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Leisure - 28/03/2021

Alan Zeni: “Con le illustrazioni dei baci ho avuto coraggio a ricominciare”

Intervista con l'artista predestinato a fare l'ingegnere. Che in nome della passione ha cambiato vita. "Un libro può metterci in pace e farci guardare al futuro".

Alan Zeni era predestinato a fare l’ingegnere. Aveva studiato per quella carriera, ha cercato per anni di assecondare il “sicuro” nella vita ma poi ha deciso che l’arte, la passione per il disegno e l’estetica doveva prendere il sopravvento. Nel 2007 incomincia a vivere e nutrire una parte artistica di se stesso, viene accolto da L’AFFICHE, galleria di Milano, prosegue tra pittura e fotografia passando per teatro e corti cinematografici alla ricerca di modi nuovi di esprimersi e cambiare i punti di vista dei fruitori. Nel suo nuovo libro uscito per per BeccoGiallo Baciami – Storie di amori errori felici, ci offre prova del suo talento. Che mescola con sapienza e arguzia letteratura e illustrazioni, poetica e visioni.

Quando hai iniziato a nutrire la passione per le illustrazioni?

Il primo libro me l’ero autoprodotto a 25 anni, quando ancora mi cibavo di tutto. Poi ho capito che non si può vivere facendo felici gli altri. Ecco perché il libro sui baci è per tutte le età… perché ci sono baci che sono vissuti già e certi che si riferiscono a cose che accadranno. Sono declinabili in tanti modi, un bacio per passione è in una pagina, e quello che dai che non va bene perché non è più importante per te è nella successiva. Io, per primo, nella vita ho voltato pagina anni fa.

Alcuni dei baci di Alan Zeni inseriti nel libro BACIAMI – STORIE DI AMORI ERRORI FELICI – un volume elegante, romantico e spiritoso dedicato alla magia dei baci, per celebrare l’amore in tutte le sue forme.Un volume illustrato dedicato alla meravigliosa e strampalata collezione di baci firmata Alan Zeni, artista che da anni si dedica con successo all’illustrazione di questo gesto così intimo ma anche così universale.

Come è la tua vita ora?

Ho una famiglia con due bambini, disegno e scrivo tanto. Ho fatto lo speaker radiofonico mi piace molto l’idea di lavorare con la voce, sperimento fusioni tra parlato e illustrazioni . Mi piace sempre creare un prodotto che possa toccare e accarezzare più sensi di un fruitore.

Perché secondo te le tue illustrazioni, prima sui muri e poi sui libri, piacciono tanto?

Il bacio comodo che non ti rende felice parla alla tua anima. Nei disegni si ammette quello che non vuoi dire a voce. Un bacio che volevi dare da tempo è liberatorio. Il mio è un libro disegnato per bambini ma indicato per adulti perché sono storie di errori felici. Perché quando leggendo le storie dei baci realizzi l’errore è catartico e lo superi. Magari ti prepara ad affrontare il futuro.

Quando hai pensato di concentrarti sui baci?

Ho iniziato quando ci si poteva baciare, da un’intuizione di mia moglie. All’epoca facevo lavori di grandi dimensioni e lei mi chiese un’emozione tascabile. Ho sempre voluto indagare sulle evoluzioni delle relazioni, tutti le vivono e sono uniche ma comuni. Le situazioni sentimentali portano a capirsi. Sono complesse e il gioco che mi è piaciuto è stato portare le emozioni su un supporto statico ma che si evolve a seconda di chi lo ha in mano. Un disegno a 20 anni può essere vissuto in un modo, da più grande ci vedi i segni del tempo e i dettagli che non vedevi prima.

Le frasi che accompagnano le tue illustrazioni da dove arrivano?

La parte letteraria deriva dal mio percorso e dall’amore per la sintesi, che dalla leggerezza permette di andare molto in profondità. Non hai bisogno di grosse infrastrutture per leggerlo ma devi aver coraggio per soffermarti, ti fa fare un’autoanaisi. Ogni bacio è un giudice che ci mette di fronte alla riflessione se la vita ti piace o no. Un libro che ti fa interrogare, ed è anche un libro da regalare. I baci sono gesti coraggiosi nei confronti degli altri ma anche per se stesso. Io sono un fan dei libri con le pagine strappate, magari strappate con un pensiero alla persona a cui lo si dona.

Il tuo passato è di tutt’altra formazione. Ci pensi oggi?

Sono un ingegnere che non ha avuto coraggio fino alla laurea di prendere in mano la propria vita e questo mi ha fatto vivere un effetto fionda. Ho fatto scelte che non erano mie, da lì ho ricercato con difficoltà la mia volontà, ho rinnegato aspettative famigliari o percorsi di formazione. Bisogna seguire le proprie inclinazioni e poi devi combattere per avvicinarti a quello che volevi. Sfuggiamo a quello che ci fa sentire liberi. Detto ciò, a 41 anni non sono ancora realizzato. Sento di voler fare musica, c’è un’idea che unisce l’illustrazione alla letteratura e musica. Il mio scopo entro l’anno è di arrivare a fare un altro salto.

Hai dei riferimenti per la tua arte?

Ognuno per il proprio lavoro artistico ritrae se stesso, i miei errori o le mie prese di coscienza. Non mi ispiro a nessuno come illustratore, dopo tanti anni sono lontano dal farmi condizionare dalle aspettative altrui. In Italia il mio genere non c’è perché o ci sono dedicati ai bambini o vengono fatti per eventi. All’estero viene dedicata una letteratura su questo. Il tempo che dedichiamo all’arte altrui è tempo che dedichiamo a noi stessi.



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