande film. Non è di produzione statunitense, ma ricalca abbastanza il modus di realizzazione. E’ di produzione britannica ed è ispirato da una storia vera di inizio nuovo secolo. ‘Military Wives’, questo il titolo.

La trama: all’indomani dell’11 settembre 2001 i militari inglesi partono per il conflitto in Afghanistan, le mogli rimaste a casa cercano di trovare, insieme, qualcosa per non pensare ai venti di guerra nel Medioriente. Fonderanno un coro che le porterà ad esibirsi dal vivo all’Albert Royal Hall di Londra.

Il film scorre veloce tra momenti divertenti e drammatici. Lo sceneggiatore ed anche il regista hanno scavato a fondo nel dramma di quel periodo con molta semplicità e senza troppe esasperazioni patriottiche. L’orgoglio nazionale non è ostentato, ma semplicementefatto intendere. Sottolineato quasi in silenzio.

Le attrici sono brave e simpatiche. In particolar modo quelle principali, Kristin Scott Thomas e Sharon Horgan, sono quelle interpretano le due donne che tra portarono avanti il progetto tra diverse difficoltà, scontri e riappacificazioni. Il regista è lo stesso che stupì il mondo, 25 anni fa ormai, con la commedia musicale ‘Full Monty’: Peter Cattaneo.

Il film, proprio per la schiettezza delle attrici e del modo in cui i personaggi sono stati portati sullo schermo, oltre che per le musiche per la colonna sonora formata tra l’altro dalla hit ‘Time After Time’ di Cyndi Lauper, meriterebbe comunque un premio. Anche qui alla Festa del cinema di Roma.

Testo e foto a cura di Vincenzo Pepe – inviato The Way Magazine alla Festa del Cinema di Roma



Leisure - 19/10/2019

Melodramma di Pavarotti, nella vita e sul palco: dirige Ron Howard

Si potrebbe sostenere che quest’anno, per la quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Ro [...]

Design of desire - 13/08/2016

Alla Triennale la Stanza primordiale di Francesco Librizzi

Francesco Librizzi, il più giovane degli 11 autori invitati a presentare la propria visione di [...]

Society - 31/10/2017

Il Type Visual di Lorenzo Marini è l’arte delle lettere

"Le lettere da noi sono grafica, mentre in Oriente la calligrafia è arte". La fascinazione per le l [...]

Top