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Leisure - 11/02/2020

Agli Oscar 2020 Parasite sorprende Hollywood

Brad Pitt ha battuto quattro leoni. Reneé Zellwegger non ha avuto rivali. Delusione per Tarantino e Scorsese.

Joker, The Irishman, JoJo Rabbit, Piccole Donne, Ford vs Ferrari, C’era una volta a Hollywood, 1917 e Storia di un matrimonio. Per mesi gli addetti ai lavori, anche i fans di ogni singola pellicola, hanno cercato di individuare il lungometraggio che si sarebbe aggiudicato la statuetta degli Oscar 2020 come miglior film. Invece è successo quello che nessuno, forse, si attendeva: la pellicola sudcoreana ‘Parasite’, del regista Boon Joo Ho, scalza tutti sul podio. Con soli quattro premi oscar sbaraglia la concorrenza.

Miglior film appunto, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e, addirittura, miglior film internazionale. Una consacrazione, dunque, a tutti gli effetti per un’opera cinematografica non in lingua inglese ed è, in novantadue anni di storia degli Oscar, la prima volta in assoluto. Quindi la sorpresa c’è stata ma non con il film che avevamo indicato noi: Ford Vs Ferrari.

James Mangold, regista del menzionato film, comunque non è rimasto a bocca asciutta. Miglior montaggio sonoro e miglior montaggio sono il coronamento di un piccolo successo insperato. Di certo, forse, avrebbe potuto agguantare anche il terzo premio solo come miglior sonoro. Miglior film, evidentemente, era troppo.

Come sono state troppe anche le candidature per il super acclamato ‘Joker’, 11 nominations, ma Joaquin Phoenix non ha rubato nulla, nonostante avuto contro un Adam Driver sempre più lanciato come nuova stella di Hollywood che in futuro non solo farà incetta di nominations. Con Joaquin Phoneix è stato eguagliato un risultato raggiunto, quasi 50 anni fa, da Marlon Brando e Robert De Niro. Infatti le due icone del cinema vinsero l’oscar per aver interpretato lo stesso personaggio: Don Vito Corleone. Marlon Brando nel primo e storico ‘Padrino’ nel 1972 e due anni dopo un giovanissimo Robert De Niro vestiva i panni di un altrettanto giovanissimo Vito Corleone. Per il ruolo del Joker fu lo sfortunato Heat Ledger ad ottenere la statuetta postuma.

Se la vittoria nella categoria del miglior attore è stata, di fatto, una conferma, l’altra vittoria scontata, e forse quella più difficile, era quella relativa al miglior attore non protagonista. Brad Pitt ha battuto quattro leoni di Hollywood: Joe Pesci, Anthony Hopkins, Tom Hanks e addirittura Al Pacino. Brad Pitt è stato il primo ad esser premiato nella lunga notte degli oscar iniziata alle due, ore italiana, e terminata intorno alle cinque e trenta del mattino. Anche questa edizione si è svolta senza conduttore, con i diversi personaggi dello star system hollywoodiano che si sono avvicendati sul palco. Anticipati da un’apertura in grande stile, in stile Broadway.

Altre categorie ed altre conferme sono giunte come Miglior attrice non protagonista: ad aggiudicarsi la categoria è la veterana Kathy Bates; come miglior attrice, invece, si dovrebbe sostenere che Reneé Zellwegger non ha avuto rivali. Niente di più errato: Scarlett Johansson, nonostante sia uscita a mani vuote dalla notte degli Oscar, in futuro sicuramente otterrà la consacrazione che merita.

La miglior canzone da accompagnamento al film è stata decretata quella di Elton John da “Rocketman”, “(I’m gonna) Love me again”, confermando il buon momento che stanno attraversando le music pic a Hollywood.

Tra quelli che dovevano invece trionfare, a detta di tutti, in realtà hanno perso e anche nel peggiore dei modi: Quentin Tarantino con il suo celebrativo ‘C’era una volta a Hollywood’, ‘1917’ di Sam Mendes e Martin Scorsese con il suo ‘The Irishman’. Paradossalmente quello che uscito meno con le ossa rotta è il film sulla Prima guerra mondiale, portandosi a casa ben tre oscar: Miglior Sonoro, Miglior fotografia e migliori effetti speciali. Tornando a Tarantino, invece, che è stato snobbato dall’Academy sia come miglior film, sia come miglior sceneggiatura e sia come miglior regia. La sua pellicola comunque ha conquistato due premi oscar: il primo quello già citato di Brad Pitt e l’altro per la Miglior scenografia.

Giungiamo, quindi, al grandissimo sconfitto della notte degli Oscar 2020: Martin Scorsese. Da mesi il suo film è stato allo stesso tempo osannato e criticato allo stesso tempo. Critiche, se vogliamo, che lo stesso regista italo-americano si era attirato su di sé per alcune dichiarazioni non proprio felici sui cine-fumetti. Temeva che ‘Joker’ gli avrebbe soffiato quello per cui aveva lavorato da anni. ‘The Irishman’ era di sicuro un capolavoro ma non a tal punto da agguantare l’ambita statuetta come miglior film.

Forse l’Accademy Award, in merito alle troppe polemiche provocate proprio dal regista di ‘The Irishman’ abbia deciso di punirlo senza nemmeno una statuetta? E nel premiare Joker come miglior film cosa sarebbe successo? Qualcuno avrebbe invocato al film politico? Forse è anche per questo che ‘Parasite’ ha vinto: per non alimentare ulteriormente inutili scontri tra i pezzi grossi dello star system americano? Sta di fatto questa vittoria del film sudcoreano non convince proprio tutti.

Testo a cura di Vincenzo Pepe

Foto d’apertura: l’homepage del sito degli Academy Awards americani, con Brad Pitt ed Elton John, tra gli altri.

 



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